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VANGELO E METEO METEO DEL 07.06.2013 A CURA DI KSENIA KULIKOVA VIDEO

7 Luglio 2013, 09:45am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

971140 581806935174239 1395144868 n-copia-2A CURA DI KSENIA KULIKOVA Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 10,1-12.17-20. Dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: «La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per la sua messe. Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né bisaccia, né sandali e non salutate nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché l'operaio è degno della sua mercede. Non passate di casa in casa. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà messo dinanzi, curate i malati che vi si trovano, e dite loro: Si è avvicinato a voi il regno di Dio. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle piazze e dite: Anche la polvere della vostra città che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino. Io vi dico che in quel giorno Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città. I settantadue tornarono pieni di gioia dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome». Egli disse: «Io vedevo satana cadere dal cielo come la folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra i serpenti e gli scorpioni e sopra ogni potenza del nemico; nulla vi potrà danneggiare. Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto che i vostri nomi sono scritti nei cieli».

Domenica 07 Luglio 2013
S. ANTONINO Fantosati, Vescovo e martire in Cina

 


S. Antonino Fantosati

Vescovo e martire in Cina

 

A

ntonino, al secolo Antonio Sante Agostino, Fantosati nacque nella borgata di S. Maria in Valle nel Comune di Trevi (PG) il 16 ottobre 1842. I genitori Domenico e Maria Bompadre, una coppia serena e laboriosa, vivevano in campagna, in una rustica casetta, poveri di cose, ma ricchi di onestà. La loro prima preoccupazione fu che fosse rigenerata nell'acqua del battesimo la loro creatura e, il giorno stesso della nascita, venne battezzato, nella maestosa chiesa Collegiata di S. Emiliano, da Don Luigi Ubaldi.

Ancora ragazzo fu mandato a scuola dai Francescani, nel vicino Convento di S. Martino; la frequentazione di questa Comunità di religiosi fece nascere in lui la vocazione di far parte della Famiglia Francescana e così a 16 anni vestì l’abito religioso nel Convento della Spineta a Todi, cambiando il nome in fra Antonino.

 

Dopo l’anno del noviziato, Antonino fu mandato a compiere gli studi a Spoleto, dove fece la Professione Solenne il 28 luglio 1862; continuò gli studi a Roma ed infine fu ordinato sacerdote il 13 giugno 1865.

Un paio d’anni dopo, nel 1867, dopo un incontro con il Ministro Generale a Roma, decise di partire missionario per la Cina aggregandosi, a Marsiglia, ad altri otto francescani. Dopo 66 giorni di viaggio giunsero ad Uccian capitale del Hupè e residenza principale della Missione.

Riposati dal lungo viaggio e ristorati nello spirito, si abbigliarono alla cinese: accomodarono a pizzetto la barba già lunga per il viaggio, si legarono a codino i capelli, che di proposito non avevano visto da mesi le forbici e, deposto il grezzo saio francescano, indossarono la veste di seta del letterato che costituiva il passaporto per venire ascoltati dalle autorità locali. Con il nuovo look, al Fantosati venne imposto il nome nuovo di Fan-koae-te, ossia Fantosati il virtuoso.

 

Dopo un breve periodo di adattamento al clima, alla lingua e agli usi cinesi, il 6 gennaio 1868, insieme con fra Diego Lera, prese a salire verso l’Alto Hupè, meta del suo campo apostolico che gli era stato assegnato. Dopo un mese di barca sul fiume Han, grande affluente dell'Azzurro, e qualche chilometro a piedi, i due giunsero a Hoang-scia-ja-tze dove si fermò fra Diego.

Antonino doveva percorrere ancora quindici giorni di strada a piedi per arrivare alla missione di Scian-kin dove giunse verso la fine di marzo. La sua missione si trovava in una minuscola cittadina sospesa su burroni tenebrosi e serrata tra montagne rocciose che toglievano l'orizzonte e il respiro per quattrocento chilometri, senza vie di comunicazione con un centro di vita civile.

Trascorse sette anni di intensa attività apostolica, spostandosi nelle varie Comunità cattoliche tra Scian-kin e He-tan-kon, il periodo fu sereno e denso di conversioni; imparò speditamente la lingua cinese al punto che venne chiamato “maestro europeo”.

Poi gli venne assegnata un'altra zona ancor più remota, sin quando non venne trasferito nell'importante porto di Laoho-kow.

 

Nel 1888 dopo 20 anni di missione, esausto nelle forze, fece un ritorno in Italia durato otto mesi, visitando i luoghi francescani e la Terra Santa. Nel giugno 1889 ritornò in Cina. Nel 1892 ebbe da Roma la nomina a Vicario Apostolico dell’Hunan Meridionale.

Operò nell'Alto Hupé per venticinque anni e con la sua affabilità alzò il prestigio della Chiesa Cattolica nella regione per cui mandarini e letterati si sentivano onorati dell'amicizia del “maestro europeo”.

Ma i tempi si facevano sempre più duri: una disastrosa siccità uccise persone e animali, si diffusero epidemie; i cristiani furono oggetto delle più strane calunnie; i mandarini del Hu-nan furono invasi da un cieco parossismo antieuropeo e anticristiano.

E così si arrivò all’anno 1900; il 3 luglio i ‘boxers’, appoggiati dagli ordini imperiali che incitavano soldati e popolo a scacciare, uccidere e distruggere i missionari e le loro opere, distrussero prima la chiesa dei Protestanti di Hoang-scia-wan, città ove era la residenza del Vicariato Cattolico del Hunan; il 4 luglio la Casa episcopale del vescovo Fantosati, assente da due mesi, fu assalita e distrutta come pure l’Orfanotrofio e varie case di cristiani bruciate. Si ebbe anche la prima vittima, il ventisettenne sacerdote francescano Cesidio Giacomantonio bruciato ancora vivo.

Mons. Fantosati impegnato nella ricostruzione della chiesa di San-mu-tciao, distrutta l’anno prima dai pagani; fu informato di quanto stava accadendo e il giorno 6 luglio, insieme a padre Giuseppe M. Gambaro francescano e quattro cristiani, salì su una barca per tornare a Hoang-scia-wan, nonostante i tentativi di molti cristiani di trattenerlo.

 

Verso mezzogiorno del 7 luglio, la barca arrivò sul fiume nei pressi della città; riconosciuti da alcuni ragazzi e al grido “morte agli Europei”, la plebaglia dalla riva, prese le barche dei pescatori e circondarono quella dei missionari, i quali a stento riuscirono a scendere sulla riva dove, aggrediti dalla folla urlante, furono massacrati con sassi e colpi di bastone. Padre Gambaro morì dopo una ventina di minuti di percosse, mentre al vescovo Fantosati, agonizzante per le botte, ma ancora vivo, un pagano gl’infilò un palo di bambù con punta di ferro da dietro; negli spasmi il martire riuscì a sfilarlo, ma un altro pagano, preso lo stesso palo, lo conficcò in modo che uscì dall’altra parte.

Dopo due lunghe ore di martirio moriva così il vescovo Fantosati, dopo 33 anni di missione, a 58 anni di età.

 

Antonino Fantosati venne beatificato con altri 28 martiri,vittime nei primi giorni di luglio dell’anno 1900,  il 24 novembre 1946, da Pp Pio XII (Eugenio Pacelli, 1939-1958).

Il 1° ottobre 2000, il Beato Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła, 1978-2005) canonizzò un numeroso gruppo di 120 martiri in Cina fra cui Antonino Fantosati e gli altri 28 martiri beatificati insieme a lui nel 1946.

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