SEZ. POLITICA E INTERVISTE ROMA SCONTRO PD-PDL, LETTA AL COLLE. BERLUSCONI: "CRISI COLPA DELLA SINISTRA"
INSERITO DA ANGELA CECERE
ROMA - Governo in bilico dopo il duro faccia di ieri sera tra Angelino Alfano ed Enrico Letta sul tema "decadenza" di Silvio Berlusconi. «Diranno che e colpa mia se i ministri del Pdl valuteranno le dimissioni davanti al massacro giudiziario del loro leader eletto da milioni di italiani - dice Silvio Berlusconi in una intervista a Tempi - Ma io mi domando: se due amici sono in barca e uno dei due butta l'altro a mare, di chi è la colpa se poi la barca sbanda?». Napolitano riceve Letta. Intanto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto questa mattina al Quirinale il premier Enrico Letta che gli ha riferito del colloquio avuto ieri con Alfano e sulle prospettive della situazione di governo e della situazione politica. Berlusconi: Costituzione e buon senso, ci sono molte strade. «La Costituzione e il buon senso offrono molte strade - dice Berlusconi riferendosi alla possibile soluzione del suo caso dopo la condanna - . Se avessi voglia di sorridere, potrei dirle che "non possono non saperlo": vale per tutti gli attori politici e istituzionali»: «Nessuno può togliermi la parola». «Possono farmi tutto, ma non possono togliermi tre cose - dice il Cavaliere - il diritto di parola sulla scena pubblica e civile italiana; il diritto di animare e guidare il movimento politico che ho fondato; il diritto di essere ancora il riferimento per milioni di italiani, finché questi cittadini liberamente lo vorranno». «E' l'epilogo della guerra dei 20 anni con i magistrati». «E' in gioco molto più che il destino di una persona - dice il Cavaliere - Se si trattasse solo di questo, allora sarebbe un problema solo per me. Siamo all'epilogo di quella guerra dei vent'anni che i magistrati di sinistra hanno condotto contro di me, considerato l'ostacolo da eliminare per garantire alla sinistra la presa definitiva del potere». «Una sentenza infondata, ingiusta, addirittura incredibile»: così Berlusconi definisce la condanna nel processo Mediaset. Alfano: Pd voti contro la decadenza. «Noi chiediamo molto chiaramente che il Pd rifletta, astraendosi dalla storica inimicizia di questi venti anni e rifletta sulla opportunità di votare no alla decadenza di Berlusconi» dice il segretario del Pdl, Angelino Alfano durante il Meeting di Cl dicendosi «molto preoccupato per il «giudizio preventivo del Pd. Sulla decadenza «ci sono giuristi indipendenti, anche dell'area culturale di sinistra, che sostengono un principio alla base di tutti gli ordinamenti democratici: e cioè che le norme afflittive e punitive si amministrative sia penali non si applicano al passato. Per questo ribadiamo la nostra richiesta al Pd». Con il presidente Letta c'è stata una discussione molto schietta e molto chiara. Questo non significa che alla fine la pensiamo allo stesso modo su alcune vicende». «Il Pd non voti "contro l'avversario"». «Il Pdl non chiede al Pd un gesto e un voto a favore del presidente Berlusconi ma chiede con altrettanta forza al Pd di non dare un voto "contra personam", contro il loro avversario di sempre, contro il loro nemico storico - dice il segretario - Chiediamo che la vicenda della decadenza in giunta al Senato venga trattata come se riguardasse uno qualsiasi dei senatori. Il Pd approfondisca la questione giuridica nel merito e non pronunzi una sentenza politica sull'avversario storico. Chiediamo al Pd di studiare ancora questa materia che è delicata. Chiediamo di approfondire un punto cardine del funzionamento democratico, ossia la possibilità di un cittadino eletto dal popolo di permanere nel ruolo che il popolo ha voluto egli occupasse. Chiediamo una valutazione giuridica. Detto questo, da un punto di vista politico noi riteniamo che con questa condanna il presidente Berlusconi c'entri come lo sbarco sulla Luna». «Vedrò Berlusconi oggi pomeriggio» ha detto stamattina Alfano. La durata del governo. «Come dice quella canzone, lo scopriremo solo vivendo». Con questa battuta il vice presidente del Consiglio, Angelino Alfano, ha risposto a chi gli ha chiesto un pronostico sulla durata del governo. «Dal Pdl generosità, peccato disperderla». «Il mio partito, il Pdl, e il suo leader Silvio Berlusconi da due anni sostengono governi che non sono da noi presieduti, prima quello di Monti, ora quello di Letta. È un atto di generosità e di grande amore per l'Italia che sarebbe un peccato disperdere». Violante: anche Berlusconi ha diritto di difendersi. «I problemi politici se li risolva il Pdl. Tuttavia, va riconosciuto a Berlusconi il diritto di difendesi come qualunque altro cittadino» dice Luciano Violante (Pd), uno dei saggi di Napolitano. Franceschini: basta ultimatum, no a baratti. «Alle minacce e agli ultimatum - dice il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini - basta rispondere con un principio molto semplice: non si barattano legalità e rispetto delle regole con la durata di un governo. Mai». Zoggia: basta ricatti, responsabilità solo del Pdl. Davide Zoggia, responsabile organizzativo del Pd, che dice no ai "ricatti" e alle "indegne furbizie"». «Bisogna rimettere la realtà con i piedi per terra. Lo dico con chiarezza ai colleghi del Pdl che invito ad assumersi le proprie responsabilità e a smetterla con il tentativo di scaricare sul Pd i problemi che riguardano il loro partito. Il problema di Silvio Berlusconi riguarda il Pdl. È lui che è stato condannato con sentenza definitiva, e per un fatto grave. Ricordo a tutti che l'evasione fiscale è una delle cause principali del debito pubblico, della mancanza di risorse per gli investimenti, della necessità di stringere la cinghia e della pesantezza del prelievo fiscale sugli onesti. Se il Pdl non regge questa situazione e vuol far saltare il governo perché Berlusconi non riesce ad ottenere un salvacondotto che lo metta, a differenza di tutti gli altri italiani, al di sopra della legge, se ne assuma la responsabilità di fronte all'Italia. È il Pdl che deve decidere se ritiene necessario sostenere il governo per far uscire l'Italia dai guai o se non gliene importa nulla degli italiani e dei loro problemi e l'unica cosa che conta è l'interesse personale di Berlusconi, a prescindere da leggi, sentenze, diritto e legalità. È una responsabilità sua. Di conseguenza è inutile che i colleghi del Pdl continuino a chiedere: che farà il Pd? Il Pd sostiene il Governo Letta perchè crede che serva ad affrontare i problemi degli italiani. Quanto a Berlusconi, noi faremo ciò che è giusto fare, con ponderazione, con attenzione, senza pregiudiziali né posizioni preconcette. Ma non vi sono spazi per manovrette, furbizie e accordi indegni per un paese come l'Italia . La nostra decisione è chiara e trasparente. E non accetteremo ricatti».
LEGGO.IT
22.08.2013.
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