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SARDEGNA NEWS Si sveglia in piena notte e c’è un uomo nel suo letto

1 Aprile 2013, 09:13am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it


 

 

 

 

 

 

421449 341488462636967 1517554003 nINSERITO DA MARCELLA SOTGIA SASSARI. L’ultima nottata è stata anche la più movimentata. Dramma sfiorato nel centro di accoglienza di via Duca degli Abruzzi, che nel gennaio scorso il Comune aveva messo a disposizione di cinque associazioni di volontariato cittadine perché offrissero un letto ai clochard sassaresi nelle gelide notti invernali.

L’altra notte nei locali sono intervenute le forze dell’ordine e una équipe del 118. È successo dopo che uno degli ospiti, un cardiopatico che da qualche notte trovava riparo nell’ex distretto militare di Sassari, è stato svegliato di soprassalto da un altro compagno che pare si fosse infilato nel suo letto con intenzioni inequivocabili. L’oggetto delle attenzioni particolari ha reagito scacciando il “visitatore”, ma si è spaventato moltissimo e ha avuto un malore. L’uomo è stato soccorso da una équipe del 118 che lo ha portato al pronto soccorso dell’ospedale Santissima Annunziata.

In via Duca degli Abruzzi è arrivata anche una pattuglia di carabinieri, chiamati dai due volontari che presidiavano il centro per aiutarli ad allontanare il clochard molestatore. L’uomo, un sassarese che da qualche anno ha deciso di vivere in strada, non voleva sentire ragioni e avrebbe anche aggredito fisicamente uno dei volontari, il quale non ha però voluto sporgere denuncia nei suoi confronti. Il movimentato episodio ha seminato agitazione tra gli ospiti che trascorrevano la notte nei locali. La calma è tornata solo dopo le due, quando il protagonista dell’episodio è stato convinto ad andarsene. Non era la prima volta che nel centro di accoglienza si verificavano problemi: qualche scazzottata e parole grosse.

Le associazioni che si sono fatte carico della gestione del dormitorio – Guardian Angel’s, Caritas, volontariato vincenziano, Alfa1 e Casa della fratermna solidarietà – spiegano che turbolenze e scontri sono normali quando metti insieme persone tanto diverse e poco propense ad accettare le regole. E in 61 notti, tante ne sono passate dall’apertura del centro comunale, nei locali ci sono stati oltre novecento pernottamenti. I 35 posti letto (che diventavano 40 nelle nottate più fredde) sono stati occupati da italiani, magrebini, romeni, tossicodipendenti. Uomini senza più una casa e una famiglia. I volontari hanno offerto a tutti la cena (nei giorni feriali venivano preparate dalla Caritas, la domenica e nei giorni festivi dalle vincenziane) e un letto caldo.

L’esperienza comunque è arrivata al capolinea.

Oggi, com’era previsto fin dalla sua apertura, il centro di accoglienza chiude i battenti. Le associazioni restituiranno le chiavi al Comune che destinerà ad altri usi l’ex distretto militare. Non si sa se e quando l’ente locale tornerà ad affrontare il problema della necessità di un centro stabile di accoglienza dei senza tetto. Le richieste di aiuto registrate nei due mesi durante i quali i locali di via Duca degli Abruzzi sono rimasti aperti dimostrano che in città l’emergenza esiste. La buona volontà delle decine di volontari che mettono il proprio tempo libero a disposizione degli emarginati è la risposta concreta di una città capace di accogliere, ma la disponibilità dei singoli non può bastare.

La collaborazione tra il Comune e i sodalizi che si occupano delle fasce sociali più deboli continua, con nuovi progetti e proposte che arrivano da chi conosce bene la situazione. I problemi dei senza tetto non finiscono con l’emergenza freddo, come sanno bene in Comune e nelle sedi delle associazioni di volontariato.

DI DANIELA SCANO FONTE LA NUOVA SARDEGNA

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