Sezione Sicilia news Catania La rivolta degli infermieri: «Pagateci il tempo che impieghiamo a indossare la divisa»
INSERITO DA ANGELA CECERE
Ricorso al Tribunale degli aderenti al Sindacato Cni-Fsi : chiedono anche gli arretrati e gli interessi per le ore di lavoro maturate in tutti questi anni CATANIA - «il tempo impiegato per il cambio divisa va pagato»: il sindacato infermieri passa dalle parole ai fatti. Dopo le proteste dei mesi scorsi, gli aderenti al Cni-Fsi hanno deciso di presentare ricorso in tribunale per il riconoscimento del cambio divisa come orario di lavoro che corrisponderebbe, in caso di esito positivo, ad un centinaio di euro in più in busta paga ogni mese. Sono stati gli avvocati Denise Maria Caruso e Alessandro Pistorio, legali rappresentanti del sindacato a depositare al tribunale Civile di Catania il ricorso per il riconoscimento del “cambio divisa aziendale”, come orario di lavoro a tutti gli effetti, con conseguente calcolo in busta paga. Il ricorso presentato dal Sindacato chiede il riconoscimento di un tempo medio di 20 minuti a turno: dieci per vestire la divisa e raggiungere il reparto, altri dieci per i medesimi passaggi in uscita, con un risvolto economico di circa 80 euro mensili in busta paga. CAMBIO DI DIVISA - Non è la prima volta che gli infermieri chiedono il riconoscimento del “cambio divisa”: questa problematica, infatti, è già stata riconosciuta dalla Regione Lombardia. «Attualmente gli infermieri utilizzano il loro “tempo libero” per compiere l’obbligo di cambiarsi, mettersi in divisa ed essere operativi in reparto - afferma Calogero Coniglio Coordinatore Regionale del Coordinamento Nazionale Infermieri -. Questa operazione è stata quantificata dalle 65 alle 84 ore di tempo impiegate per la vestizione che, quindi, diventano ore di lavoro che devono essere regolarmente retribuite. Il deposito del ricorso – continua Calogero Coniglio - per il quale si attende solo la prima udienza di discussione, si è reso necessario poiché le molteplici istanze indirizzate ai vertici dell’amministrazione sanitaria non hanno avuto alcun riscontro positivo». BATTAGLIA LEGALE - Assolutamente favorevole, invece, il parere dei due avvocati in merito all'istanza depositata. «Crediamo fermamente, nella possibilità che le azioni giudiziarie possano riscuotere positivi riscontri – dichiarano gli avvocati Denise Maria Caruso e Alessandro Pistorio del Foro di Catania - posto il sempre più costante registrarsi di una serie di pronunce, recanti unanime orientamento, tutte rese a conferma del riconoscimento del postulato diritto in favore del personale sanitario. Il nostro slogan – continuano gli avvocati- pertanto, in perfetta assonanza con questa battaglia legale, che ci vede schierati al fianco dei lavoratori non potrebbe essere incarnato altro se non dalla locuzione: “Non Solo Parole, ma Fatti Concreti”, ciò a dimostrazione dell’impegno, seriamente e professionalmente, assunto in loro difesa». Inoltre, il Sindacato Cni-Fsi chiederà anche gli arretrati e gli interessi per le ore di lavoro maturate in tutti questi anni.
Fonte Italpress
07 FEBBRAIO 2013
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