TOSCANA NEWS LIVORNO «Bancarotta fraudolenta», arrestato professionista
INSERITO DA ANGELA CECERE
Sergio Quilici, 46 anni, è considerato il braccio destro di Beppe Doveri: gestiva la società dichiarata fallita in estate LIVORNO. I finanzieri sono andati a prenderlo a casa con in mano un «decreto di fermo» firmato dal giudice sul quale gli viene contestata, tra le altre, l’accusa di concorso in bancarotta fraudolenta. Il nuovo terremoto nell’inchiesta sul crac della Turmar spa, società che fa capo all’imprenditore Giuseppe Doveri, ora agli arresti domiciliari, ha colpito venerdì scorso Sergio Quilici, 46 anni compiuti lo scorso 24 gennaio, professionista e in passato amministratore di diverse società immobiliare che adesso risultano chiuse oppure inattive. Secondo gli investigatori, coordinati dal pubblico ministero Luca Masini, il professionista avrebbe gestito i conti della società a partire dal 2006, come ha confermato il commercialista della spa, Luigi Pappalardo, nella penultima udienza del processo nel quale è imputato l’imprenditore. L’accusa principale nei confronti di Quilici è quella di bancarotta fraudolenta. In qualità di co-amministratore della Turmar avrebbe «sottratto e/o occultato tutti i libri contabili della società spa dall’anno 2010 (ad eccezione dei registri Iva) e, dall’agosto 2011, tutte le scritture contabili e della società in modo da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio e del movimento di affari della società medesima». Un comportamento che avrebbe creato «un danno nei confronti dell’Erario di oltre 2,2 milioni di euro, 1,4 verso l’Agenzia delle Entrate e più di 3 milioni per la sottrazione in materia di imponibile». Ieri in carcere si è svolta l’udienza di convalida.
FONTE IL TIRRENO
05 FEBBRAIO 2013
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