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UNA FINESTRA SULLA LOMBARDIA NEWS MENCONICO Medico 50enne cade dal ponte e muore

17 Ottobre 2013, 08:17am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

 

 

 

 

 

1375277 1385110908392402 1545291797 nESEGUITO DA KATIA ANDREOLETTI MENCONICO. E’ precipitato dal ponte sul torrente Aronchio, un volo nel vuoto di una quindicina di metri fatale per Pier Francesco Martinazzi, 50enne medico chirurgo originario di Torino ma che abitava a Casanova Staffora, frazione di Santa Margherita. La tragedia è avvenuta in località Canova di Menconico, all’incirca negli stessi luoghi che furono teatro durante la lotta di Liberazione dal nazifascismo di una famosa battaglia vinta dai partigiani dell’Oltrepo Pavese. Martinazzi, secondo le testimonianze e la ricostruzione dei carabinieri di Varzi, è uscito di casa verso le cinque del pomeriggio di martedì e da allora nessuno lo ha più visto. A trovare il corpo ormai senza vita sul greto del torrente, dopo le undici di sera, è stato l’amico Giovanni Prestini, ex assessore del Comune di Voghera che, allertato da un vicino, preoccupato per l’assenza del medico, si era messo sulle sue tracce. Prestini ha notato l’auto parcheggiata attorno al ponte, triste presagio della scena successiva. Per Martinazzi non c’era più nulla da fare. L’ipotesi più probabile è che si sia suicidato, mentre sembra da escludere quella di una caduta accidentale.

La salma del professionista è stata recuperata e trasferita alla camera mortuaria dell’ospedale di Varzi. Il magistrato di turno ha ritenuto di non dover disporre l’autopsia, per l’evidenza della dinamica dei fatti, con la responsabilità di terzi da escludere, e autorizzato i funerali, che si terranno domani alle 15 nella chiesa di San Michele a Casanova Staffora. Il rito sarà celebrato da monsignor Guido Fiandino, vescovo ausiliare di Torino; questa sera alle 20 la recita del rosario. Martinazzi lascia la sorella Simonetta e il cognato Luca. Era figlio di Italo, noto giornalista e scrittore piemontese, partigiano nelle formazioni delle Langhe, amico di Cesare Pavese.

Dopo la laurea in Medicina a Torino e la specializzazione in chirurgia, aveva esercitato la professione al Cottolengo di Torino e poi, fino a una decina di anni fa, a Castelnuovo Scrivia. Da allora si era ritirato a vita privata. Abitava da solo a Casanova, dove tutti lo conoscevano.

«Era una persona buona e gentile, di una grande umanità», lo ricorda, affranto, Giovanni Prestini. Un medico stimato e apprezzato, anche, fino a quando qualcosa dentro di lui si è spezzato e gli ha impedito di continuare quel mestiere nel quale credeva e aveva impegnato tutto se stesso. Un male oscuro che ben conosceva Pavese, amico del padre, accomunato a Pier Francesco dalla stessa tragica fine. Un male che lo ha divorato a poco a poco, fino a spingerlo al gesto estremo, senza che familiari e amici potessero fare nulla per salvarlo.(r.lo. - m.t.)

FONTE LA PROVINCIA PAVESE

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