SEZ.VANGELO E METEO VANGELO DEL 13.03.2017 A CURA DI MICHELE PAPPACODA
A CURA DI MICHELE PAPPACODA Santo(i) del giorno : S. Leandro di Siviglia, vescovo (ca. 534-600/601), B. Dulce (Maria Rita), «Madre Teresa brasiliana» (1914-1992)
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 6,36-38.
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: « Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro.
Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato;
date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con cui misurate, sarà misurato a voi in cambio ».
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Cielo spesso coperto al Nordovest e coste tirreniche centrali, ma senza fenomeni. Altrove, cielo poco nuvoloso./image%2F1394276%2F20170312%2Fob_11cd34_san-simeone-il-nuovo-teologo-a.jpg)
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Più che braccio destro, un vero e proprio sindaco ombra. Raffaele Marra ha rivestito mille ruoli in Campidoglio, quello di consigliere, di spin doctor, di capo del personale, di facilitatore. Emerge chiaramente nelle carte dell'inchiesta che lo vede coinvolto insieme con l'imprenditore Sergio Scarpellini in una storia di corruzione, quanto sia stretto il suo legame con Virginia Raggi. La fiducia che correva tra i due la conferma anche Rodolfo Murra, ex capo dell'avvocatura del Comune, che con Marra si è incontrato in un bar di Trastevere, dove l'ex finanziere ha voluto spiegargli quale sarebbe stata la sua strategia politica. Dice a verbale Murra: «Tra Virginia Raggi, Salvatore Romeo e Raffale Marra c'era un rapporto praticamente simbiotico. L'ho potuto verificare in tante occasioni e anche dopo la vicenda legata alla sua nomina. Marra ho avuto modo di conoscerlo nel 2013 quando ha avuto un incarico da Marino. L'ho poi rivisto qualche giorno dopo l'elezione della Raggi, nella sua anticamera, e alla mia domanda su cosa stesse facendo, mi ha chiarito che era rientrato in servizio. Negli stessi giorni mi ha chiesto un incontro che è avvenuto in un bar di Trastevere. E in quell'occasione mi ha delineato la sua strategia, specificando che la sua mission era quella di riorganizzare la macchina amministrativa capitolina in quanto la nuova amministrazione, a suo dire, era formata da persone inesperte».Nel verbale di interrogatorio di garanzia, l'unico finora agli atti depositati in vista del processo che inizierà il 25 maggio, Marra si arrampica nel tentativo di negare le mazzette: «Quei 367 mila euro sono stati un prestito dato a mia moglie». Ma ci pensa l'imprenditore Sergio Scarpellini a inguaiarlo, quando assistito dai suoi legali Massimo Krogh e Remo Pannain, affronta la decisione di confessare: «Gli davo i soldi perché contava, l'ho fatto perché temevo che mi potesse bloccare le pratiche in Comune. Ho tante questioni aperte in Comune».






A CURA DI MICHELE PAPPACODA
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