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MONZA E PROVINCIA NEWS Pedemontana sbarca in Brianza con poche risorse e mille ostacoli

17 Settembre 2015, 12:57pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

MONZA E PROVINCIA NEWS  Pedemontana sbarca in Brianza con poche risorse e mille ostacoli
MONZA E PROVINCIA NEWS  Pedemontana sbarca in Brianza con poche risorse e mille ostacoli

INSERITO DA ANGELA CECERE Monza, 16 settembre 2015 - Tutto è pronto. Tra poche settimane Pedemontana aprirà la tratta B1 (Lomazzo-Lentate sul Seveso) sulla Milano-Meda, scaricando il suo peso e quello della tratta A sulla Brianza.

È questa l’unica certezza. Cosa accadrà nell’area della Brianza ovest interessata dall’arrivo del nuovo traffico su un’arteria già oggi al collasso nelle ore di punta, come proseguiranno i lavori, e soprattutto proseguiranno, viste le incertezze finanziarie all’orizzonte del progetto?

Il dibattito è aperto. A luglio la Provincia di Monza e Brianza ha presentato alla Regione una proposta alternativa, un piano B che prevede solo la parte “utile” del progetto, sfrondando costi e interventi. Un’ipotesi che ha trovato un’apertura di credito in Regione, dove l’assessore alle Infrastrutture Alessandro Sorte si è impegnato a studiare il caso. Martedì 22 settembre il dibattito si sposterà dalle sedi istituzionali alla redazione monzese de Il Giorno, che ospiterà un forum su quello che oggi è considerato il problema dei problemi, per le sue conseguenze economiche, viabilistiche, ambientali e urbanistiche sulla vita dei brianzoli. In redazione a discutere con noi arriveranno il presidente della Provincia Gigi Ponti, l’assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Sorte, l’assessore regionale ad Expo, ex sindaco di Misinto ed ex vicepresidente della Provincia Fabrizio Sala, il sindaco di Lentate sul Seveso Rosella Rivolta, l’ex direttore generale di Pedemontana ed esperto di viabilità Umberto Regalia, e Dario Balotta, responsabile delle Infrastrutture e trasporti di Legambiente Lombardia.

Pochi i soldi e tante le nubi all’orizzonte del colossale cantiere. Il progetto prevede uno sviluppo complessivo di circa 157 chilometri, di cui 67 di autostrada, 20 di tangenziali e 70 di viabilità locale per collegare l’area a nord di Milano, da Varese a Bergamo.

Sulla carta, circa 50 chilometri di asfalto attraversano la Brianza: un piccolo pezzo della tratta B1, dall’interconnessione con la A9 alla Milano-Meda; la tratta B2 da Lentate sul Seveso a Cesano Maderno (9,5 chilometri); la tratta C da Cesano all’interconnessione con la Tangenziale Est/A51 (16, 5 chilometri); e la tratta D dalla Tangenziale Est/A51 all’autostrada A4 (18,5 chilometri).

I conti però hanno cominciato a non tornare e l’opera, un investimento di 4 miliardi e 118 milioni, marcia a fatica. La prima difficoltà riguarda infatti le risorse: finora si è consumato oltre l’80 per cento del contributo pubblico per completare solo il 30 per cento dei lavori. Tutto ciò per un volume di traffico previsto che è drasticamente calato in pochi anni. Siamo passati dalle previsioni del 2009 di 66mila veicoli l’ora (66.658 sul 2025 e 78.767 sul 2035) ai 57mila previsti nel 2013 (57.032 il dato sul 2025 e 62.813 la proiezione sul 2035), con un meno 14 per cento nelle note al Pef del 2013, scese a un meno 42 per cento nel 2015.

Per quanto riguarda la Brianza, l’appaltatore delle tratte B, C e D ha presentato richieste aggiuntive per oltre 2 miliardi di euro e la società ha presentato nel 2013 una proposta di un nuovo piano finanziario che mette in dubbio la tratta D. Intanto i ritardi si sommano: la tratta B1 doveva essere completata per gennaio 2014, abbondantemente in anticipo per Expo, ma l’esposizione è quasi finita e i lavori si stanno concludendo solo ora.

Di qui i timori di Provincia e sindaci della zona: e se il cantiere non dovesse terminare? Chi resterà col cerino in mano? Cosa succederà del traffico in arrivo quando sbarcherà in Brianza?

Ma il problema più grosso resta legato a traffico e pedaggi. "Chi userà davvero la nuova autostrada? - si chiede Umberto Regalia, esperto di viabilità ed ex direttore generale di Pedemontana -. Da un lato il traffico è sovrastimato e l’opera può essere ridimensionata, dall’altro sarà difficilissimo ottenere i finanziamenti, e se anche l’opera fosse realizzata ci troveremmo da qui a qualche anno a pagarne i debiti".

Gli studi sul traffico si basano sul valore economico che l’automobilista dà al proprio tempo. È in base a questo valore che chi guida sceglie quale strada utilizzare: gratis o meno costosa ma più lenta, oppure più costosa ma più scorrevole. Il nuovo studio di Pedemontana fissa questo valore a 15 euro l’ora per le auto e 25 euro l’ora per i camion. "Limitandosi alle auto, che valgono oltre l’80 per cento del traffico di Pedemontana, significa che 15 minuti valgono circa 4 euro e che quindi se il valore del tempo fosse corretto a nessuno verrebbe in mente di farsi 30 minuti di auto in più (valore da manuale 7,5 euro) uscendo a Carugate o Sesto San Giovanni dalla tangenziale est, a Cavaria dalla A8 o a Fino Mornasco dalla A9 per risparmiare una media di 2 euro (corrispondenti a 7,5 minuti di ritardo) o meno (per A8 e A9) come invece avviene massivamente ogni giorno - spiega l’esperto -. Significherebbe anche che nessuno vorrebbe patire il supplizio quotidiano della tangenziale est quando l’adiacente TEM per meno di 6 euro fa risparmiare ben più di mezz’ora".

Gli automobilisti i conti li sanno fare. "Se la tratta media percorsa su Pedemontana è di 18,5 chilometri (il 99 per cento degli utenti di Pedemontana non la percorre interamente) e se il 65 per cento degli utenti la utilizza oltre 20 volte al mese, due terzi percorrono in media 37 chilometri al giorno per cinque giorni la settimana, che corrispondono ad oltre 150 euro al mese di costo della sola tariffa autostradale, pari al 10 per cento di una retribuzione media netta", spiega l’esperto.

La conclusione: "È un costo insostenibile per la generalità dei pendolari, che dispongono di alternative più lente ma gratuite, che sicuramente non rispettano il criterio del valore del tempo utilizzato nello studio, ma che altrettanto sicuramente saranno preferite, a danno della remuneratività di Pedemontana, esattamente come si verifica per TEM e BreBeMi".

di Monica Guzzi

IL GIORNO

17.09.2015 13.57

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MONZA E PROVINCIA NEWS Monza, l’amico lo aggredisce e lui chiede aiuto: in casa coca e metanfetamina

16 Settembre 2015, 15:04pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

MONZA E PROVINCIA NEWS Monza, l’amico lo aggredisce e lui chiede aiuto: in casa coca e metanfetamina

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Soccorso in seguito ad una aggressione è stato poi fermato per detenzione di sostanze stupefacenti. Risale a lunedì scorso la segnalazione da parte del 118 ai carbinieri di Monza in merito ad una colluttazione avvenuta in un appartemento del centro cittadino.

Un 40enne, monzese, è stato aggredito all’interno della sua abitazione da un conoscente pare, dalle prime ricostituzioni, a scopo di rapina. I due uomini si trovavano all’interno della casa quando è scattata la violenza. L’aggressore, dopo aver procurato diverse lesioni all’uomo e causato diversi danni anche all’abitazione, si è poi dato alla fuga. Giunti sul posto gli uomini dell’Arma, in seguito ai rilevamenti effettuati, hanno però fatto una scoperta: in casa del 40enne c’erano 13 grammi di cocaina e 220 grammi di metanfetamina.

L’uomo è stato dunque tratto in arresto con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti. Intanto proseguono le indagini dei carabinieri di Monza per chiarire le dinamiche di quanto accaduto.

FONTE http://www.mbnews.it/

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MONZA E PROVINCIA NEWS Vimercate, Energy Prak cresce sull’ex area di Alcatel-Lucent

15 Settembre 2015, 16:11pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

MONZA E PROVINCIA NEWS Vimercate, Energy Prak cresce sull’ex area di Alcatel-Lucent
MONZA E PROVINCIA NEWS Vimercate, Energy Prak cresce sull’ex area di Alcatel-Lucent

INSERITO DA MORENA MOTTA Posata sabato la “prima pietra” del nuovo comparto est dell’Energy Park di Vimercate dove troverà casa anche Micron. Dopo aver riqualificato e creato un nuovo quartiere, l’Energy Park, con diverse aziende insediatesi negli ultimi anni, la società Segro, ha deciso di costruire il nuovo “Green building Campus”, nell’area che si affaccia sulla tangenziale est. Fino a un anno fa lì aveva sede Alcatel-Lucent, nella storica sede della nostrana Telettra. L’area, proprietà di Segro, vedrà in breve una vimercate-energy-park-gb2trasformazione radicale per la realizzazione di nuovi edifici ad altissima efficienza energetica: il primo edificio ad essere completato, denominato Gb One, sarà occupato da aziende del settore delle tecnologie avanzate. Il 60% dell’area verrà occupata da Micron, la costola di St che aveva deciso di trasferirsi dalla sede di Agrate, alle Torri Bianche di Vimercate. “Nonostante la recente decisa virata verso gli investimenti nel settore della logistica, che ha coinvolto anche l’Italia, con la realizzazione del nuovo GB One, Segro conferma l’apprezzamento per quanto realizzato sino ad ora nel progetto di Vimercate ed ancor più, da un segnale forte di continuità con questo ulteriore investimento che ospiterà, tra gli altri, un prestigioso nuovo partner internazionale come Micron”, ha dichiarato Mario Ferroni Regional Director Segro Italia. In totale saranno cinque i nuovi edifici che verranno costruiti: il Gb One, sarà pronto per l’estate 2016. Successivamente verranno consegnate anche le nuove strutture. Presente al taglio del nastro anche il sindaco Paolo Brambilla e il vicesindaco Corrado Boccoli. Soddisfatto il primo cittadino della collaborazione che dal 2007 ad oggi c’è fra il comune e l’impresa Segro: nel nuovo comparto ad oggi lavorano 3mila addetti e si prevede che per la conclusione dei lavori nella parte ad est gli occupati in quell’area saranno almeno il doppio. Un segnale importante per il mondo del lavoro che va in controtendenza, in un’area come quella dell’ex silicon valley italiana, colpita duramente dalla crisi in questi ultimi anni.

FONTE MONZABRIANZANEWS

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MONZA E PROVINCIA NEWS Brianza, suona la campanella: ecco le novità dell’anno 2015/2016

14 Settembre 2015, 16:58pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

MONZA E PROVINCIA NEWS Brianza, suona la campanella: ecco le novità dell’anno 2015/2016
MONZA E PROVINCIA NEWS Brianza, suona la campanella: ecco le novità dell’anno 2015/2016

INSERITO DA MORENA MOTTA La campanella è pronta a suonare questa mattina alle 8.30 nelle scuole della provincia di Monza e Brianza. Oggi, lunedì 14 settembre, è il primo giorno di scuola per quasi nove milioni di studenti italiani. Quest’anno, secondo i dati diffusi dal Miur, sono 7.861.925 i ragazzi iscritti nelle scuole statali, a cui si aggiungono i 960mila delle paritarie. In Lombardia 1 milione e 185.662. L’anno scolastico 2015/2016 vede 29.361 studenti iscritti alle scuole secondarie di secondo grado della Brianza, suddivisi in 1263 classi nei diversi indirizzi di studio; 5.580, invece, gli iscritti nei centri di formazione professionale della Brianza per un totale di 230 classi. Il ritorno sui banchi di scuola porta con sè tante novità a partire dal corpo insegnante: un piano straordinario di assunzioni per oltre 100.000 insegnanti previsto da “La Buona Scuola”. Ogni istituto avrà in media 7 docenti in più per realizzare i propri progetti e per l’arricchimento dell’offerta formativa. Si tratta infatti del primo anno dopo la riforma e, per gli studenti, questa prevede un’offerta formativa più ricca: con Musica e Arte, più Lingue, competenze digitali, Economia. Le scuole superiori potranno attivare materie opzionali per rispondere meglio alle esigenze educative dei ragazzi. Nella provincia di Monza e Brianza sono previste cinque novità. Nell’Ambito di Monza saranno introdotti gli indirizzi “Turismo” (diurno e serale) all’Istituto M. Bianchi e i percorsi per l’Istruzione degli Adulti “Amministrazione, Finanza e Marketing” e “Costruzione, Ambiente e Territorio” presso la Casa Circondariale; nell’Ambito di Carate Brianza “Informatica e Telecomunicazioni – Articolazione Informatica” all’Istituto L. Da Vinci oltre a “Turismo” e “Costruzione, Ambiente e Territorio opzione Tecnologie del legno nelle costruzioni” all’Istituto Europa Unita di Lissone; nell’Ambito di Seregno l’indirizzo “Liceo Linguistico” all’Istituto M. Curie di Meda; infine nell’Ambito di Cesano Maderno gli indirizzi “Liceo delle Scienze Umane“ e “Liceo delle Scienze Umane art. Economico-Sociale” all’Istituto I. Versari. I corsi di formazione professionale che saranno attivati sul territorio sono 103 (triennali e quarti anni). In questi giorni la Provincia di Monza e Brianza, poi, ha completato la consegna dei nuovi arredi per garantire il regolare avvio dell’anno scolastico: in particolare sono stati consegnati 1230 banchi e sedie, 41 cattedre e 41 sedie docenti, per un importo complessivo di oltre 64.000 euro a 16 Istituti della Brianza, compresi tra i Comuni di Monza, Muggiò, Desio, Vimercate, Limbiate, Seregno, Carate Brianza, Lissone, Meda e Cesano Maderno. C Il suono della campanella però prevede anche con l’arrivo di una nuova stangata per le famiglie. Con la riapertura delle scuole dovranno mettere mano al portafogli per acquistare libri, zaini, quaderni e corredo scolastico vario per gli studenti. In base alle prime stime del Codacons, ”il corredo scolastico (penne, diari, quaderni, zaini, astucci, ecc.) comporterà quest’anno un maggior esborso del +1,7% rispetto al 2014. Per l’anno scolastico 2015/2016, quindi, una famiglia media dovrà mettere in conto una spesa annua che sfiorerà i 500 euro a studente (498,5 euro), cui va aggiunto il costo per libri di testo, altra voce che inciderà pesantemente sui portafogli delle famiglie italiane, variabile a seconda del grado di istruzione e della scuola. Tra corredo e libri di testo – denuncia il Codacons – la spesa complessiva può raggiungere e superare i 1.100 euro a studente, una vera e propria stangata per le tasche degli italiani”.

FONTE di Valentina Vitagliano www.mbnews.it

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MONZA E PROVINCIA NEWS Monza: sale sul bus senza biglietto e aggredisce l’autista, lui lo caccia con due pugni

10 Settembre 2015, 13:10pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

MONZA E PROVINCIA NEWS Monza: sale sul bus senza biglietto e aggredisce l’autista, lui lo caccia con due pugni
MONZA E PROVINCIA NEWS Monza: sale sul bus senza biglietto e aggredisce l’autista, lui lo caccia con due pugni

INSERITO DA MORENA MOTTA Questa volta l’autista non porge l’altra guancia e dopo che il passeggero gli tira un pugno in un occhio, risponde con due pugni in pieno volto. Ennesima aggressione sugli autobus della Net: ma questa volta il conducente ha risposto per le rime facendo scappare l’aggressore.

L’episodio è avvenuto in settimana, sul tratto urbano monzese. La dinamica è molto semplice: alla fermata sale un uomo, di origine straniera, l’autista gli chiede il biglietto e il passeggero risponde sferrandogli un pugno in un occhio. A quel punto il conducente non ci ha pensato due volte e ha risposto con due pugni in pieno volto facendolo fuggire immediatamente. Per poi riprendere la corsa con un occhio nero.

Dopo questa ennesima aggressione sulle linee della Net gli autisti ritornano alla carica chiedendo maggiore sicurezza. L’episodio più grave è avvenuto alla fine di luglio quando un conducente, arrivato al capolinea di Monza piazza Castello è stato picchiato a sangue da un nordafricano con il quale per tutto il tragitto da Vimercate al capoluogo aveva battibeccato per futili motivi. L’autista è ancora in convalescenza con il timpano perforato, lussazioni alle costole e al metatarso.

FONTE di Barbara Apicella IL CITTADINO MB

10/09/2015 14:10

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MONZA E PROVINCIA NEWS Monza, un maniaco tra gli alberi del parco: paura per due ragazze

9 Settembre 2015, 10:47am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

MONZA E PROVINCIA NEWS Monza, un maniaco tra gli alberi del parco: paura per due ragazze

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Brutta esperienza per due ragazze la scorsa settimana in un pomeriggio al parco di Monza, non lontano dalla Villa reale: un uomo tra gli alberi le osservava masturbandosi. L’episodio riaccende il dibattito sulla sicurezza .

«Il signore si stava masturbando». Un’esperienza da incubo quella che due ragazze hanno vissuto la scorsa settimana al parco di Monza. Tutto è successo in un tranquillo pomeriggio di domenica.
«Ci siamo sistemate in una zona tranquilla – racconta la giovane, che preferisce mantenere l’anonimato – Avanti di qualche passo, guardando a sinistra, compariva in lontananza il profilo della Villa Reale. Erano le quattro passate. Io mi sono messa a studiare, mentre la mia amica si è addormentata».
Le due, sdraiate sull’erba del prato che si estende accanto al viale della Valle dei Sospiri, indossavano pantaloni lunghi e magliette. Niente di eccessivo, niente di scollato. Eppure. «A un certo punto ho sentito dei rumori – prosegue – Un frusciare costante che proveniva dagli alberi alle nostre spalle. Mi giro ma non vedo nessuno: ho pensato si trattasse di un cane».

LEGGI Monza, un uomo cerca di adescare una ragazzina undicenne al parco

La ragazza riprende a studiare. Ma dopo una ventina di minuti decide di girarsi e di fissare con maggiore attenzione tra gli alberi. «Mi accorgo che c’è una persona». Un uomo. Pantaloni marroni e maglietta beige. «Continuava a muoversi, avvicinandosi e allontanandosi: ho pensato si trattasse di uno squilibrato». La ragazza si rigira, cerca di far finta di nulla, riprende a studiare. Ma ormai non riesce più a stare tranquilla: quando, poco dopo, si volta nuovamente, lo scorge a torso nudo. Si era tolto la maglietta.
«Non appena mi sono alzata in piedi lui è scappato – racconta – Non sapendo bene cosa fare ho svegliato la mia amica, le ho detto di andar via». Le due, alla fine, decidono però di non spostarsi: la situazione sembrava esser tornata alla normalità. Ma la tregua dura solo un quarto d’ora.

«Poco dopo i rumori ricominciano. Mi alzo e mi avvicino agli alberi: ancora lui, fermo a dieci metri da me, senza maglietta e con i pantaloni calati fino alle ginocchia. Si stava masturbando».

La ragazza grida all’amica di chiamare la polizia: non appena sente queste parole l’uomo corre via, sparisce tra gli alberi con le braghe calate. E non si fa più rivedere. Sono circa le 18.30. Le ragazze, decisamente a disagio, tornano a casa. Senza avvisare le forze dell’ordine.
«Mi sono pentita di non aver chiamato subito la polizia, con il cellulare abbiamo anche salvato sulla mappa la nostra posizione esatta – commenta – ma non avevo capito la gravità della situazione finché non l’ho visto con i pantaloni abbassati. Non saprei dirne l’età o altro. Aveva i capelli scuri e ho notato un tatuaggio sul petto, in alto, forse una scritta».

L’episodio riaccende il dibattito sulla questione “sicurezza al parco”: sono passati esattamente due mesi da quando, alla fine di giugno, nei pressi della Cascina del Sole, un uomo aveva tentato di adescare una ragazzina di undici anni pensando che fosse sola. A intervenire in tempo, facendolo scappare, la madre della giovane.

 

IL CITTADINO DI MONZA Federica Fenaroli

 

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MONZA E PROVINCIA NEWS STORIA DI VIMERCATE A CURA DI MICHELE PAPPACODA

6 Settembre 2015, 13:39pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

DI MICHELE PAPPACODA Si trova nella pianura Padana, al limite delle colline della Brianza, a nord est di Milano, da cui dista 23 km. Dista inoltre: da Monza 8 km, daBergamo 25 km, da Lecco 27 km.

Nella parte orientale è attraversata dal torrente Molgora che vi scorre da nord - proveniente dal Comune di Usmate - a sud, verso il confinante Comune di Burago Molgora.

CLIMA

Vimercate, secondo la classificazione dei climi di Köppen, gode di un clima temperato delle medie latitudini, piovoso o generalmente umido in tutte le stagioni e con estati molto calde e afose con temperature che non superano mediamente i 35 °C. Le precipitazioni si concentrano nei periodi compresi tra marzo e maggio, con un leggero calo nei mesi estivi, e un riacutizzarsi nel periodo compreso tra ottobre e novembre inoltrato. L'inverno è caratterizzato generalmente da una percentuale di piovosità molto bassa, e la neve cade discretamente, tra novembre e febbraio.

Storia

Il nome deriva dal latino Vicus Mercati ("borgo del mercato").

Il luogo è sempre stato centro di scambi commerciali e tuttora ospita un frequentato mercato settimanale al dettaglio.

Monumenti e luoghi di interesse

Convento di San Francesco (Villa Banfi)

La fondazione del convento di Vimercate (www.conventosanfrancesco.it) deve ai Francescani del vicino monastero di Oreno nella seconda metà dell'XI secolo. Gli edifici subirono poi nel tempo diverse trasformazioni ed ampliamenti, tra cui la dotazione, ad opera di Francesco Sforza durante il suo soggiorno vimercatese nel 1450, di una nuova cappella nella chiesa, dedicata a San Giovanni. Soppresso dalla Repubblica Cisalpina nel1798, il convento venne in seguito acquistato dalla famiglia Banfi (Giuseppe Banfi, Podestà di Vimercate ), che ne è l'attuale proprietaria.

Il complesso conventuale è articolato intorno al chiostro, ristrutturato nel XVI secolo e chiuso a sud dalla chiesa; vi sono collegati inoltre altri edifici ad uso residenziale e una interessante corte rustica, con muro di cinta e portale verso la strada che risalgono al XII-XIII secolo.

La chiesa, a navata unica con tre altari, edificata alla fine del XIII secolo, vide un primo intervento di ristrutturazione a metà del XV secolo. L'edificio venne quindi allungato alla fine del Seicento e dotato di una nuova facciata di mattoni a vista nel Settecento.

Nel convento rimangono interessanti dipinti. Un affresco, ancora bizantineggiante, del quarto decennio del XIV secolo, rappresentante la Madonna della Misericordia, mentre sulle pareti del campanile della ex chiesa sono presenti parti superstiti di un ciclo trecentesco di vasto respiro, illustrante scene della vita di Cristo e immagini di devozione.

L'affresco della Crocefissione e Santi del 1354 è l'unico presente nel convento di San Francesco di cui si conosca la datazione precisa. Si presenta ora diviso in due parti: a destra la Crocefissione, con al centro il crocifisso e ai lati la Vergine e San Giovanni Evangelista; sulla parte sinistra sono invece raffigurati due santi: San Giovanni dei Pellegrini e Santa Francesca Romana. Le due scene sono separate da una sottile colonna tortile policroma. L'opera, una bella composizione caratterizzata da disegno fermo e sapiente uso del colore, è una prova della diffusione dell'arte giottesca in tutta la Lombardia nella prima metà del Trecento.

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MONZA E PROVINCIA NEWS STORIA DI MONZA A CURA DI MICHELE PAPPACODA

6 Settembre 2015, 13:29pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

La storia di Monza inizia in epoca romana, con l'attestazione del vicus di "Modicia", anche se nel territorio monzese sono state rinvenute testimonianze di presenza umane molto anteriori. La città conobbe un periodo di particolare rilevanza politica e di intenso sviluppo artistico durante il VII secolo, quando fu capitale estiva del Regno longobardo; in seguito la città entrò nei domini del Sacro Romano Impero, pur con ampi margini di autonomia, e infine, dall'XI secolo, entrò nell'orbita di MilanoLibero comune nel XIII secolo, nel XIV Monza entrò nei domini dei Visconti di Milano, dei quali seguì la sorte passando prima sotto il controllo spagnolo e poi sotto quello asburgico, fino a diventare parte, nel 1859, del Regno di SardegnaRegno d'Italia dal 1861.

Le origini

Urne e corredi funerari, armi, lucerne, spilloni, vasellame vario: questi ritrovamenti databili all'età del bronzo (circa II millennio a.C.) sono state scoperti nel territorio monzese sul finire del XX secolo: questi ritrovamenti, oggi conservati nei depositi dei Musei Civici, documentano la sicura presenza nella regione di comunità socialmente organizzate di probabile origine celtica.

Un popolo dell'antica Gallia, gli Insubri, valicate le Alpi, si era stabilito intorno a Mediolanum (Milano), dividendosi in numerosi villaggi. In precedenza nella zona dell'antico vicus di Monza una tribù gallo-celtica aveva già fondato un villaggio in riva al fiume Lambro, così le due popolazioni si fusero.

L'epoca romana

 
Ninfeo tardo romano
presso la Casa dei Decumani

Nell'anno 222 a.C. i consoli romani Gneo Cornelio Scipione Calvo e Marco Claudio Marcello sottomisero i Galli Insubri. La regione tuttavia, pochi anni più tardi, si sollevò all'arrivo di Annibale (218 a.C.).
Tornata nell'orbita di Roma nei primi decenni del II secolo a.C., la Gallia Cisalpina ottenne da Giulio Cesare la cittadinanza romana nel 49 a.C. (Lex Roscia).

Le prime testimonianze del vicus romano di Monza ci vengono da due iscrizioni su stele di pietra risalenti al I secolo d.C., ritrovate l'una nella chiesa di Santa Maria in Carrobìolo, l'altra nei giardini di Villa Reale.

Il nome latino della città era probabilmente "Modicia" (come testimonia la dedica incisa su di un'ara del II secolo dedicata ad Ercole dagli Juvenes Modiciates) anche se non lo si ritrova menzionato nei documenti né di età repubblicana, né imperiale.

Della Monza romana sono rimaste varie testimonianze quali ceramiche, grezze o dipinte, di uso quotidiano, are dedicate a Giove, Ercole e Mercurio, iscrizioni, sarcofagi, lapidi sepolcrali ed epigrafi di militari, commercianti e piccoli proprietari, spesso dai nomi celtici romanizzati.

Dai ritrovamenti pare che il nucleo principale della città fosse sulla sponda destra del fiume Lambro verso il duomo, e sulla sponda sinistra verso l'odierna chiesa di S.Maurizio. Le due zone erano collegate dall'unico monumento tuttora rimasto della Monza romana: il ponte sul fiume Lambro detto "di Arena", così chiamato perché si trovava nelle vicinanze di un luogo in cui i giovani praticavano attività ginnico-sportive.
Il ponte (che fu demolito nel XIX secolo per far posto all'odierno ponte dei Leoni) era lungo 70 m e largo 4, era composto di sette archi ribassati in cotto e serizzo, uno dei quali è tuttora visibile. Da qui passava la strada che da Milano conduceva a Lecco.

Le fondazioni di un ninfeo tardo romano sono state risistemate nel giardino della cosiddetta casa dei Decumani, poco lontano dal luogo del ritrovamento avvenuto ad est della cappella del Rosario del duomo.
In una zona non molto distante poteva anche trovarsi un'area sepolcrale, poiché i relativi materiali lapidei di recinzione furono reimpiegati come pilastri della stessa casa dei Decumani.

Nella ripartizione di Augusto Modicia era inclusa nella Regio XI, il cui territorio corrispondeva all'antica Gallia Transpadana.

La città non era un municipio autonomo in quanto per la relativa vicinanza dipendeva dal municipio di Mediolanum; la sua importanza cominciò a manifestarsi dalla fine del III secolo anche se il luogo continuò a mantenere un carattere essenzialmente agricolo.

Nell'ultimo periodo della decadenza dell'impero, nel 402 i Goti di Alarico saccheggiarono la regione Transpadana.

Dal V all'VIII secolo

Alla disgregazione dell'impero romano Monza condivide le vicende dell'intera Italia che subisce lo stanziamento di nuovi popoli.

Dapprima gli Eruli di Odoacre, che depone l'ultimo imperatore romano (476).

Quindi gli Ostrogoti di Teodorico (493), che sceglie proprio Monza come una delle sue residenze e vi fa costruire un proprio Palatium magnum. Del palazzo di Teodorico, peraltro menzionato da Paolo Diacono nella sia Historia Langobardorum, non è rimasta traccia apparente.

Poi la guerra mossa da Giustiniano contro i Goti porta alla riconquista bizantina dell'Italia (553).

Infine l'arrivo in Italia dei Longobardi (568), guidati dal loro re Alboino: la conquista longobarda si estenderà a larga parte del territorio italiano (Langobardia Maior e Langobardia Minor) e comporterà un ruolo storicamente importante per la città di Monza (Modoetia).

I Longobardi e Teodolinda

 
Teodolinda, affresco degli Zavattari,Cappella di Teodolinda, Monza, 1444.
 
I domini longobardi alla morte diAgilulfo (616).

Non si hanno notizie storiche su Monza per tutto il periodo che intercorre tra la morte di Teodorico ed il regno di Autari che invece sarà, insieme a quello del suo successore Agilulfo, molto importante politicamente per la città.

Autari, terzo re in Italia dei Longobardi, aveva sposato, nel 589Teodolinda, principessa cattolica bavarese, figlia del duca Garibaldo e di Valdrada principessa della stirpe longobarda dei Letingi.

Morto improvvisamente Autari nel 590, Teodolinda sposò in seconde nozze il duca di TorinoAgilulfo, incoronato re d'Italia. La coppia regale stabilì a Milano la propria capitale e a Monza la residenza estiva; Teodolinda si fece allora costruire un ricco palazzo a Monza. Anche di questa residenza regale non è rimasta traccia, se non nell'iscrizione sull'Evangeliario donato dalla regina alla chiesa di San Giovanni.

Teodolinda fece anche costruire, nel 595, vicino al suo palazzo e sulla riva del fiume Lambro un oraculum, cioè un luogo di preghiera, presto ampliato e dotato di molti ornamenti d'oro e d'argento: la prima basilica di San Giovanni Battista, adiacente il Palazzo Reale. Tutto ciò secondo la testimonianza dello storico longobardoPaolo Diacono (VIII secolo), che nella sua Historia Langobardorum scrisse: «[...] Theudelinda regina basilicam costruxerat, qui locus supra Mediolanum duodecim milibus abest, [...]»[1].
Vestigia del tempio teodolindeo, quali muri del VI secolo, iscrizioni, lastre decorate a soggetto religioso si trovano tuttora a far parte dell'odierno Duomo, che forse ne comprende alcune navate. A lato dell'abside rimane anche una torre longobarda usata più tardi come campanile della Basilica e forse in origine posta a difesa dell'adiacente Palazzo Reale.

Più tardi nacque una leggenda riguardo alla costruzione dell'oraculum: secondo questa tradizione infatti Teodolinda, addormentatasi lungo la riva del Lambro durante una battuta di caccia del re e della corte longobarda, avrebbe visto in sogno una colomba, simbolo dello Spirito santo, che le avrebbe pronunciato la parola modo, ad indicare che avrebbe dovuto dedicare quel luogo a Dio. La regina a quel punto avrebbe risposto etiam, indicando la sua accondiscendenza al volere divino. Dall'unione delle due parole modo ed etiam sarebbe poi nato il nome della città: Modoetia. L'episodio è narrato, insieme ad altri della vita della regina, nel ciclo di affreschi dei fratelli Zavattari che decorano interamente le pareti della Cappella di Teodolinda nelDuomo di Monza.

Papa Gregorio Magno, grazie all'influenza della regina, sostenne la conversione al cattolicesimo del popolo longobardo, ancora in gran parte pagano o ariano. Per incoraggiare e confermare la fede del popolo il papa donò una serie di oggetti di culto, molti dei quali, carichi di valore storico ed artistico, sono ancora oggi conservati nel museo del Duomo, insieme anche a numerosi oggetti d'arte di questo popolo: tra questi l'Evangeliario di Teodolinda, che papa Gregorio Magno donò nel 603 alla regina dei Longobardi.

Teodolinda morì nel 627 e venne sepolta nell'Oraculum. Nel 1308 i suoi resti furono trasferiti in un sarcofago nella Cappella a lei dedicata.

Dopo Teodolinda la Chiesa monzese andò assumendo un'importanza spirituale e temporale sempre maggiore. A suo capo fu posto un "Diacono custode" (che successivamente, nell'anno879, divenne "Arciprete"). In questo periodo la Basilica monzese e le sue terre furono prima soggette a "Principi", cioè a feudatari inviati dai re longobardi residenti a Pavia.
Più tardi l'Arciprete di Monza giunse ad associare il potere temporale a quello spirituale.

Nell'anno 774 i Longobardi di Desiderio sono sconfitti dai Franchi di Carlo Magno che riceve la Corona Ferrea nel 775.

IX secolo

Nell'843 l'Impero carolingio viene diviso in tre regni: Monza fa parte del Regno d'Italia, assegnato a Lotario I.

Negli stessi anni Monza diviene possesso del conte franco Ugo di Tours.

X secolo

Il Glossario di Monza risale probabilmente ai primi decenni del X secolo.

Con Berengario (850-924), duca del Friuli, divenuto re d'Italia e poi, nel 915, anche imperatore del Sacro Romano Impero, Monza torna nuovamente ad assumere l'importanza perduta dopo la morte della regina Teodolinda.

Berengario, incoronatovi imperatore con la Corona Ferrea, sceglie Monza come Sede imperiale e dalla città emana molti decreti per il governo dell'impero stesso. Vi fa anche costruire uncastrum fortificato contro le incursioni degli Ungari.

Sotto il suo regno Monza poté godere di una certa indipendenza: disponeva infatti di un proprio sistema di pesi e di misure; poteva anche confiscare beni e contrassegnare gli atti notarili con proprie segnature.

Berengario I fu molto generoso con Monza donando numerose opere al suo Duomo, tra cui la famosa Croce, e concedendo ampi benefici ai suoi 32 canonici ed alle altre chiese. In particolare il dominio della chiesa monzese divenne consistente ed il suo Arciprete venne a riunire i ruoli di capo della Basilica e di Signore con potere politico.

Monza città fortificata ospitò, nel 980Ottone II proveniente dalla Germania . Nell'anno 1000 suo figlio Ottone III divenne protettore di Monza e di tutti i suoi possedimenti: BulciagoCremella,LuragoLocate e Garlate.

La potenza economica della città ed il suo prestigio come sede di incoronazione affermatosi nel corso del X secolo andrà consolidandosi nei due secoli successivi, suscitando la rivalità di Milano che cercherà con varie e alterne vicende di sottometterla.

XI secolo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1018Ariberto d'Intimiano (970-1045), Signore di Monza, viene consacrato vescovo di Milano: così la città perde la propria autonomia rispetto alla potente e troppo vicina Milano. Sono gli anni che vedono le lotte tra Ariberto e l'imperatore Corrado II. Alla sua morte, Ariberto lascia importanti donazioni alla Basilica e al clero monzese.

Non si hanno documenti certi per ricostruire storicamente l'origine del Comune di Monza. La maggior parte degli studiosi propende per collocarla alla fine dell'XI secolo, o all'inizio di quello successivo, come reazione al forte potere politico esercitato dall'Arciprete sulla città.

XII Secolo

 
Corrado III di Svevia
miniatura del XIII secolo

Si stima che la città di Monza contasse circa settemila abitanti. L'agricoltura ne costituiva l'attività prevalente, anche se l'artigianato iniziava a crescervi d'importanza.

Nel 1128, a Monza nella chiesa di San MicheleCorrado III di Svevia, della famiglia degli Hohenstaufen, viene incoronato Re d'Italia dall'arcivescovo di Milano Anselmo Pusterla. Non si sa con certezza quale fu la corona usata in questa cerimonia poiché ne esistevano tre: quella di Teodolinda, la Corona Ferrea e quella di Agilulfo. Però le prime due si ritengono poco adatte per una incoronazione per le loro dimensioni, troppo piccole; rimarrebbe la corona di Agilulfo, che viene fatta risalire non all'epoca longobarda, ma al secolo XI e che oggi non è più a Monza perché è stata fusa a Parigi dove fu portata da Napoleone alla fine del XVIII secolo.

Nel terzo decennio del secolo nasce a Monza San Gerardo dei Tintori, fondatore di un ospedale.

Nel 1135 Corrado III deve cedere il proprio regno a Lotario III (secondo un'altra numerazione, Lotario II). Nello stesso anno papa Innocenzo II prende la Chiesa di Monza sotto la protezione apostolica e ne conferma i beni e i privilegi.

L'anno successivo Lotario garantisce al clero monzese l'indipendenza da Milano: Monza riacquista così la propria autonomia che non è solamente limitata al governo feudale di terre e di beni, ma è estesa anche al potere spirituale: infatti, mentre è negata ad altri, all'arciprete di Monza è confermata la facoltà di ordinare i chierici della propria chiesa (anno 1150); naturalmente tale autonomia non fu mai assoluta, non potendosi svincolare completamente dall'autorità del vescovo di Milano.

 
Federico I
Miniatura da manoscritto del 1188

Amizo de Modoetia è Console nell'anno 1141.

Federico I Barbarossa succede allo zio Corrado III di Svevia ed è due volte nella città di Monza: nel 1158 e nel 1163. In questo periodo la città torna ad assumere grande importanza e riacquista la propria indipendenza da Milano, città fortemente ostile all'imperatore.

Federico dichiara Monza di sua proprietà e le concede anche la "curraria" (cioè il diritto di riscuotere la dogana sulle strade), diritto solitamente concesso solo alle città di "sede regia".
Nel periodo delle lotte contro Milano e le altre città della Lega, Monza è soprattutto un centro amministrativo per il Barbarossa.

L'indipendenza monzese dura fino al 1185 quando il Barbarossa, conclusa con la Lega la pace di Costanza, deve abbandonare la città al predominio di Milano che la sottomette nuovamente e si appropria del Tesoro del Duomo.

Nel 1185 Enrico VI, figlio del Barbarossa, è incoronato re a Monza, in occasione delle sue nozze con Costanza d'Altavilla, erede del Regno Normanno.

 
Scena di incoronazione
bassorilievo del XIII secolo
MonzaDuomo

Rogerius de Modoetia è ricordato come Console nell'anno 1187.

XIII secolo

 
L'Arengario di Monza

Il Comune di Monza trova il suo simbolo distintivo nell'Arengario. Il palazzo civico destinato a contrapporsi idealmente al Duomo, centro del potere religioso viene costruito alla fine del Duecento.

Agli anni dell'età comunale risale anche il primo stemma della città di Monza: uno scudo azzurro nel quale campeggia una Luna crescente di colore rosso, con un bianco semicerchio al mento. Se ne trova una rappresentazione nel Codice degli Statuti del Comune di Monza nella Biblioteca capitolare del Duomo.

Altro luogo tipico duecentesco è il cosiddetto Pratum magnum, grande area aperta destinata a mercato (corrisponde all'odierna piazza Trento e Trieste).

Già all'inizio del XII secolo Monza era un luogo fortificato; con il libero Comune era venuta a cambiare la stessa struttura medioevale della città. Infatti, all'attività agricola si affiancava la lavorazione artigianale dei panni e, in grandi cascine fuori dalle mura, si sviluppava la lavorazione delle lane.

In questo periodo il Comune è nuovamente legato, per le scelte politiche, a quello di Milano che nel 1221 sostiene Monza, il cui podestà era statoscomunicato dall'arcivescovo di Milano Enrico da Settala.

Nel 1242, per aiutare i milanesi che erano in lotta contro Federico II, l'Arciprete di Monza Alberico da Oreno acconsente ad impegnare i tesori della città; purtroppo al momento della loro restituzione è mancante un calice d'oro massiccio detto magno. Per sostenere una seconda guerra contro Federico II, i milanesi chiedono in prestito un calice d'oro monzese; per la sua restituzione è necessario far ricorso alla scomunica che venne comminata nel 1254: il calice viene restituito, ma mancante di diciassette gemme, come risulta da un inventario del 1275.

 
Aliprandi.

Ormai Monza è sempre più legata alle vicende di Milano e deve condividerne le vicende ed i nemici: nel 1255 la città viene saccheggiata dai Ghibellini e nel 1259 Ezzelino da Romano cerca d'impadronirsi del castello di Monza, ma ne viene respinto mentre il borgo è messo a ferro e fuoco.

Era comunque destino che il tesoro della basilica passasse ancora di mano in mano come pegno a garanzia dei prestiti ricevuti: nel1273 è presso gli Umiliati di Sant'Agata (attuale chiesa del Carrobiolo) in Monza e nel 1311 viene impegnato presso alcuni banchieri che per sicurezza lo trasferiscono ad Avignone. Tra i membri della delegazione era anche Martino Aliprandi, residente a Milano, ma appartenente alla importante famiglia di Monza. Solo nel 1319 il tesoro verrà restituito a Monza grazie a Matteo I Visconti, già Vicario imperiale e Signore di Milano.

 
Visconti.
 
Della Torre.

Monza rimane coinvolta nelle lotte tra i Della Torre ed i Visconti. È presidiata da soldatesche milanesi nel 1275. Dopo la decisiva vittoria viscontea nella Battaglia di Desio del 1277 è occupata dalle truppe dell'Arcivescovo Ottone Visconti e del marchese Guglielmo di Monferrato (1278); l'anno successivo la città venne dichiarata possesso del podestà e del popolo milanese.

Dal XIV al XVI Secolo, i Visconti e gli Sforza

L'anno 1300, primo Giubileo nella storia della Cristianità, vede l'inizio dei lavori di ricostruzione del Duomo, promossi da Matteo Visconti.

Il nuovo imperatore Arrigo VII, nel 1311, non trova a Monza la Corona ferrea (alienata dai Torriani) e si fa confezionare un'apposita corona per essere incoronato re dei Romani. Nel 1312 Monza aderisce alla fazione ghibellina.

Enrico Aliprandi, membro dell'eminente famiglia monzese, aderisce alla fazione dei Torriani, arruola molti soldati al suo comando e viene acclamato Signore di Monza dal popolo nel 1322.[2] Nello stesso 1322 Luchino Visconti e Francesco da Garbagnate fanno demolire la cinta muraria di Monza per impedirle di difendersi dagli attacchi provenienti dalla parte di Milano.

Nel 1325 Galeazzo I, conquistata la città dopo un lungo assedio, pone mano a nuove grandi opere di difesa: la biforcazione del fiume Lambro (il Lambretto) e la costruzione di un castello, il terzo, in Monza. La prima costruzione consisteva in una torre alta quarantadue metri, che divenne luogo terribile di prigionia (la prigione dei Forni). Il Castello di Monza venne successivamente ampliato, tanto che si dovette abbattere una chiesa (Santa Maria d'Ingino), e furono costruite altre due torri in riva al fiume Lambro.
Nel 1327 proprio lo stesso Galeazzo I viene rinchiuso nei Forni di Monza per ordine dell'Imperatore Ludovico il Bavaro e ne verrà liberato l'anno successivo.

Nell'aprile del 1329 Pinalla Aliprandi, con un manipolo di cavalieri viscontei, riconquista Monza, occupata dalle truppe di Ludovico IV il Bavaro, giovandosi anche dell'aiuto portogli dal fratello Martino e, nel maggio dello stesso anno, respinge un tentativo dello stesso imperatore di impadronirsi della città[3].

Azzone Visconti concede che Monza sia nuovamente cinta di mura: i lavori hanno inizio nel 1333 e si protraggono fino al 1381.
Martino Aliprandi è Podestà di Monza dal 1334 al 1336, ove cura la costruzione delle mura e la fortificazione della rocca[4]. Con la costruzione delle nuove mura alle tre antiche porte della città se ne aggiungono altre, per un totale di sette, fortificate e munite di ponti levatoi: la porta Nuova (verso Milano), la Carnaia (sempre verso Milano), la porta di San Biagio, quella delCarrobiolo, di Leccode Gradi e di Lodi.

Nell'anno 1354 il papa Innocenzo VI proclama l'indiscusso diritto di Monza di imporre in Duomo la Corona d'Italia, la Corona del Ferro.

Nel 1380 Gian Galeazzo Visconti dona il Castello di Monza alla moglie Caterina che poi vi morirà nel 1404, imprigionatavi dal figlio Giovanni Maria. Un'epidemia di peste si diffonde nel 1402.

Nel 1407 Estorre Visconti è proclamato Signore di Monza e vi fa coniare una propria monetazione; alla morte di Giovanni Maria Visconti (1412) è acclamato Duca di Milano, contendendo così la successione a Filippo Maria Visconti, ma deve poi riparare nel Castello di Monza dove viene assediato: colpito ad una gamba da una pietra lanciata da una macchina d'assedio, muore per gli esiti della frattura il 7 gennaio 1413. La resistenza continua per opera di una donna, Valentina Visconti, eroica figlia di Barnabò e moglie di Giovanni Aliprandi. Soltanto il 1º maggio 1413, agli estremi dei viveri e delle forza acconsentì a capitolare nelle mani del capitano ducale che dirigeva l'assedio, Francesco Bussone detto il Carmagnola[5].

 
Storie della regina Teodolinda

La peste ritorna a colpire nel 1424.
Giacomo Castiglioni è Governatore di Monza dal 1427 al 1436.

Sul finire della Signoria viscontea la bottega dei fratelli Zavattari porta a termine nel Duomo di Monza l'affresco delle Storie di Teodolinda (1440-1446).

 
Sforza

La signoria dei Visconti continua su Monza fino alla morte dell'ultimo Duca, Filippo Maria (1447); ad essa succede, con le vicende del Ducato di Milano, quella di Francesco I Sforza al quale Monza si arrende nel 1449.

Dal XVI al XVII secolo, gli spagnoli

Nel 1500 il re di Francia Luigi XII, sconfitto e fatto prigioniero Ludovico il Moro, occupa il Ducato di Milano e Monza ne segue le vicende.

Sconfitti i francesi dalla Lega Santa, tra il 1512 e il 1515Massimiliano Sforza è nuovamente Duca. Ma dopo la battaglia di Marignano (1515Francesco I s'impossessa del Ducato di Milano estromettendone lo Sforza.

Nel 1522 il generale Lautrec occupa il castello monzese nel quale convengono altri condottieri italiani.

Con la battaglia di Pavia (1525) i francesi sono sconfitti dalle forze imperiali di Carlo V, e a Francesco II Sforza è restituito il Ducato di Milano. In Italia la potenza della Spagna è ormai predominante.

 
Asburgo di Spagna

A seguito di un'epidemia di peste il Duca Francesco II si rifugia nel castello di Monza fino a quando anche la città non è raggiunta dal morbo.

Nel 1526 Monza sostiene un nuovo assedio. Antonio de Leyvagovernatore di Milano e comandante supremo delle truppe imperiali, nel 1527, saccheggia la città. Nello stesso anno lo scoppio di una mina provoca la semidistruzione del Castello di Monza.

Antonio De Leyva diviene Signore di Monza nel 1529. Egli si dedica al governo regolando affari ecclesiastici, controllando imposte e dazi e facendo chiudere alcune porte (di Lecco, di Lodi e di Cesare).

 
De Leyva

Nel 1530 Carlo V, dopo il Congresso di Bologna (1529-1530), viene incoronato con la Corona Ferrea.

Francesco II Sforza muore senza eredi nel 1535, si apre quindi la questione della successione al trono del Ducato milanese.

Tra il 1537 ed il 1557 il feudo è governato da Luigi de Leyva.
Alla famiglia de Leyva appartiene Marianna o Suor Virginia, personaggio storico a cui si ispira il Manzoni per la figura della Monaca di Monza.

Nel 1576 si verifica un'epidemia di peste, la famosa peste di San Carlo, che ha termine nel 1577 dopo aver provocato la morte di numerose persone: viene eretta laCrocetta nella piazza del Duomo per celebrarvi la messa all'aperto ed evitare il contagio.

Due anni dopo san Carlo Borromeo, unificando il rito in tutta la diocesi, impone anche a Monza quello ambrosiano. I Monzesi, che per gli antichi legami con il patriarcato di Aquileia officiavano da secoli un rito romano misto quello patriarchino-aquileiense, si ribellano appellandosi a papa Gregorio XIII. Questi, forse per evitare che i monzesi esasperassero la situazione ai quei tempi di conflitto religioso con il nascente protestantesimo, revoca il provvedimento del cardinale di Milano: dal 24 giugno1578 a Monza ritorna il rito romano.

Il 1630 vede infuriare ancora il morbo della peste (ricordata ne I Promessi Sposi) che provoca una profonda crisi demografica ed economica.

Nel 1648 Monza ed il suo territorio divengono proprietà dei Durini, famiglia di ricchi banchieri milanesi che vi fanno erigere vari edifici.

Il Ducato di Milano, e quindi Monza, rimangono soggetti alla corona spagnola fino all'inizio del XVIII secolo. Indubbia è stata la decadenza economica della regione (e in generale di tutta Italia), soprattutto nel XVII secolo.

XVIII secolo, gli Asburgo d'Austria

 
Villa Reale di Monza
la facciata est

Alla fine della guerra di successione spagnola (1713), il Ducato di Milano viene assegnato alla casa degli Asburgo d'Austria. Questo periodo storico corrisponde ad una stagione di rinascita della città, con un notevole sviluppo dell'agricoltura e dell'artigianato.

Vengono costruite le prime ville storiche monzesi. L'imperatrice Maria Teresa fa edificare per il figlio  Leggi i commenti

MONZA E PROVINCIA NEWS Trattativa autodromo, Ecclestone gela Monza ma Dell’Orto frena: «Niente panico»

5 Settembre 2015, 09:00am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

MONZA E PROVINCIA NEWS Trattativa autodromo, Ecclestone gela Monza ma Dell’Orto frena: «Niente panico»

INSERITO DA MORENA MOTTA Da una parte Ecclestone che forza la mano, dall’altra i vertici dell’autodromo che vedono la situazione dura, ma con un po’ di luce in fondo al tunnel. Soprattutto se, oltre alla Regione, intervenisse anche il governo. Lo dice il presidente Sias, Andrea Dell’Orto al termine di un incontro con il patron della F1.

 

Da una parte Ecclestone che forza la mano, dall’altra i vertici dell’autodromo che vedono la situazione dura, ma con un po’ di luce in fondo al tunnel. Soprattutto se, oltre alla Regione, intervenisse anche il governo. Lo dice il presidente Sias, Andrea Dell’Orto, al termine di un incontro, con il procuratore dell’autodromo, Francesco Ferri, e il vicepresidente Aci, Marco Coldani, nel motorhome di Ecclestone: «Niente panico, l’incontro è stato positivo ma non definitivo. Serve aiuto del governo. Per Ecclestone è importante che Monza sia nel circuito». Ma è anche lo stesso Ecclestone a dire: «Il problema sono i soldi ma non solo, loro (riferendosi ai vertici italiani) sanno quali sono i problemi», aggiungendo laconico: «Siamo molto lontani dall’accordo».

Poco prima il patron del Circus, ripreso dalle agenzie di stampa, aveva detto: «Il fatto è che noi abbiamo qualcosa da vendere, devono decidere se sono interessati a comprarlo». E ad Autosport parla addirittura di un rinnovo improbabile: «Al momento direi di sì sulla base del fatto che non vogliono pagare». Il prezzo che chiediamo è lo stesso che pagano gli altri organizzatori europei - aggiunge Ecclestone -, non dovrebbe essere un dramma ma non sono in grado di chiudere, probabilmente per molte ragioni».

LEGGI le parole di Sticchi Damiani

Quanto alla Ferrari, tirata in ballo anche dal sindaco di Monza, Roberto Scanagatti, come possibile protagonista della trattativa, (leggi qui) arriva la risposta del team principal Maurizio Arrivabene: «Negoziare con Bernie non è compito nostro». Ma ha anche aggiunto, in conferenza stampa, dopo la seconda sessione di prove libere: «Non ho nulla contro gli altri Gp, perché questo è uno show internazionale ma il Gp d’Italia è Monza, e dobbiamo conservare l’essenza della Formula».

IL CITTADINO DI MONZA

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MONZA E PROVINCIA NEWS «Molestie su una bambina di 10 anni»: presunto pedofilo arrestato a Carate

28 Agosto 2015, 10:02am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

MONZA E PROVINCIA NEWS «Molestie su una bambina di 10 anni»: presunto pedofilo arrestato a Carate

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un uomo di 77 anni residente a Carate è stato arrestato dai carabinieri di Seregno con l’accusa di violenza sessuale aggravata. L’anziano, dopo aver conquistato la fiducia dei genitori, avrebbe molestato una bambina di 10 anni.

Gli episodi sarebbero avvenuti in luoghi pubblici. Alcuni riscontri investigativi hanno portato il gip del tribunale di Monza a convalidare l’arresto del pensionato che il giorno successivo ha cercato di togliersi la vita nel suo appartamento ingerendo dei farmaci.

Salvato dal personale del 118, è stato ricoverato all’ospedale dove si trova piantonato.

FONTE IL CITTADINO DI MONZA

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