Sezione Sicilia news Catania Municipalità da 10 a 6 e consiglieri dimezzati: è rivolta tra i presidenti
INSERITO DA ANGELA CECERE
Gli eletti delle circoscrizioni passeranno dagli attuali 150, 15 per ogni quartiere, ai 72 delle prossime elezioni CATANIA - Cambia il volto dei quartieri di Catania ed è rivolta tra i presidenti delle Municipalità. Adesso è ufficiale i consigli di quartiere etnei passeranno da 10 a 6: lo ha deciso il Consiglio Comunale approvando il regolamento che ridefinisce le funzioni degli organi delle Municipalità con la relative competenze. I consiglieri di quartiere saranno dimezzati. Si passerà dagli attuali 150, quindici per ogni quartiere, ai 72 delle prossime elezioni, dodici per ogni circoscrizione, ai quali si aggiungeranno i presidenti di ogni sezione che saranno eletti direttamente dai cittadini. La rimodulazione delle circoscrizioni cittadine però non piace ai consiglieri di quartiere. «In questo modo – accusano - si annulla l’identità dei quartieri cittadini». CIRCOSCRIZIONI - La circoscrizione Ognina – Picanello sarà amministrata in tandem con Barriera Canalicchio, così come unici amministratori ci saranno per San Giovanni Galermo e Trappeto – Cibali, Monte Po – Nesima e Rapisardi San Leone ed infine San Giorgio – Librino e San Giuseppe La Rena – Zia Lisa. A salvarsi dall’accorpamento solo la prima Municipalità quella detta “Centro” e la terza, la “Borgo – Sanzio”. Infine, in questo modo nessun potere sarà dato alle Municipalità che dovranno comunque interfacciarsi con l’assessore al decentramento senza avere poteri né economici, né decisionali. Loredana Gioia, presidente della nona Municipalità (che sarà accorpata con la decima, per intenderci un territorio che comprende una zona abitata da circa 80.000 persone, con un altro che arriva ai confini di Lentini) è sul piede di guerra per l’accorpamento. BUROCRAZIA - «Tutta la periferia sud di Catania sarà riunita sotto un’unica circoscrizione – spiega la Gioia – Noi presidenti abbiamo espresso parere negativo sul regolamento e relativo accorpamento, perché non dà veri poteri agli amministratori delle municipalità: continueremo a non gestire nulla. Tutto dovrà passare tramite l’assessore al decentramento e la direzione dell’assessorato. Questo significa solo allungare la burocrazia: non si può intervenire direttamente per risolvere i problemi. Quella che sarà attuata è solo una soluzione demagogica fatta dal sindaco Stancanelli in campagna elettorale. Noi siamo stati da subito favorevoli a ridurre il numero dei consiglieri, ma non così». Una soluzione che in pratica scontenta tutti. REALTA’ DIFFICILI - «Una municipalità come la nostra che divide a metà la città di Catania e un quartiere come Librino che per vari problemi è sempre al centro della cronaca – continua Loredana Gioia – non può essere accorpato con un altro quartiere problematico come quello che comprende Santa Maria Goretti, il Villaggio Sant’Agata e tutte le zone dei villaggi a mare. Un territorio così vasto che arriva fino a Vaccarrizzo, diventa troppo difficile da gestire. Si parla di quartieri più grandi di paesi dell’hinterland che hanno un sindaco, una giunta ed un consiglio comunale, per essere governati. Se l’obiettivo era ridurre i costi è stato proprio inutile mantenere l’assessore al decentramento che non è sul territorio quindi non conosce i problemi dei quartieri. Il nostro rimborso spese come presidenti si aggira a circa 500 euro al mese. Io ero disposta a fare quello che faccio anche a titolo gratuito: per chi ha volontà di lavorare sul territorio lo spirito è questo». Dello stesso parere in presidente della quarta Municipalità, Massimo Tempio: «È assurdo che la nostra Municipalità sia accorpata con quella di Ognina – Picanello, due territori che hanno identità differenti e sono anche distanti. Semmai la nostra circoscrizione doveva essere accorpata con Borgo o San Giovanni Galermo. Tra l’altro l’amministrazione ha già suddiviso i centri territoriali per i servizi sociali, portandoli da dieci a cinque e questa nuova suddivisione non ha rispettato neanche i precedenti criteri di divisione. In quel caso Barriera Canalicchio era stata accorpata con Trappeto – Cibali. Non c’è nessuna spiegazione per quello che è stato fatto: avrebbero dovuto pensare prima di distruggere le identità territoriali dei quartieri storici della città. Hanno giustificato la scelta dicendo che a Picanello non ci sono strutture comunali per fare riunioni. Il modello da seguire doveva essere quello romano, con “municipi” con bilanci autosufficienti e poteri decisionali»
Fonte Italpress
05 FEBBRAIO 2013
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