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SEZIONE SICILIA NEWS PALERMO Mancino: «Ho sempre combattuto la mafia, non posso stare alla sbarra coi boss»

27 Maggio 2013, 12:10pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Lo ha detto l'ex ministro all'udienza sulla trattativa Stato-mafia: processo rinviato al 31 maggio. Mentre lasciava l'aula duramente contestato da Agende rosse PALERMO - «Io ho sempre combattuto la mafia, non posso stare nello stesso processo in cui c'è la mafia. Chiederemo uno stralcio». Lo ha detto l'ex ministro Nicola Mancino, prima dell'inizio dell'udienza sulla trattativa Stato-mafia, che prenderà il via questa mattina a Palermo, in cui l'ex politico è imputato di falsa testimonianza. «Ho fiducia e speranza - ha aggiunto - che venga fatta giustizia e che io possa uscire al più presto dal processo». Mancino chiederà lo stralcio della sua posizione. PARTI CIVILI - Il Comune e la Provincia di Firenze e la Regione Toscana hanno chiesto di costituirsi parte civile al processo sulla trattativa Stato-mafia. Alle dieci parti civili già ammesse potrebbero aggiungersi quindi altri soggetti processuali se i giudici accogliessero le istanze. Stessa richiesta è stata fatta dai familiari dell'eurodeputato Salvo Lima, ucciso dalla mafia nel 1992, dal comitato Addiopizzo, l'associazione dei familiari delle vittime della strage dei Georgofili, l'associazione Carlo Catena, l'associazione antiracket Libere Terre, l'associazione nazionale Testimoni di Giustizia, Libera, l'associazione antimafia Riferimenti, l'associazione nazionale Giuristi Democratici e il Comune di Campofelice di Roccella. RINVIO - Sia i pm che i difensori degli imputati del processo Stato-Mafia, che si è aperto oggi davanti nell'aula bunker del carcere Pagliarelli di Palermo, hanno chiesto un termine per interloquire sulle nuove richieste di costituzione di parte civile presentate oggi. La corte d'assise ha rinviato il processo al 31 maggio. CONTESTATO - «Non ho paura», Ha risposto Mancino ai cronisti che gli chiedevano se teme le nuove contestazioni preannunciate dai pubblici ministeri nei suoi confronti alla prima udienza del processo che lo vede imputato per falsa testimonianza. «Prima voglio sentire, poi commenterò», ha aggiunto. Prima che lasciasse l'aula, all'ex ministro Mancino è stato anche chiesto se non ritenga che qualcun altro dovrebbe oggi stare sul banco degli imputati al suo posto. «Ci sto io - ha risposto secco l'ex presidente del Senato - e mi difendo». Al grido di «Fuori la mafia dallo Stato» e «Vergogna» il popolo delle Agende Rosse ha contestato l'ex ministro Mancino mentre stava lasciando l'aula bunker. I manifestanti hanno partecipato all'udienza e hanno atteso l'uscita dell'ex politico sollevando le loro agende rosse, divenute simbolo delle verità ancora da accertare sulle stragi mafiose.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

27.05.2013.

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