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SEZ. POLITICA ROMA LETTA ATTACCA GRILLO: "IO TAGLIO STIPENDI AI MINISTRI. LUI FA FATICA CON LA DIARIA..

10 Maggio 2013, 14:37pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

ROMA - Il decreto legge per la sospensione dell'Imu di giugno sulla prima casa e per il rifinanziamento della integrazione in deroga dovrebbe essere varato a metà della prossima settimana. È quanto riferiscono fonti di governo al termine del vertice di maggioranza. Ieri, palazzo Chigi, aveva parlato di approvazione «nei prossimi giorni». 

LETTA INCONTRA SCHULZ «L'Europa deve dare risposte» sulla disoccupazioni giovanile arrivata a «livelli assolutamente insostenibili» ed è per questo che «chiediamo che il prossimo Consiglio Ue di giugno» si concentri su un «piano straordinario» sull'occupazione giovanile che vari subito misure concrete, ha detto Letta. Il Governo italiano «sostiene il ruolo centrale del parlamento europeo nella definizione del completamento del bilancio con scelte di maggiore flessibilizzazione», ha detto Letta al termine dell'incontro, ribadendo che l'Italia «fortemente europeista» ritiene che il Pe «deve essere centrale nelle decisioni che devono essere prese».
«Sono molto orgoglioso del mio Paese perchè si presenta a Bruxelles con conti in ordine. Grazie al governo precedente e la maggioranza che lo ha sostenuto», possiamo «sperare ragionevolmente di avere il 29 maggio la notizia di uscire dalla procedura per deficit eccessivo». Questo vuol «dire che siamo seri, che non facciamo debiti: ne abbiamo fatti troppi in passato ed è stato un disastro, ce li portiamo ancora dietro».

"GRILLO? IO TAGLIO STIPENDI, LUI FATICA A TAGLIARE LA DIARIA" 
«È da 46 anni che faccio il nipote...». Enrico Letta replica così a Beppe Grillo, aggiungendo: «Grillo la butta sull'insulto personale» perchè «non ha molti argomenti: lui insulta, io voglio occuparmi di problemi del Paese» e mentre il governo taglia lo stipendio dei ministri lui «fatica» a imporre tagli alla diaria.
«Respingo al mittente» le accuse di Beppe Grillo e l'uso di una parola come colpo di stato è «totalmente inaccettabile». Grillo, ha aggiunto, «si ricordi che quando ha usato la parola colpo di stato, una giornalista cilena gli ha spiegato che cosa è veramente un colpo di stato, facendogli fare una figuraccia». 
L'uso di simili espressioni, ha proseguito il capo del governo, «è profondamente sbagliato»e lo dico anche «per il massimo rispetto» dovuto alle recenti parole del presidente della della Repubblica. Così facendo, ha concluso, Grillo «ferisce le istituzioni del nostro Paese. Ma le nostre sono istituzioni legittime e sono la rappresentanza popolare» 

"SENZA LAVORO AI GIOVANI NO FUTURO" 
«Senza lavoro per i giovani non c'è speranza, nè per i paesi membri nè per l'Europa», ha detto il premier italiano, ribadendo la necessità che il prossimo Consiglio Europeo «si concentri su misure immediatamente applicabili per il lavoro giovanile». «Noi non abbiamo nessuna intenzione di fare un confronto ideologico sul tema della tenuta dei conti pubblici. Noi condividiamo la necessità di conti a posto e non ci sarà nessuno scontro ideologico fra austerità e crescita».

SCHULZ: INTESA CON LETTA E MONTI, MENO CON L'ALTRO...
 «Ho collaborato molto bene e in modo stretto» sia con Mario Monti che con Enrico Letta, anche se «devo confessare che con il predecessore di Mario Monti ho collaborato in modo un pò meno stretto». È la battuta con cui Martin Schulz, presidente del Parlamento Ue, in conferenza stampa a Palazzo Chigi ha lanciato una frecciata a Silvio Berlusconi.

LE CONVERGENZE PREVENTIVE Senza scomodare Aldo Moro e le sue convergenze parallele, nel vertice di oggi a Palazzo Chigi il premier Enrico Letta ha spronato ministri e capigruppo della sua maggioranza ad inaugurare l'utile metodo delle «convergenze preventive» (copyright Rino Pisicchio, presidente del gruppo misto a Montecitorio), con l'obiettivo di gettare le basi nei primi 100 giorni di lavoro su tre questioni cardine: casa, lavoro e riforme. Alla vigilia del conclave di due giorni all'abbazia di Spineto Enrico Letta, - nel vertice durato oltre tre ore con il vicepremier Alfano, i ministri Saccomanni, Franceschini, Moavero e Giovannini - ha invitato i capigruppo di Camera e Senato ad assumere il ruolo di «sentinelle», vigilando sui possibili punti di frizione nella maggioranza e lavorando, con incontri periodici, a «sminare le tensioni». Prima che insorgano incidenti. In una maggioranza articolata e composta da forze politiche che fino a ieri si sono contrastate, ha spiegato il premier, il dialogo è indispensabile. Colpito dal clima positivo della riunione mattutina, Letta non avrebbe nascosto di essere consapevole della difficoltà del passaggio, insistendo molto sulla corretta impostazione del lavoro. Per questo il premier avrebbe chiesto a ciascun ministro di presentare un 'dossier' per il proprio dicastero, con riflettori accesi nei primi 100 giorni di governo su tre priorità: casa, lavoro e riforme. La prima: pensando per il dopo al riordino complessivo del sistema fiscale che grava sulla casa, Letta ha sostanzialmente confermato che un decreto sospenderà a giorni il pagamento della rata di giugno dell'Imu. Ma la questione casa non è solo Imu: per il premier occorre lavorare su altre tariffe e imposte che gravano sulle abitazioni, sugli incentivi per ristrutturazioni e risparmio energetico, e politiche attive per anziani, giovani e meno abbienti. Seconda priorità è quella del lavoro, soprattutto giovanile. Una emergenza da affrontare nel quadro di un «percorso europeo», mettendo in campo una strategia nazionale che aiuti a gestire e non subire i passaggi europei. Il ministro del lavoro Enrico Giovannini, insieme ai capigruppo di maggioranza, nei prossimi giorni lavorerà perciò ad un pacchetto di misure organiche con le proposte di Pd, Pdl e Scelta Civica. Infine le riforme istituzionali. Letta ha chiesto di individuare «punti di ritorno», in particolare sul tema della riforma elettorale. Non si è parlato dello strumento più utile a realizzare le riforme (Convenzione o centralità delle commissioni parlamentari) ma si è fatto un quadro di tempi e modalità di lavoro. «Quando il governo parlerà dirà cose molto precise in merito - anticipa il ministro delle Riforme gaetano Quagliariello -. A Spineto, questo sarà uno degli argomenti della discussione».

ACCONTO IMU, A GIUGNO IL 50% L'acconto Imu di giugno -che se il governo approverà il decreto di rinvio non si pagherà solo per le prime case - ritorna al passato: dovrà prevedere il versamento del 50% dell'imposta dell'anno precedente. A poco più di un mese dalla scadenza del versamento dell'Imu arriva una prima norma di chiarezza sulle modalità di calcolo dell'imposta. La commissione Bilancio ha approvato ieri sera una norma che modifica le modalità sia le calcolo, che erano state recentemente rese più incerte e complicate, sia il termine entro il quale i comuni potanno deliberare modifiche di aliquote, che viene portato al 16 ottobre. 
Al momento l'acconto Imu è dovuto da tutti gli immobili ma con molta probabilità l'appuntamento - se il governo varerà il decreto sul quale si è impegnato - non riguarderà le prime case. Per le altre, però, l'appuntamento sarà ineludibile. La norma approvata ieri a tarda sera modifica i criteri, introdotti nel decreto Pa, che stavano mettendo in difficoltà i Caf nei calcoli. In particolare era prima previsto che i comuni potessero cambiare l'aliquota entro il 16 maggio e che di questo si sarebbe dovuto tener conto già nell'acconto. Una ulteriore modifica di aliquota, poi, sarebbe stata possibile fino al 16 novembre.
Ora invece si torna ad un meccanismo semplificato per l'acconto. Dovrà essere pagato a giugno la metà di quanto dovuto nell'anno precedente, per poi - al momento del saldo - calcolare effettivamente l'importo dovuto per l'anno in corso e versare la parte rimanente. In pratica come accadeva già da qualche anno. È stata poi modificata la data entro la quale i comuni dovranno decidere e pubblicare su un apposito sito le delibere di modifica delle aliquote. La nuova scadenza è stata fissata al 16 ottobre: darà così possibilità alle amministrazioni municipale di verificare l'impatto delle scelte che il governo si accinge a prendere ma consentirà anche ai contribuenti di avere due mesi prima del pagamento del Saldo per effettuare i calcoli di quanto dovuto.

 

LEGGO.IT

10.05.2013.

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