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SEZIONE SICILIA NEWS TRAPANI La mafia negli appalti per la Louis Vuitton Cup Sequestrate sei società per 30 milioni di euro

9 Aprile 2013, 10:17am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/04/09/cup--180x140.jpg?v=20130409102902

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Gli imprenditori titolari sono ritenuti legati al boss latitante Matteo Messina Denaro TRAPANI - Sei società degli imprenditori trapanesi Francesco e Vincenzo Morici (padre e figlio), ritenuti legati al boss latitante Matteo Messina Denaro, sono state sottoposte a sequestro anticipato su disposizione della Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Trapani e su proposta del questore Carmine Esposito, a conclusione di accertamenti compiuti dalla Divisione anticrimine della Questura e dal Nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza. Il valore dei beni sequestrati ammonta complessivamente ad oltre trenta milioni di euro. IMMOBILI - Oltre alle sei società figurano anche 142 immobili, 37 beni mobili registrati, 36 conti correnti e rapporti bancari e 9 partecipazioni societarie. I provvedimenti sono stati eseguiti a Trapani, Roma, Milano, Gorizia e Pordenone. La proposta del questore (accolta dal Tribunale) si basa sulle carte processuali del procedimento per concorso esterno in associazione mafiosa a carico del senatore del Pdl Antonio D'Alì, in corso di svolgimento dinanzi al gup di Palermo. VELA - In occasione della «Louis Vuitton Cup», il gruppo imprenditoriale dei Morici si sarebbe accordato con Cosa Nostra per aggiudicarsi la gara relativa ai lavori di strutturazione del porto di Trapani (importo a base d'asta: 46 milioni di euro). Dalle intercettazioni e dalle dichiarazioni rese dai vari indagati, sarebbe emersa l'esistenza di intese con il boss mafioso Francesco Pace (capomafia di Trapani), il senatore D'Alì ed imprese partecipanti, per favorire i Morici nell'aggiudicazione e per utilizzare materiali non conformi, tali da alterare la stabilità dell'opera nel tempo.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

09.04.2013

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