TOSCANA NEWS LIVORNO Licenza sospesa a Villa del Colle È il sesto locale chiuso in 3 mesi
INSERITO DA ANGELA CECERE
Nuovo provvedimento del questore che ha sospeso la licenza per 15 giorni. La questura ha scelto la tolleranza zero verso il mondo della notte LIVORNO. Sei locali chiusi in meno di tre mesi. E decine di migliaia di euro di multe nei confronti dei proprietari. La questura sembra aver scelto la tolleranza zero nei confronti dei luoghi della movida. L’ultimo a ricevere l’ordinanza firmata dal questore Marcello Cardona che informava della sospensione della licenza, è stato il proprietario della discoteca “Villa del Colle”, locale frequentatissimo nella zona di Collesalvetti, in particolare il sabato con concerti e feste, mentre il venerdì è dedicato alla musica latino americana. Ad innescare la decisione dei vertici della Questura sarebbero stati - si legge nel documento notificato ieri mattina dai carabinieri - «i ripetuti episodi di violenza» degli ultimi mesi. Ecco perché «al fine di prevenire la reiterazione delle violenze viene disposta la chiusura fino al 26 di aprile». Nell’ordinanza si elencano quattro episodi tra cui l’aggressione a Tommaso Dell’Agnello, il giocatore di basket picchiato all’interno del locale da quattro ragazzi che con un pungo gli ha provocato la rottura della mandibola la sera del 20 gennaio. La notizia della chiusura della discoteca ai clienti l’ha data lo stesso Francesco Zerbino, proprietario della Villa con una lunga lettera postata ieri sera alle 22,30 sul suo profilo Facebook, che in pochi minuti ha ottenuto commenti e condivisioni. Scrive in uno dei passaggi chiave: «In un periodo di crisi del genere una chiusura notificata a poche ore da due eventi frequentati da gente proveniente da tutta la Toscana mi disarma. I suicidi aumentano per la bassa energia e la mancanza di lavoro, imprese che chiudono e chi ha voglia di lavorare onestamente viene bloccato. La Villa Del Colle - prosegue - è l’unica discoteca della zona, l'altra è Calafuria: chiusa in questo momento. La discoteca non è un posto dove si fa disagio ma un posto dove il disagio viene combattuto e alleviato. È un contenitore di persone, con tutte le sue diversità, come il mondo. Con queste persone noi sappiamo lavorare, e per fortuna lo hanno visto tutti».
IL TIRRENO
13.04.2013.
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