TOSCANA NEWS TOSCANA La coppia gay torna dall’America con due gemellini
INSERITO DA ANGELA CECERE
Davide e Luciano coronano il sogno di essere genitori grazie a un utero in affitto. Il battesimo da don Santoro POGGIO A CAIANO. Dicono che in Toscana di coppie gay con prole ce ne sono già tante. Ma il caso di Davide Sapienza, 32 anni, commesso nell’outlet di Barberino del Mugello e di Luciano Tanganelli, 51, ragioniere commercialista a Lastra a Signa, qualcosa di diverso ce l’ha: grazie a un utero “affittato” in America, anche se loro preferiscono chiamarla gestazione di sostegno, hanno avuto, sei mesi fa, una coppia di splendidi gemellini: Andrea ed Elisabetta. Il papà e il papà non si sono nemmeno lasciati intimorire dal contesto. Una vita, ormai da sette anni, condotta in una cittadina che è piuttosto diversa dai grandi centri americani: Poggio a Caiano, nemmeno diecimila anime, dove la discussione, come è ovvio che sia, ferve. Ma Davide e Luciano, per nulla intimoriti, portano i figli nel parco, fanno la spesa e sono felici. Sì, proprio come ogni altra coppia che da poco ha avuto figli. Andrea ed Elisabetta sono nati sei mesi fa negli Stati Uniti da un'americana che ha messo a disposizione il proprio utero. Il 4 agosto sono arrivati in Italia, nell’appartamento di Poggio, circondati dall'affetto dei loro familiari che hanno sempre appoggiato la coppia gay nel loro desiderio di avere figli. L’unica cosa che intimorisce i babbi è il clamore suscitato dalla vicenda. «Non capiamo tanto rumore - dice Luciano - Non siamo gli unici in Italia. In provincia di Firenze ci sono tante coppie omosessuali che hanno figli. E di sicuro non vogliamo sentirci dire che siamo una famiglia choc». Certo, la scelta di Davide e Luciano da alcuni è stata criticata aspramente. Un esempio è don Antonio Giorgi, parroco della chiesa di Santa Maria in Pilli, sempre a Poggio che non ha difficoltà ad affermare che: «Questa è una storia contronatura. Quei bimbi hanno diritto ad avere come genitori un uomo e una donna». Don Giorgi però a Andrea ed Elisabetta darebbe comunque il battesimo «perché non si può negare ciò di cui ogni essere umano ha diritto». E infatti i genitori dei gemellini, entrambi cattolici, la data del battesimo l’hanno già fissata, anche se non hanno alcuna intenzione di rivelarla. A dare il sacramento non sarà certo il parrocco di Santa Maria in Pilli, ma don Alessandro Santoro che conosce bene Davide e Luciano: con lui hanno seguito il corso prematrimoniale durato nove mesi. Il “sì” è stato pronunciato negli Stati Uniti, a New York.
FONTE IL TIRRENO
05 GENNAIO 2013
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