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SEZIONE SICILIA NEWS PALERMO Riciclava il tesoro di Cosa Nostra: arrestato latitante, era a Santo Domingo

20 Settembre 2013, 10:30am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Doveva espiare una pena di 12 anni:avrebbe «ripulito» denaro per 900 miliardi delle vecchie lire PALERMO - Arrestato dalla Polizia di Bologna un pregiudicato latitante, Giovanni Costa - originario di Villabate, nel Palermitano - ricercato per espiare una pena di 12 anni e localizzato nella Repubblica di Santo Domingo. L'uomo - si legge in una nota - «avrebbe ripulito i proventi di attività di affiliati a Cosa Nostra». La cattura è arrivata al termine di una indagine avviata nel marzo 2013 in collaborazione con lo Sco, il Servizio Centrale Operativo della polizia e con il personale della divisione Interpol, del settore Polizia di Frontiera e di personale della sezione catturandi della Squadra Mobile. Nel 2001, la Procura della Repubblica di Palermo, in seguito a rivelazioni di alcuni pentiti, ha accusato Costa di avere riciclato denaro - stimato in circa 900 miliardi di vecchie lire - di provenienza mafiosa ritenendolo interno alla cosca riconducibile alla famiglia mafiosa di Portanuova, con a capo Pietro Aglieri per il tramite dei capi famiglia Salvatore e Vincenzo Montalto di Villabate. Nel 2004, Costa è stato sottoposto a sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno a Bologna, per 5 anni, con il contestuale sequestro di tutti i beni, da parte del Tribunale di Bologna. Costa, infatti, risultava essere ex titolare ed amministratore unico del cantiere navale «Mochi Craft» di Pesaro e della controllata «Poliver» di Fano, oltre ad essere in possesso di società immobiliari, assicurative e di costruzioni e, attraverso altre società immobiliari, titolare di diversi appartamenti nel villaggio turistico «Porto Rosa» di Furnari nel Messinese, nell'isola di Vulcano e a Villabate. Insieme alla ex moglie, avrebbe «ripulito» i proventi di attività di affiliati a Cosa Nostra «mediante una truffa finanziaria, organizzata in Sicilia da Giovanni Sucato, trovato carbonizzato dentro la sua auto, nel 1995». Le attività finalizzate alla cattura del latitante sono iniziate lo scorso marzo con le intercettazioni telefoniche delle utenze in uso ai familiari che hanno consentito di localizzarlo nella Repubblica di Santo Domingo. Grazie a intercettazioni telematiche e al monitoraggio delle carte di pagamento, l'uomo è stato localizzato, in dettaglio, in località «La Romana». Il latitante, espulso dal Paese sudamericano, è giunto alle 17 di giovedì in Italia all'aeroporto di Fiumicino e condotto nel carcere di Civitavecchia

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

20.09.2013.

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