SEZIONE SICILIA NEWS Catania Accolgono cagnolini randagi in questura: scatta perquisizione e «cacciata»
INSERITO DA ANGELA CECERE
Agli agenti viene imputato di avere accudito i due cani. Trasferito il dirigente. Ma il Siap: «Fatti non collegati» CATANIA - Appare quantomeno singolare l’operazione di polizia, condotta a Catania, che ha visto un massiccio dispiegamento di forze. Un’ispezione che ha tutti i contorni del blitz voluta in prima persona dal questore Salvatore Longo, che è stato accompagnato nelle operazioni di controllo dal suo vicario e dagli uomini della Questura. A finire nel mirino degli inquirenti due cagnolini di piccola taglia, rei di essersi introdotti illecitamente nei locali del commissariato di Nesima. A complicare però le circostanze che hanno condotto al blitz ci sarebbero gli stessi poliziotti del commissariato, i quali avrebbero offerto asilo ai latitanti quadrupedi. DISPIEGAMENTO DI FORZE - Agli agenti, che nel corso della perquisizione ai locali sono stati chiamati a rendere la propria testimonianza, viene imputato proprio di avere accudito i due cani in questione, offrendo loro dei pasti ed una coperta per scaldarsi. E ad aggravare l'entità delle imputazioni a loro carico, sarebbero state perfino raccolte delle prove schiaccianti. Difatti, grazie al poderoso impiego di una ben esperta e numerosa compagine di agenti della squadra sopralluoghi si è riusciti a repertare le prove del reato. È stato così possibile procedere all'etichettatura del «Reperto A» e del «Reperto B», rispettivamente la ciotola e la coperta utilizzate per commettere il misfatto. Al termine dell'operazione, i due increduli cuccioli sono stati allontanati dal commissariato. PROCEDURE DI ESPULSIONE - Le procedure di espulsione sono state eseguite con un rigore che si sarebbe detto più adatto alle efferatezze di un malavitoso, che ai languidi sguardi dei due randagi, ma se non altro in quest’occasione non si è ritenuto di dover sigillare i locali. A dare notizia della curiosa vicenda sono stati i sindacati di Polizia che sono immediatamente intervenuti sull’insolita circostanza. Non un fronte compatto per i sindacati che si sono spaccati, tra chi si è schierato nettamente a sostegno del Questore (il SIAP) e chi, invece, ha fatto fronte comune a tutela degli agenti «animalisti» (UGL e COISP). Tommaso Vendemmia, segretario del Siap, smorza i toni della vicenda spiegando che si è trattato di una normale procedura di accertamento amministrativo. OPERAZIONE SPROPORZIONATA - L'Ugl, con un comunicato del suo segretario Giuseppe Sottile, esprime delle forti perplessità circa la natura dell'intervento condotto dal Questore Longo, arrivando a definire l'intera operazione come «sproporzionata» rispetto al rilievo dell'accaduto. Per dimostrare il proprio sostegno agli agenti coinvolti nella perquisizione è stata organizzata proprio dall’Ugl una manifestazione, che si terrà sabato 28 settembre, alla quale sono stati invitati a partecipare, come si legge nella nota del sindacato, «tutti i cittadini di buona coscienza e le associazioni animaliste» perché, sottolinea ancora Sottile, «accudire e nutrire degli animali è un dovere civico e non un comportamento censurabile». VERTICE TRASFERITO - Secondo quanto riferito proprio dall’Ugl il dirigente del commissariato di Nesima sarebbe stato rimosso dal comando e trasferito perchè colpevole di non aver adeguatamente vigilato sui propri uomini. «Eppure in passato, lo stesso dirigente, avrebbe più volte ragguagliato proprio la questura in merito allo stato d'emergenza dettato dall'elevato numero di randagi nell'adiacente piazza Calì», riferiscono dal sindacato. E mentre il Siap smentisce ogni legame tra il trasferimento del vertice del commissariato di Nesima con la perquisizione avvenuta, attribuendo la cosa ad esigenze di riorganizzazione interna, si attendo i nuovi sviluppi di una vicenda che promette di infiammare i cuori degli animalisti.
Fonte Italpress CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
26.09.2013.
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