TOSCANA NEWS Con i soldi sognavano il Brasile
INSERITO DA ANGELA CECERE
Le indagini sulla banda di sequestratori: l’albanese che collabora potrebbe portare a nuovi arresti La bella vita. Il Brasile, solo nonno e nipote. Il progetto di avviare nuove attività, per riparare oggetti elettronici o vendere computer. «Poi prendiamo un paio di appartamentini alle Cinque terre». Tutto con i soldi del sequestro. Con gli 8 milioni che i Calevo avrebbero dovuto pagare per riavere a casa Andrea, il titolare dell’azienda di famiglia, sequestrato il 16 dicembre. Non c’è stato nessun riscatto, invece. Il 31 dicembre polizia e carabinieri hanno liberato Calevo e buona parte della banda è già in carcere: proprio ieri il giudice per le indagini preliminari della procura di La Spezia ha convalidato l’arresto di Pierluigi Destri, 70 anni, imprenditore edile che il magistrato, negli atti non esita a definire un «individuo socialmente pericoloso»; il nipote di 23 anni, Davide Bandoni; due operai albanesi ventenni, Fabjon Vila e Simon Halilaj, l’unico che sta collaborando e che dovrebbe facilitare la cattura del resto della banda, almeno altri due albanesi in fuga, compreso il cugino (già in Albania) e un amico. Sarebbero loro due dei tre membri del commando che la sera del 16 dicembre ha prelevato Calevo dalla villa di famiglia e lo ha portato nella villetta di Destri, il “Gianni”, come è conosciuto a Sarzana e dintorni. A rapire materialmente l’imprenditore, infatti, sarebbero stati tre albanesi - uno è già in carcere - mentre né Destri né il nipote avrebbero partecipato all’operazione, anche se l’avrebbero ideata e avrebbero svolto il ruolo di principali carcerieri. Fra le persone ancora da fermare, oltre ai membri del commando di rapitori, ci sarebbero, inoltre, altre figure “sussidiarie”, fiancheggiatori che avrebbero potuto avere un ruolo in fase di trattativa con la famiglia nel caso in cui il rapimento si fosse protratto.
FONTE IL TIRRENO
03 GENNAIO 2013
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