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TOSCANA NEWS LIVORNO Frode in porto, confiscati soldi e ville per milioni di euro

18 Marzo 2013, 11:31am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Condannati in abbreviato dieci degli quattordici i imputati dell’inchiesta sulle false società per non pagare l’Iva sulle merci in arrivo dall’estero LIVORNO. Due ville confiscate e poi orologi, tra i quali un Rolex, telefoni cellulari, computer, assegni, pure una macchina. E per finire un fiume di denaro sparso in decine di conti correnti e in contanti per un valore complessivo di qualche milioni di euro. È questo l’esito della prima parte del processo sulla presunta frode fiscale che si è consumata nel porto di Livorno tra il 2009 e il 2011 e che ha portato - secondo il pubblico ministero Luca Masini - a sottrarre all’Erario quasi quattro milioni di euro. La parola magica del sistema era «deposito Iva». È attraverso questo meccanismo che permette all'importatore di non pagare subito tutta l'imposta sulle merci in arrivo dall'estero e la successiva creazione di società fittizie per immetterle sul mercato, che sarebbero riusciti raggirare il Fisco. Dieci dei quattordici indagati per quella che in gergo si chiama «frode carosello», per via del meccanismo di scaricare su una società ad hoc la colpa, avevano scelto di essere giudicati con rito abbreviato. Secondo la ricostruzione del pm, al vertice c'era una coppia che risiede nel napoletano. Fabio Pelliccio 42 anni, arrestato il 25 settembre dello scorso anno, era l'amministratore unico delle Phoenix Gmbh, con sede in Austria, mentre la compagna Kamila Swieciak, 37, risultava la rappresentante fiscale in Italia della medesima società. Il primo è stato condannato a cinque anni di reclusione, mentre la compagna a tre. Il giudice ha condannato anche Salvatore Brancaccio a tre anni e quattro mesi, Ivano Moscarella a tre, Daniele Bitonto a due anni e due mesi, Domenico Colaiacolo a due anni, Salvatore e Vincenza Di Reffaele a un anno e dieci mesi, mentre Gaetano Sessa e Antonio Svetti a un anno e sei mesi. La sorpresa della sentenza arriva nella seconda parte quando il magistrato accoglie le richieste del pm di confiscare i beni degli imputati. In particolare il giudice Gioacchino Trovato ha dato l’ok affinché lo Stato torni in possesso di due appartamenti e dei crediti bancari e assicurativi nella disponibilità di Brancaccio per un valore che supera il milione di euro. A questi vanno aggiunti i soldi trovati nei conti correnti degli indagati.

FONTE IL TIRRENO

18 MARZO 2013

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