Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE GIUGLIANO La notte di sabato 25 giugno è stata all‘insegna della violenza a Giugliano. Una maxi rissa tra giovanissimi, con tanto di spari e coltellate, si è verificata in “due round”, prima a Piazza Matteotti e successivamente all’incrocio tra via Roma e corso Campano. I dettagli Ebbene, a distanza di alcune ore emergono alcuni raccapriccianti dettagli sulla scia di violenza che ha interessato la movida giuglianese. A quanto pare, due ragazzini si sarebbero trovati in minoranza numerica nello scontro iniziale con un altro gruppo di giovani. A quel punto, i due, in preda alla rabbia, avrebbero chiesto aiuto ad alcuni compagni per organizzare una “vendetta”. In particolare, sarebbe stato un loro coetaneo sopraggiunto in un secondo momento a consegnare l’arma, un coltello, agli amici, per permettere loro di “farsi giustizia”. Il bilancio attuale è di due feriti in gravi condizioni, tra i quali si conta un minorenne, adesso ricoverato al San Giuliano.
INSERITO DA ANGELA CECERE GIUGLIANO AGRO AVERSANO I Carabinieri della Sezione Operativa del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Aversa, coadiuvati da altri reparti della stessa e dal Nucleo Cinofili di Chieti, all’esito di un’articolata e complessa attività di indagine diretta dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, nelle prime ore del mattino del 13 giugno scorso hanno dato esecuzione ad un fermo di indiziato di delitto nei confronti di tre persone e perquisizioni nei confronti di altri due soggetti. All’esito dell’udienza di convalida – tenutasi il 16 giugno – il Giudice ha disposto la misura cautelare in carcere per tutti i tre indagati per i reati a loro ascritti. Le indagini, dirette dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord e condotte dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Aversa, tra marzo e giugno del 2023, hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti di tre soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, di tentata rapina in concorso, ricettazione e rapina aggravata dall’uso delle armi in concorso. I tre fermati, sono gravemente indiziati di aver commesso vari eventi delittuosi, tra cui una tentata rapina presso l’Ufficio Postale di Capodrise in data 9 maggio, una tentata rapina presso il centro scommesse “Kingbet” di Cesa il 13 maggio e una rapina consumata presso il Banco di Credito Popolare di Giugliano in Campania in data 31 maggio. La minuziosa attività d’indagine condotta dai militari sotto la direzione della Procura di Napoli Nord – tramite attività tecnica, servizi di o.c.p. e acquisizione delle immagini di numerosi sistemi di videosorveglianza pubblici e privati – ha permesso di ricostruire nei minimi dettagli ogni fase degli eventi delittuosi contestati. I soggetti – tutti maggiorenni ma di giovanissima età e residenti nell’hinterland napoletano – agivano adottando un collaudato ed efficiente modus operandi, avendo come punto di riferimento l’abitazione di uno dei tre fermati. In particolare, prima dell’evento delittuoso, il proprietario dell’abitazione recuperava il veicolo -oggetto di furto – sul quale poi veniva apposta una targa anch’essa risultata rubata, che poi avrebbero utilizzato per compiere la rapina; successivamente, gli altri indagati giungevano presso il “covo”, provvedevano al cambio di indumenti e, dopo aver perpetrato la rapina, tornavano a rifugiarsi nel “covo” per indossare nuovamente gli abiti con cui erano arrivati, in modo da far perdere le loro tracce e sottrarsi all’identificazione. Dall’analisi delle immagini estrapolate dai numerosi sistemi di video-sorveglianza, si è potuto constatare come gli indagati, nelle varie occasioni, abbiano agito con violenza, noncuranti dell’incolumità altrui, mettendo in atto l’azione criminale in luoghi affollati, armati di pistola o di armi bianche. Altro elemento significativo è la continuità nel fenomeno criminoso, essendo le rapine state commesse tutte nel mese di maggio, a distanza di pochissimi giorni l’una dall’altra, fatto che testimonia la volontà dei correi di ambire ad una continua e spasmodica ricerca di un profitto – naturalmente illecito – giustificando altresì la violenza con cui commettevano i reati. Attraverso l’acquisizione delle numerose immagini dei sistemi di video-sorveglianza pubblici e privati, è stato possibile seguire passo dopo passo le attività messe in atto dai tre rapinatori e pervenire alla loro identificazione, nonostante gli stessi avevano sistematicamente utilizzato accortezze per cercare di eludere ai controlli. Il fermo dei tre indagati, grazie al contributo offerto dall’Arma dei Carabinieri, sotto la costante direzione della Procura di Napoli Nord, ha permesso di porre un freno al fenomeno delle rapine agli uffici postali, istituti di credito ed esercizi pubblici, fenomeno che negli ultimi mesi – nell’hinterland napoletano e in tutta la provincia di Caserta – era diventato una vera e propria piaga sociale, creando un sentito e grave allarme sociale tra i cittadini.
INSERITO DA ANGELA CECERE Partono da Giugliano per rubare le auto, presi 2 scassinatori. L’atteggiamento sospetto di due persone che si aggiravano a bordo di un’autovettura per le strade di Trentola Ducenta ha insospettito i carabinieri della locale stazione, mentre stavano effettuando un servizio di controllo del territorio per la prevenzione e repressione dei reati predatori. Il continuo girovagare dei due, anche con più passaggi nei pressi di autovetture in sosta, ha portato i carabinieri, a bordo di un’auto “civetta”, a seguirli fino al comune di Orta di Atella , dove sono stati bloccati proprio mentre, con attrezzi da scasso, stavano tentando di rubare un’auto lasciata in sosta sulla pubblica via.
INSERITO DA ANGELA CECERE I carabinieri della sezione radiomobile della compagnia di Giugliano hanno arrestato per possesso di documenti di identificazione falsi la 39enne giuglianese già nota alle forze dell’ordine Maria Bove. I militari stanno percorrendo via Lago Patria della frazione di Varcaturo quando notano una donna in atteggiamento sospetto a bordo di una Fiat Panda. E’ ora di pranzo e la signora si trova proprio davanti all’ufficio postale. Il buon senso e l’esperienza “consigliano” ai militari di approfondire la vicenda. Alla richiesta dei documenti la 39enne fornisce una carta di identità elettronica e i Carabinieri impiegano poco per constatare che si trattasse di un documento palesemente contraffatto. L’arrestata è in attesa di giudizio mentre sono in corso accertamenti sul documento di identità che è stato sequestrato per ricostruirne la provenienza.
INSERITO DA ANGELA CECERE Ha confessato l'omicidio di Giulia Tramontano e del bambino che portava in grembo, per la Procura che indaga sul femmincidio di Senago il caso è chiuso e per Alessandro Impagnatiello si prospetta l'ipotesi di un processo con rito immediato. Eppure sono ancora tante le bugie che il barista 30enne racconta agli inquirenti. Incongruenze che non trovano riscontro con le indagini e che potrebbero essere state architettate con lo scopo di evitare l'aggravante della premeditazione.
INSERITO DA ANGELA CECERE Sant'Antimo. Sono stati ritrovati oggi in un tombino nei pressi della fermata della metropolitana Comasina, a Milano, i documenti di Giulia Tramontano, 29enne di Sant'Antimo (Na) uccisa al settimo mese di gravidanza dal compagno Alessandro Impagnatiello, reo confesso. L'arma del delitto, un coltello, è stata ritrovata nell'abitazione di Senago, dove viveva la coppia, durante i rilievi tecnico-scientifici. Gli investigatori hanno effettuato le analisi anche nel garage, dove il barman ha detto di aver nascosto il cadavere. Proseguono le ricerche per trovare il cellulare della donna, con l'ausilio dei vigili del fuoco, secondo quanto riferito dallo stesso Impagnatiello è stato gettato nel tombino assieme ai documenti. Il coltello era nel ceppo sul frigo nell'abitazione a Senago "L'arma indicata è stata repertata, sapremo tutto quanto all'esito", ha detto Giovanni Cacciapuoti, avvocato della famiglia di Giulia, uscendo dal sopralluogo a Senago durante il quale è stato trovato il coltello, l'arma che il barman ha detto di aver lavato e riposto in un portacoltelli sopra il frigorifero dopo l'omicidio. Il sopralluogo nell'abitazione "sarà utile per verificare effettivamente ogni elemento dell'azione relativa anche alla giusta contestazione delle aggravanti già riconosciute" nei confronti di Impagnatiello "e anche delle altre per le quali la procura giustamente al pari della famiglia vuole vederci chiaro" ha aggiunto Cacciapuoti "Dalla condotta di Impagnatiello", i familiari "hanno avuto subito l'impressione che non raccontasse tutta la verità".Le indagini vanno avanti Le indagini - coordinate dal pm Alessia Menegazzo e dall'aggiunto Letizia Mannella e condotte dal nucleo investigativo dei carabinieri e dai loro colleghi di Rho - vanno avanti per raccogliere tutti gli elementi necessari per ricostruire i tempi e le modalità dell'omicidio e dell'occultamento del cadavere, e per dimostrare che c'è stata premeditazione. Per questo sono anche stati sentiti, oltre all'uomo delle pulizie della palazzina di via Novella che ha ritrovato una scia di cenere sulle scale, la sorella e la mamma di Giulia in modo da riscostruire le ultime ore di vita della giovane, la quale, prima di essere uccisa si è incontrata con la ragazza con cui Impagnatiello aveva una relazione parallela. Dubbi sulla versione di Impagnatiello: forse c'è un complice Intanto si indaga per verificare la versione fornita agli inquirenti da Impagnatiello. Il 30enne ha confessato di aver ucciso Giulia, di avere tentato di bruciarne due volte il corpo, che ha nascosto prima in garage e poi in auto e infine, nella notte tra martedì 30 maggio e mercoledì 31, di averlo gettato in un’intercapedine in un’area dismessa. Eppure quando, secondo la sua ricostruzione, il cadavere si trovava nell'auto, i carabinieri che indagavano sulla scomparsa della 29enne non ne avevano trovato traccia nel bagagliaio della T-Roc, ben visibile dall’esterno, poiché sprovvisto di copertura. Il copri bagaglio è stato ora sequestrato e proseguono le indagini, anche per capire se effettivamente Impagnatiello come lui sostiene abbia agito da solo.
INSERITO DA ANGELA CECERE Sant'Antimo. "Ci siamo conosciuti a giugno e poi abbiamo iniziato a frequentarci. Dalla nostra relazione io sono rimasta incinta verso il mese di dicembre 2022 e poi non volendo portare avanti la gravidanza, di comune accorso con Alessandro ho fatto l'interruzione a febbraio di quest'anno. Io all'inizio sapevo che aveva una ragazza ma poi lui mi disse che si erano lasciati. Questa cosa la appresi prima di rimanere incinta". Lui "mi disse che loro si erano lasciati verso dicembre e gennaio, nel periodo in cui avevo scoperto di essere incinta". Lo racconta agli investigatori la giovane collega di Alessandro Impagnatiello con cui il barista - oggi in carcere con l'accusa di aver ucciso a Senago (Milano) la fidanzata Giulia Tramontano incinta di 7 mesi - aveva una relazione. La giovane ha spiegato agli inquirenti di essersi fermata a dormire a casa di Impagnatiello a Senago e, dal momento in cui lui le aveva assicurato di essersi lasciato con Giulia, "a casa non notavo più questi segni della presenza di Giulia. Non c'erano le foto, non c'erano i trucchi e tutte quelle cose che mi facevano capire prima che c'era lei. Ovviamente delle volte notavo alcuni dettagli, tipo la piastra per i capelli in bagno, ma Alessandro mi diceva che alcune volte Giulia tornava per prendersi ancora le sue cose. Mi aveva detto che non sapeva se Giulia si fosse trasferita a Milano e Napoli".
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Era accusato di rapina aggravata, furto, in continuazione, per il qual motivo era stato arrestato e trasferito presso la casa circondariale di Poggioreale. L’indagine – già avviata lo scorso 20 febbraio, giorno in cui ignoti avevano rapinato il Gold Bet di Quarto – ebbe l’impennata decisiva quando il 23 febbraio un uomo a bordo di una fiat Panda aveva consumato una rapina nel Road bar di Pozzuoli. I carabinieri analizzarono per ore le immagini di diversi sistemi di videosorveglianza: quella panda aveva delle targhe che erano state rubate la stessa mattina a via Rosini. I militari non si persero d’animo e riuscirono a ricostruire il percorso dell’utilitaria prima che fosse “travisata” da targhe rubate riuscendo così ad ottenere un nome e un cognome da ricercare. La svolta avvenne quando la fiat Panda fu rintracciata a via Terracciano con a bordo il 42enne che venne fermato e bloccato. Scattaronole perquisizioni – al veicolo e domiciliari – che permisero ai Carabinieri di rinvenire e sequestrare una pistola scacciacani con cartucce a salve, gli abiti presumibilmente utilizzati per commettere la rapina al bar di via Domiziana e le targhe rubate di via Rosini. Stamattina, all’esito della discussione degli Avvocati Emiliano Vaccarella e Massimo Viscusi, il Gup del Tribunale di Napoli, Dott. Sepe, in lettura del dispositivo della sentenza, riconosciute le attenuanti generiche, con ordinanza (in attuazione della riforma Cartabia), ha disposto l’immediata scarcerazione dell’imputato e l’affidamento del detenuto, Elia Bellafronte, di Giugliano, presso l’associazione comunità Emmanuel di Faicchio, condannandolo alla pena di anni 2 e mesi 8 di reclusione, considerata la diminuzione della pena per la scelta del rito abbreviato. Il Pm aveva chiesto 4 anni di reclusione. FONTE INTERNAPOLI
INSERITO DA ANGELA CECERE Oggi a Giugliano, presso la libreria Mondadori (via Aniello Palumbo, 142) si terrà la presentazione del romanzo ARTEMISIA E I COLORI DELLE STELLE dello scrittore Raffaele Messina Con l’autore ne parleranno Francesco Parisi e Giuliana Grimaldi. Liberamente ispirato alla vita di Artemisia Gentileschi, ARTEMISIA E I COLORI DELLE STELLE (Colonnese editore) è un romanzo che restituisce ricchezza e complessità a una figura femminile di straordinario valore, stagliata sullo sfondo di due città barocche, Roma e Napoli, vivide e ferali. Artemisia Gentileschi fu la prima donna a essere ammessa all’Accademia del Disegno di Firenze (1616) e a divenire pittrice di rilievo europeo. La sua figura è colta attraverso due momenti fondamentali: la giovinezza, segnata dallo stupro subito, dal processo pubblico e da un matrimonio senza amore; gli anni della maturità, quando, ottenuto il successo, Artemisia ripercorre la propria esistenza e ne tenta un bilancio, ricercando in sé, oltre la pittrice, anche la moglie, la madre, la donna.
INSERITO DA ANGELA CECERE Via Colonne nei giorni scorsi di nuovo chiusa al traffico, scoppia la protesta di residenti e commercianti. Dopo una pausa sull’apertura ad almeno un senso di marcia, l’Eav ha infatti deciso di chiudere di nuovo l’importante arteria di collegamento tra i Comuni di Giugliano, Melito e S. Antimo. “Siamo esasperati, non si può continuare così”, commentano i cittadini e i commercianti, oramai in ginocchio. Via Colonne è chiusa dallo scorso luglio: un disagio enorme per commercianti e residenti che si trovano in un imbuto visto che la strada è chiusa sia all’altezza della metropolitana che in parte anche alle colonne di Giugliano/Melito e che sono costretti a lunghi percorsi alternativi, le cui condizioni sono a dir poco precarie, come nel caso di via delle Camelie. In via Colonne i lavori riguardano i sottoservizi, in particolare il rifacimento del sistema fognario. Parlando con i commercianti della zona, infatti, pare che i lavori procedano a singhiozzo proprio dal momento in cui si è verificato l’incidente. «Siamo abbandonati a noi stessi», hanno dichiarato i titolari della attività commerciali della zona messi in ginocchio dalle condizioni della strada. A causa delle operazioni del rifacimento stradale, difatti, è stato disposto un unico senso di marcia che porta dai comuni di Giugliano e Sant’Antimo a Melito, mentre il percorso inverso risulta bloccato.