Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
Un uomo di 75 anni,Pasquale Reale di Contursi Terme mentre raccoglieva le olive è caduto dall’albero ed è stramazzato a terra senza nessuna possibilità di salvezza. Davanti agli occhi della moglie che ha cercato di rianimarlo anche dopo aver chiamato il 118 che arrivato sul posto ha subito trasportato l’uomo in ospedale dove però è giunto già cadavere.L’anziano è caduto da un’altezza di 4 metri.Pochi giorni fa a Giungano era successa la stessa cosa.
DI MICHELE PAPPACODA Una frode di 330 mila euro è stata scoperta dalla guardia di finanza a Castelcivita.Su disposizione della Procura della Repubblica di Salerno, la Guardia di Finanza ha eseguito un decreto di sequestro preventivo di beni, fino alla concorrenza di 330mila euro, a firma del GIP del locale Tribunale, nei confronti di un imprenditore per l’emissione di fatture false ed il commercio di gasolio soggetto ad un regime di tassazione agevolata, destinato ad usi diversi rispetto a quelli riconosciuti ai fini dell’abbattimento dell’imposta. Il provvedimento è stato adottato al termine di una verifica fiscale condotta dai Finanzieri di Eboli, diretti dal magg. Nunzio Napolitano, presso un deposito di carburante ad uso agricolo con sede operativa a Castelcivita (Sa). Il gasolio in agricoltura gode di una riduzione dell’accisa nella misura del 61% dell’aliquota prevista per quello di autotrazione. Il prezzo finale risulta, di conseguenza inferiore di circa 1 euro al litro, rispetto a quello praticato dai distributori stradali. Proprio per questo sono imposti dei limiti alla commercializzazione del prodotto, che non può essere destinato ad un utilizzo diverso da quello “agricolo”. Dalle indagini è emerso invece che l’imprenditore in questione, tra il 2013 ed il 2017, ha ceduto “in nero” oltre 2 milioni di litri di carburante ad uso agricolo a soggetti che non possedevano i requisiti per acquistarlo, documentando la vendita con fatture intestate ad agricoltori con cui, di fatto, non aveva intrattenuto alcun rapporto commerciale. Al termine del controllo delle Fiamme Gialle l’imprenditore, per proseguire indisturbato la propria attività, ha pensato di cedere formalmente il deposito ad un’altra società, sulla carta amministrata da terzi, di fatto continuando a gestirla in prima persona. I Finanzieri hanno dunque provveduto al sequestro dello stabilimento e di altri beni riconducibili all’indagato, tra cui le quote sociali di 4 aziende, 4 locali commerciali, 13 terreni e 7 autoveicoli, per un valore complessivo di oltre 330mila euro; il responsabile dovrà ora rispondere dei reati di emissione di fatture per operazioni inesistenti e di sottrazione fraudolenta al pagamento dell’accisa sugli oli minerali.
Sono in corso le operazioni di recupero degli ordigni esplosivi che verranno fatti brillare il prossimo venerdì 25 ottobre
Nei giorni scorsi i Palombari del Gruppo Operativo Subacquei (G.O.S.) del Comando Subacquei ed Incursori della Marina Militare (Comsubin), distaccati presso il Nucleo S.D.A.I. di Napoli (Sminamento Difesa Antimezzi Insidiosi), si sono recati nelle acque antistante il litorale del Comune di Capaccio-Paestum a seguito di una segnalazione della presenza in zona di un relitto di un mezzo da sbarco affondato, molto probabilmente nel corso delle operazioni che, il 9 settembre del 1943, videro le truppe Alleate sbarcare su quel litorale per poi marciare alla volta di Napoli.
Gli operatori subacquei della Marina Militare, nel corso di una immersione, hanno rinvenuto un relitto di un mezzo da sbarco statunitense con a bordo diverse casse di munizioni di vario tipo e numerosi rotoli di miccia. Come da prassi hanno quindi effettuato un’attenta e minuziosa ricognizione subacquea, con l’utilizzo anche di un sofisticato metal-detector, delle zone limitrofe. Tale indagine ha consentito loro di rintracciare sia altri proiettili, sia attrezzi da lavoro e pezzi di rispetto di armamenti.
Allargando il raggio della ricognizione, a circa 400 metri dal citato relitto, è stato rinvenuto un carro armato sempre statunitense in apparente ottimo stato di conservazione. Il mezzo cingolato si presentava parzialmente insabbiato, con una porzione della portella di chiusura della torretta aperta attraverso la quale, però, non è stato possibile accedere all’interno a causa delle ridotte dimensione del passaggio.
Sono ancora in corso le operazioni di rimozione e riposizionamento in zona di sicurezza del materiale esplodente che, salvo condizioni meteo avverse, verrà fatto brillare nella tarda mattinata del prossimo venerdì 25 ottobre. Le operazioni di recupero del materiale pericoloso sono molto complesse a causa della vastità dell’area da perlustrare che si trova a circa 2 miglia dalla linea di costa, ad una profondità compresa tra i 20 ed i 25 metri.
Al termine delle operazioni di bonifica dell’area, i Palombari della Marina militare che hanno eseguito le operazioni di ricerca, rimozione e distruzione dei residuati bellici esplodenti, terranno una Conferenza Stampa nei locali della Guarda Costiera di Agropoli (SA), ubicati in via Port 15, alle ore 12:30. Nel corso dell’incontro gli operatori della Marina Militare, oltre ad illustrare le peculiarità della loro attività e di quanto svolto in questa circostanza, mostreranno anche delle immagini subacquee che hanno registrato durante le fasi della ricognizione.
DI MICHELE PAPPACODA Nella mattinata odierna, il Nucleo di Polizia giudiziaria e Tutela del Territorio della Polizia municipale di Agropoli, diretto dal capitano Sergio Cauceglia e coadiuvato dal capitano Ermanno Napoliello, sotto il coordinamento del comandante, maggiore Carmine di Biasi, ha disposto il sequestro probatorio ad un manufatto edilizio, in località Moio. La misura cautelare del sequestro è stata praticata assicurando alla giustizia il fabbricato come corpo del reato, in quanto lo stesso è stato oggetto di ristrutturazione sul presupposto della falsa rappresentazione della realtà del manufatto originario. La Polizia giudiziaria, dopo ripetuti sopralluoghi, acquisizione di informazioni e comparazione di rilievi fotografici precedenti all’intervento edilizio, hanno evidenziato che lo stato reale del fabbricato non corrispondeva a quello effettivo, ravvisando in tale comportamento le ipotesi di reato che fanno riferimento all’art. 481 del codice penale (falso ideologico) e art. 44 del D.P.R. 380/2001. Anche per questo manufatto, come per gli altri sequestrati in precedenza, l’ufficio tecnico comunale produrrà apposita ordinanza di demolizione. Il titolare del manufatto, un 32enne della provincia di Napoli, è stato deferito all’Autorità giudiziaria. Ad Agropoli le strisce pedonali si fanno “creative” Presto ad Agropoli, le strisce pedonali saranno “creative”. L’Amministrazione retta dal sindaco Adamo Coppola, su proposta dell’assessore alle Politiche sociali, Vanna D’Arienzo, vuole così fornire un ausilio agli utenti della strada, facendo in modo che gli attraversamenti pedonali siano più visibili sia per coloro che attraversano sia per gli automobilisti in transito. Le strisce pedonali “creative” sorgeranno nei pressi di tutte le scuole cittadine comunali e saranno opera degli stessi studenti. Infatti, i discenti frequentanti le scuole di primo e secondo grado saranno impegnati nella realizzazione delle suddette strisce, in collaborazione con l’Agropoli Cilento Servizi. La parte centrale rimarrà bianca, come per legge, quella che verrà decorata con colori vivaci, zebrature e tocchi di originalità sarà la cornice esterna degli attraversamenti. «Le strisce pedonali colorate – evidenziano il sindaco Adamo Coppola e l’assessore Vanna D’Arienzo – sono utilizzate già in diverse zone di Italia. Saranno un sicuro aiuto, specie per i bambini e per gli anziani all’atto di attraversare, ma anche per coloro che sono alla guida dei veicoli, che non potranno fare a mano di notare la presenza della segnaletica orizzontale. Diamo un tocco di colore alla città ed anche un importante strumento per la sicurezza dei pedoni».
DI GIOVANNI FARZATI C'è sempre qualcosa di straordinario in una foto...Fondo oleario Foglie e Ciuffo D'Apice Perdifumo Olive pronte per la macinatura...il vento, le foglie, l'erba,
di Michele Pappacoda Paura ieri a Capaccio per il Comandante dei Vigili Urbani. Come riporta “Voce di Strada”, infatti, il Comandante della Polizia Municipale di Capaccio è stato investito da un’altra autovettura mentre si trovava a bordo del suo scooter. L’incidente si è verificato mentre il Comandante stava tornando a casa dal lavoro in via Procuzzi. L’auto usciva da via Terre delle Rose e non ha visto lo scooter, centrandolo in pieno. Il Comandante è caduto rovinosamente a terra ed è stato subito raggiunto dall’autista che ha allertato i soccorsi. Il malcapitato è stato trasportato all’Ospedale di Roccadaspide dove gli è stata riscontrata una costola rotta, oltre a varie escoriazioni. La prognosi è di 15 giorni.
AGiunganounuomo di 81 anniè caduto dalla scala mentre stava raccogliendo le olive ed è morto. La tragedia si è consumata nel pomeriggio di ieri inlocalità Teglie. A darne notizia èSalernoToday.
L’uomo, le cui iniziali sono G. P., secondo una prima ricostruzione, stava raccogliendo delle olive su un albero quando, improvvisamente, è caduto accidentalmente da una scala.
Sul posto sono giunti isanitari del118che hanno cercato invano di rianimarlo e icarabinieriche indagano sull’accaduto per ricostruire l’esatta dinamica.
Non riuscivano a credere ai loro occhi i custodi del cimitero di Agropoli, ieri mattina, quando si sono accorti che una tomba era stata profanata. La bara di Pasquale Picariello, morto nel maggio del 2006, all’età di 20 anni, per le ferite riportate a seguito di un incidente stradale, era scomparsa. Subito hanno allertato i familiari e i carabinieri. Secondo la ricostruzione dei militari della compagnia di Agropoli, la profanazione è avvenuta tra la sera di sabato e la notte di domenica.
Furto in cimitero, la dinamica
Ignoti, sicuramente più di una persona, dopo avere forzato la catena di un cancello, si sono introdotti nel cimitero, hanno rotto la lapide che si trovava al terzo livello, per cui si sono dovuti servire anche di una scala, e tirato fuori la bara che è stata caricata su una macchina e portata via. I responsabili hanno approfittato del buio per entrare nel cimitero e aprire la tomba. Quando i familiari sono arrivati sul posto, la madre del giovane, appresa la notizia, ha accusato un malore ed è stato necessario chiedere l’intervento di un’ambulanza. I carabinieri sono rimasti a lungo nel cimitero in cerca di indizi riconducibili ai responsabili. Il cimitero non è dotato di telecamere di videosorveglianza (cosa che gli autori della profanazione avevano sicuramente appurato) né all’interno né all’esterno. Per questo non è stato possibile nemmeno definire con maggiore certezza l’orario in cui sono entrati nel cimitero.
Furto salma di Pasquale Picariello, le ipotesi
Al vaglio ci sono diverse ipotesi tra cui quella di una vendetta personale nei confronti di qualche parente del giovane deceduto. Alcuni componenti della sua famiglia sono coinvolti nella vicenda del cane morto la scorsa settimana dopo essere stato lanciato dal terzo piano di un palazzo. Il cane era di una sua sorella. Ma al momento non è stato accertato alcun collegamento tra le due cose. I carabinieri stanno valutando anche altre piste, ascoltando tutti i familiari per capire se per qualche motivo qualcuno potesse avercela con un parente del giovane deceduto a tal punto da compiere un gesto così grave. La indagini, oltre che a inchiodare i colpevoli, puntano chiaramente a ritrovare la bara con la salma, affinchè possa essere riportata al cimitero. Già ieri sono state effettuate ricerche anche nelle campagne circostanti.
Pasquale Picariello, la morte nel 2006
Pasquale Picariello morì la mattina del 6 maggio 2006 all’ospedale di Agropoli. Era stato portato lì durante la notte, dopo un incidente stradale avvenuto sulla strada litoranea, nei pressi del confine tra i territori dei comuni di Agropoli e Capaccio. Era a bordo di una Opel Astra che sbandò e finì fuori strada. Trasportato all’ospedale cittadino, inizialmente le sue condizioni non furono giudicate gravi. Il codice rosso scattò solo dopo qualche ora, ma Pasquale Picariello alle 7.50 morì. I familiari denunciarono l’accaduto e fu aperta un’inchiesta, coordinata dalla Procura di Vallo della Lucania. Dall’esame autoptico emerse che il diciannovenne era morto a causa delle gravi lesioni interne riportate nell’incidente e, in particolare fratture alle costole del lato sinistro, lacerazione polmonare e rottura del rene sinistro e rottura della milza. La dottoressa che era di turno quella notte fu processata e condannata.
La vicenda ha generato tanto sconcerto tra i cittadini di Agropoli, soprattutto tra quanti ieri mattina, recandosi al cimitero per fare visita ai propri cari defunti, hanno trovato i carabinieri e saputo ciò che era accaduto durante la notte.
INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Le Iene si occupano del caso Vassallo e nella ricostruzione fatta da Giulio Golia emerge un particolare interessante: «Angelo Vassallo aveva telefonato ad un magistrato prima di essere ucciso». A nove anni dal delitto, è il fratello Massimo a rivelare la premura che il sindaco pescatore aveva di parlare con l’ex capo della Procura di Vallo della Lucania, Alfredo Greco. Ecco il passaggio della ricostruzione andata in onda ieri alle Iene (estratto al LiraTg).
PAESTUM - Sigilli alle ambulanze di Roberto Squecco: l’imprenditore di onoranze funebri già partecipe, seconda la Dda di Salerno, dell’associazione di stampo camorristico facente capo a Giovanni Marrandino che, dopo la sospensione ad horas dell’Asl del servizio 118 alla Croce Azzurra, a lui riconducibile, era riuscito, attraverso un trasferimento fraudolento, a gestire sul territorio la pubblica assistenza tramite la “Sos Soccorso”, di cui è amministratore Andrea Merola, a sua volta indagato. Nel decreto di sequestro c’è finito anche il lido Kennedy, situato sul litorale di Paestum. Il blitz della Squadra mobile di Salerno, diretta dal vicequestore Marcello Castello, è scattata all’alba di ieri con perquisizioni domiciliari e la notifica di sequestri preventivi, disposti dal gip Gerardina Romaniello su richiesta della locale Dda. L’indagine parte dal “carosello di ambulanze” che, la notte tra il 9 e il 10 giugno scorsi, sfrecciarono lungo via Magna Grecia per salutare la vittoria del sindaco Franco Alfieri e l’elezione al consiglio comunale di Stefania Nobile, esponente della maggioranza consiliare e moglie di Squecco, anche lei indagata nello stesso filone d’inchiesta. Diciotto sono gli indagati raggiunti dagli avvisi di garanzia firmati dalla Procura di Salerno. Si tratta di Roberto Squecco, 53 anni, Capaccio; Roberto Pinto, 44 anni, di Capaccio; Giuseppina D’Ambrosio, 69 anni, di Capaccio; Donato Petolicchio, 46 anni, di Acerno; Rossella Squecco, 42 anni, di Capaccio, Nicola Scarcello, 39 anni, di Roccadaspide; Angelo Cucolo, 39 anni, di Agropoli; Maurizio Rinaldi, 40 anni, di Agropoli; Adelmo Di Buono, 38 anni, di Roccadaspide; Alfonso Espopsito, 65 anni, di Camerota; Solange Zanon, 29 anni, di Altavilla Silentina; Stefania Nobili, 48 anni, di Capaccio; Assunta Salerno, 40 anni, di Acerno. Indagati anche i seguenti dipendenti dell’Asl: Gerarda Montella, responsabile del servizio 118, Domenico Sorrentino, medico, Antonio De Cristofaro, infermiere. Indagato anche Andrea Merola, rappresentante legale della Sos Soccorso: la nuova onlus di pubblica assistenza subentrata nei servizi gestiti prima della rete di Croce Azzurra riconducibile all’imprenditore di onoranze funebri, Squecco. Massimiliano Lanzotto LA CITTA