SEZIONE SICILIA NEWS PALERMO Apecalesse, consegnate prime 15 licenze
INSERITO DA ANGELA CECERE
Qualche settimana fa gli operatori avevano ottenuto la concessione dopo cinque anni in cui l’attività di trasporto rivolta ai turisti è rimasta del tutto senza regole PALERMO - Conclusa con successo una battaglia per la legalità nel mondo del lavoro a Palermo. È partita la consegna delle quindici licenze ai possessori di motocarrozzette, ape calesse, che qualche settimana fa avevano ottenuto la concessione: dopo cinque anni in cui un’attività di trasporto rivolta ai privati e soprattutto ai turisti è rimasta del tutto senza regole e priva di controlli, il regolamento stilato dal Comune diventa definitivo. Esulta Confartigianato, con il presidente provinciale, Nunzio Reina, che parla di «un risultato ottimo per noi che ci siamo battuti a lungo per fare in modo che i conducenti dei mezzi potessero lavorare nella legalità. Finalmente questa battaglia è finita - aggiunge - e siamo felici di avere aiutato qualcuno che senza questa attività non avrebbe di cosa vivere». All’assessorato comunale alle Attività produttive la consegna delle quindici licenze cartacee di cui i conducenti delle ape calesse stanno man mano entrando in possesso. DOPO NOVE MESI DI LAVORO - Dopo un lavoro durato nove mesi, che ha visto il confronto serrato e la collaborazione di tutte le parti sociali e datoriali in causa (associazioni di categoria della Confartigianato, sindacati dei taxi, cooperative), a giugno il Consiglio comunale aveva approvato il nuovo regolamento: oltre alla concessione delle 15 licenze, avvenuta tramite bando pubblico, che potranno essere ampliate dopo 2 anni a 20 (sempre che da una analisi dei flussi turistici sia giustificato l’aumento che deve essere comunque autorizzato dalla Giunta comunale), le nuove regole prevedono anche la non cumulabilità delle stesse licenze e l’area di operabilità del servizio limitata ai 4 mandamenti di Palermo (il centro storico). «Da adesso in poi - annuncia Reina - inizia un monitoraggio quotidiano volto al rispetto delle norme, compresa quella che riguarda l'itinerario stabilito dall'amministrazione comunale. Chi trasgredirà - avverte - non avrà più il diritto di portare avanti la propria attività».
Fonte Italpress CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
22.08.2013.
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