UNA FINESTRA SULLA LOMBARDIA Furto farmaci anticancro in ospedale a Vigevano, chi c'è dietro?
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Vigevano (Pavia) - Sembra essere ancora un mistero il furto avvenuto lo scorso fine settimana presso la farmacia dell'ospedale di Vigevano, in povincia di Pavia, visto che sembra impossibile che chi abbia agito lo abbia fatto senza essere visto da nessuno del personale. Il danno è davvero ingente visto che i farmaci anticancro che sono stati prelevati hanno un valore complessivo di 83mila euro, ma con il passare delle ore si sta facendo sempre più strada l'idea che possa esserci un basista dietro l'operazione visto che i ladri hanno agito a colpo sicuro come se conoscessero la struttura e dirigendosi subito presso il seminterrato dove sono ospitate questo genere di medicine, un particolare che chi non conosce bene l'osperale certamente non poteva sapere. Altro aspetto da tenere presente è l'idea che i malviventi nel momento in cui hanno agito fossero bene attrezzati visto che i farmaci anticancro devono essere necessariamente conservati a basse temperature ed è per questo che evidentemente avevano con sè un frigorifero portatile per conservarli o il mezzo con cui sono fuggiti era dotato dell'attrezzatura necessaria.
Quello che però fa pensare è il fatto che una farmacia come quella dell'ospedale di Vigevano (accade anche in altre strutture simili presenti nel nostro Paese) non sia dotata di un adeguato sistema di allarme nè di un sistema di sicurezza nè di una serie di telecamere di sorveglianza che sarebbero adatti quando si custodiscono farmaci dal valore così elevato e che avrebbero permesso, se ci fossero stati, di immortalare i colpevoli e il momento esatto in cui hanno agito.
Le forze dell'ordine che stanno indagando, però, non escludono che dietro all'operazione possa esserci una banda di criminali organizzati visto che secondo chi indaga , i medicinali sarebbero richiesti dal mercato nero dei Paesi dell’Est, soprattutto in quelli della ex Unione Sovietica, dove circola molto denaro e pagare cifre alte non rappresenta un ostacolo, ma ci sarebbero richieste anche da Albania e Romania e addirittura da Inghilterra e Germania.
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