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TOSCANA NEWS LIVORNO Ok al luogo di culto. "Ma non chiamatela moschea"

7 Febbraio 2013, 12:43pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Via libera dalla commissione alla variante urbanistica. Ma un emendamento di Palmerini (Pdl), approvato, nega la denominazione tipica della religione musulmana LIVORNO. Ora che è arrivato l’ok della commissione consiliare alla variante urbanistica, l'edificio posto al civico 14 di via Guarini al Picchianti può esser chiamato a tutti gli effetti moschea? Non proprio, visto che la commissione ha dato sì parere positivo, ma solo dopo l’approvazione di un emendamento a firma Attilio Palmerini (Pdl) che gli nega la specifica denominazione per definirlo più genericamente “luogo di culto”. Inaugurata ufficialmente alla presenza di autorità e delegazioni delle altre comunità religiose, la struttura attendeva soltanto la variante per modificare la destinazione d'uso. In commissione la questione della moschea ha surriscaldato nuovamente gli animi e fatto volare le accuse reciproche. Inizia le danze Bruno Tamburini che fa perno sulle questioni legate alla sicurezza. Gli risponde il nuovo capogruppo del Pd Paolo Fenzi. «L'inaugurazione è avvenuta in un'atmosfera di pace e serenità - afferma il consigliere di maggioranza - Un segno importante per una città che ha nelle sue tradizioni culturali, l'apertura a credo e religioni diverse. Le prime comunità islamiche a Livorno si insediarono 450 anni fa. Magari avevano già le loro moschee». Fenzi fa notare che il provvedimento sul quale la commissione si deve esprimere riguarda soltanto la variazione della destinazione urbanistica e non se la presenza del luogo di culto per gli islamici sia più o meno opportuna. Ribatte duramente Marcella Amadio (Pdl). «Quando si parla di moschea – sottolinea l’esponente del centrodestra – non si parla solo di una variazione urbanistica, ma anche e soprattutto di politica, di tradizioni e di stravolgimento delle stesse. Per quanto mi riguarda, la ritengo una ferita alla cultura occidentale europea». Amadio solleva poi il dubbio sulla legittimità di inaugurare la moschea prima che l'edificio fosse predisposto a luogo di culto. Dal Pdl, si alza un altro interrogativo, ma di valore giuridico. Questa volta è Attilio Palmerini a prendere la parola: «Poiché non esistono intese tra lo stato italiano e la comunità islamica, proprietaria del capannone, parlare di moschea risulta improprio». Ecco nascere una sorta di "emendamento Palmerini", e la parola "moschea" viene cancellata dal provvedimento e sostituita dal termine "luogo di culto". Del Corona e Tramonti (Pd) replicano alle forti prese di posizione di Amadio. «I membri della comunità islamica sono in maggioranza stranieri - dice Tramonti (Pd) -: la presenza della moschea favorisce un rapporto e un dialogo con loro». A chiarire i dubbi Susanna Cenerini, dirigente comunale sulle concessioni edilizie. «Al momento dell'inaugurazione – spiega – era già stata presentata richiesta di cambiare la destinazione d'uso del capannone in centro culturale. A tale istanza, si aggiunge quella per trasformarlo in sede di culto a tutti gli effetti. Vi è legittimità dell'insediamento sotto tutti i punti di vista». Martina Corirossi

FONTE IL TIRRENO

07 FEBBRAIO 2013

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