Sezione Sicilia news Palermo Riapre la chiesa della Martorana: restaurati i mosaici del XII secolo
INSERITO DA ANGELA CECERE
Di nuovo accessibile al culto e ai turisti uno dei simboli della città di Palermo. Due anni e mezzo per l'intervento PALERMO - Riaperta al culto e ai turisti, dopo due anni e mezzo di restauro, la chiesa di Santa Maria dell'Ammiraglio, nota come "La Martorana", uno dei simboli della città di Palermo. La chiesa fu fondata nel 1143 per volere di Giorgio d'Antiochia, il grande ammiraglio siriaco al servizio del re normanno Ruggero II ed è uno scrigno di tesori. All'interno è possibile ammirare mosaici che sono della metà del XII secolo, coevi a quelli della Cappella Palatina, a Palazzo dei Normanni, e gli affreschi di Guglielmo Borremans, Olivio Sozzi e Gaetano Lazzara. Inoltre, conserva ancora oggi la pavimentazione policroma ad intarsio marmoreo. Riaperta al pubblico la Martorana IL RESTAURO - Per il restauro c'è stata una giusta sinergia tra Comune, Fec e Sovrintendenza di Palermo. Hanno operato quattordici restauratori dell'impresa Lares di Venezia. In azione i laser per rimuovere gli agenti inquinanti e non intaccare i colori originali. Sono state utilizzate tecniche all'avanguardia per consolidare le volte affrescate con microincisioni di una speciale malta. La chiesa possiede una pianta a croce greca, prolungata con il nartece e l'atrio. Un portale assiale, ancora esistente, dà sull'atrio e il nartece, come nelle prime chiese cristiane. CHIESA BIZANTINA - Al di là del nartece, l'edificio era sistemato e decorato come una chiesa bizantina a 4 colonne, tranne gli archi a sesto acuto e i pennacchi della cupola che erano di gusto islamico. Nel 1193 le case attorno sono state adibite a Convento basiliano per le donne e la chiesa è stata poi ad esso inglobata. Attorno al 1394 la fondazione del convento della Martorana, dal nome dei proprietari, che sarà poi ceduto ai Benedettini dalla corona d'Aragona e che darà poi il nome alla chiesa. Negli anni 1683- 1687, l'abside centrale è stata distrutta e sostituita da una nuova abside rettangolare, progettata da Paolo Amato. Nel 1740 Nicolò Palma ha progettato un nuovo prospetto, secondo il gusto barocco dell'epoca, che si affaccia sulla piazza. Nel 1846 è stato realizzato l'abbassamento del piano della piazza e realizzata la scalinata. Oggi la chiesa non possiede un vero e proprio territorio parrocchiale, ma è il punto di riferimento per più di 15 mila fedeli albanesi d'Italia di rito greco- bizantino residenti nella città di Palermo, oltre che per i nuovi fedeli di rito bizantino provenienti dall'est europeo e dai Balcani.
Fonte Italpress
11 FEBBRAIO 2013
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