TOSCANA NEWS LIVORNO «Il rituale della buonanotte ha innescato l’inferno»
INSERITO DA ANGELA CECERE
Il racconto dei familiari agli inquirenti: accendevano le candele in camera. La Procura ha aperto un fascicolo: non è colpa di crisi e degrado LIVORNO. Un gioco tra fratellini che non riescono a prendere sonno, oppure si svegliano prima dell’alba. Un rituale della buonanotte, molto probabilmente ripetuto spesso, per scacciare la paura del buio e tenere lontano il fantasma dell’uomo nero delle favole. Angelo – come hanno confermato alcuni parenti tra i quali la madre – prendeva una candela e la accendeva per illuminare la cameretta che divideva con il fratello più grande. «Ci sono notti che dormiamo poco», raccontava ai compagni di classe e alla maestra il maggiore dei due quando al mattino entrava a scuola, a villa Corridi. Probabilmente la notte scorsa è andato in scena lo stesso rituale, forse i due bambini hanno acceso uno dei ceri che tenevano nascosti da qualche parte, magari sotto al letto, quasi fossero un tesoro. Poi si sono addormentati accorgendosi del rogo solo quando le fiamme avevano già invaso la loro stanza trasformandola nell’inferno. Le urla, la fuga verso la finestra e il dolore sono arrivati più tardi. Dopo sedici ore di indagini, una decina di persone ascoltate, tra cui gli assistenti sociali che seguivano la famiglia, e i primi rilievi eseguiti, è questa la ricostruzione della tragedia di Salviano che gli investigatori reputano «più credibile». Nessuna fuga di gas, dunque, come spiega in una nota anche Asa, la società che fornisce energia: «La famiglia non ha mai stipulato un contratto di fornitura. Infatti dispone di riscaldamento centralizzato e di Gpl per l'uso della cucina». Ma le bombole erano intatte. E anche l’ipotesi del corto circuito, dovuto al cattivo funzionamento di una presa elettrica nella cameretta, è tramontata. «Se fosse questa la causa del rogo avremmo trovato delle tracce», assicurano gli inquirenti. Appena possibile gli inquirenti parleranno sia con il padre che con il fratellino di Angelo, sopravvissuti al rogo ed entrambi ancora ricoverati con diverse ustioni tra Firenze e Pisa ma non in pericolo di vita.
FONTE IL TIRRENO
26 GENNAIO 2013
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