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SEZ. VANGELO E METEO SANTO E VANGELO DEL 08.06.2013 A CURA DI KSENIA KULIKOVA

8 Giugno 2013, 10:14am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

903 464501636946579 1480330661 n (1)A CURA DI KSENIA KULIKOVA
 8 Giugno - S. Medardo Vescovo.
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Luca 2,41-51. 
I genitori di Gesù si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua.
Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l'usanza; 
ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. 
Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; 
non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme. 
Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. 
E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. 
Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». 
Ed egli rispose: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». 
Ma essi non compresero le sue parole. 
Partì dunque con loro e tornò a Nazaret e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore. 

SANTO DEL GIORNO S.MELARDO VESCOVO 

S. Medardo aveva della proprietà personale e del furto idee decisamente diverse da quelle di Dracone, il severo legislatore di Atene, che così parla nel Giudizio universale di Papini: «La proprietà era tutt'uno coll'uomo; e quasi la sua stessa possibilità di vivere, quasi il suo sangue... Anche il ladro meritava dunque, per la sua somiglianza con l'omicida, la morte, e perciò nelle mie leggi comminai la pena capitale a chiunque rubasse, qualunque fosse il valore e la quantità delle cose rubate ». Erano invece idee più somiglianti a quelle del buon mons. Myriel dei Miserabili di Victor Hugo, che forse s'ispirò proprio a S. Medardo, santo molto popolare in Francia.

Egli nacque da una famiglia franca e studiò ad Augusta Veromanduorum (l'attuale Saint-Quentin), insieme a S. Eleuterio (vedi il 20 febbraio). Divenuto sacerdote, si dedicò interamente alla sua missione e alla testimonianza dell'amore. Fu in questo contesto che S. Medardo compì i gesti di distacco cui alludevamo. Una notte, un ladro penetrò nella vigna: mal gliene incolse, perché non riusciva più a trovare la via dell'uscita: il buon Medardo si affrettò ad indicargliela, senza sequestrare, ma anzi accrescendo il cospicuo bottino.

Un altro ladro aveva progettato di portare via al santo una mucca: questa però portava al collo un rumoroso battacchio: il ladro provò a staccarlo, lo riempì di paglia e stracci, ma quello continuava a suonare, finché ancora una volta Medardo Tece cessare il segnale d'allarme, consentendo al ladro, divenuto legittimo proprietario, di portarsi via l'animale. Un'altra volta ancora furono le api che si ribellarono a chi le rapinava del loro miele, ma egli le invitò prodigiosamente a restare calme e pazientare. S. Medardo però non ebbe a che fare solo con dei ladri, o almeno dei ladri in azione. Un giorno, divenuto vescovo di Saint-Quentin, si vide comparir dinanzi, tutta trafelata, la regina Radegonda, fuggita da suo marito Clotario, che aveva ucciso il fratello, e alla quale concesse di entrare in convento.

Clotario riconobbe la sua colpa e poiché S. Medardo morì poco tempo dopo, nel 560, ne fece trasportare la salma nella sua capitale, a Soissons, dove gli eresse una basilica con annesso monastero, che divenne celebre perché vi fu rinchiuso Lodovico il Pio, il terzo figlio di Carlomagno, imperatore d'occidente dall'814 all'840. Un detto popolare di origine contadina assicura che se piove il giorno di S. Medardo, l'8 giugno, il tempo resterà piovigginoso per almeno quaranta giorni, a meno che S. Barnaba (11 giugno) «gli rompa il naso».

 

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