SEZ. POLITICA MILANO Polemica sui maxialimenti a Veronica Berlusconi: «Toghe femministe» I giudici: «Una sentenza imparziale»
INSERITO DA ANGELA CECERE
MILANO - E' guerra aperta dunque ta i giudici del tribunale di Milano e Silvio berlusconi in merito alla sentenza che ha condannato l'ex premier al pagamento mensile del maxialimento all'ex moglie Veronica Lario. Rispondo alle accuse lanciate nei loro confronti, «Il presidente della Corte di appello e il presidente del tribunale di Milano intendono respingere con fermezza ogni insinuazione sulla non terzietà delle giudici del tribunale, componenti del collegio giudicante nella causa Bartolini-Berlusconi, essendo a tutti nota la diligenza e la capacità professionale delle stesse, quotidianamente impegnate nella fatica della giurisdizione nella delicata materia del diritto di famiglia», si legge in una nota. Berlusconi, infatti, ha definito le giudici che hanno fissato l'assegno di mantenimento per l'ex moglie in 3 milioni al mese «femministe e comuniste». Inoltre i presidenti della Corte d'appello e del Tribunale di Milano «rammenano che la raccomandazione del comitato dei ministri della Giustizia del Consiglio d'Europa prescrive ai rappresentanti dei poteri esecutivo e ligislativo di evitare, nel commento delle decisioni dei giudici, ogni espressione di dilegio che possa minare la fiducia dei cittadini nella magistratura e compromettere il rispetto sostanziale delle medesime decisioni». In particolare, concludono Giovanni Canzio e Livia Pomodoro che «le norme del codice di rito civile consentono agli interessati di impugnare i provvedimenti giudiziari e sulla relativa impugnazione la Corte d'appello eserciterà, come di consueto, il puntuale controllo critico della decisione di primo grado per i profili della legittimità e del merito».
FONTE IL MATTINO
09 GENNAIO 2013
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