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SEZ. POLITICA MILANO Unipol, sentenza rinviata al 7 marzo giudici accolgono richiesta Berlusconi «Meglio decidere dopo le elezioni»

17 Gennaio 2013, 17:07pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ilmattino.it/MsgrNews/MED/20130117_berlusconi_1b2.jpg

 

378476 2965150531479 1343120727 33169004 728182695 nINSERITO DA ANGELA CECERE

MILANO - I giudici del tribunale di Milano hanno deciso di sospendere il processo Unipol e rinviarlo al 7 marzo, dopo le elezioni. E' stata quindi accolta la richiesta degli avvocati difensori di Silvio Berlusconi, che, appunto, volevano rinviare la sentenza a dopo le elezioni del 24/25 febbraio, cancellando così l'udienza, già fissata per il 7 febbraio, in cui i giudici avrebbero dovuto emanare la sentenza. Con la sospensione del processo per Silvio e Paolo Berlusconi il collegio, presieduto da Oscar Magi, ha deciso in base alla valutazione discrezionale, posto che l'articolo 159 del codice penale prevede che tale richiesta sia motivata anche da esercizi di diritti estranei purché non abbiano una ragione dilatoria. La richiesta della difesa. Alla richiesta della difesa dell'ex premier si erano opposti il procuratore aggiunto Maurizio Romanelli e il legale di Piero Fassino, che è parte civile. Per Romanelli, che aveva chiesto un anno di carcere per Silvio Berlusconi e tre anni e tre mesi per il fratello Paolo, la richiesta della difesa, formulata in base all'articolo 159 del codice di procedura penale, non doveva essere accolta in quanto i motivi legati alla campagna elettorale non sono una ragione "forte" per chiedere la sospensione del processo, il quale invece «deve andare avanti». Sulla stessa linea il professor Federico Grosso, legale di Fassino. «Assolvete Silvio Berlusconi senza se e senza ma» aveva chiesto in precedenza l'avvocato Massimo Montesano, uno dei difensori di Berlusconi al termine della sua arringa al processo con al centro l'intercettazione Fassino-Consorte e nel quale l'ex premier è imputato assieme al fratello Paolo. Per il legale non ci sono prove che Berlusconi abbia ascoltato il nastro e, se così fosse, «poteva anche non essere a conoscenza della segretezza del contenuto dell'intercettazione».

FONTE IL MATTINO

17 GENNAIO 2013

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