SALERNO E PROVINCIA NEWS SALERNO Il Tar respinge il ricorso di Esa Piazza della Libertà resta ferma
INSERITO DA ANGELA CECERE
Al danno del crollo dello scorso anno si è aggiunta anche la beffa del provvedimento giudiziario SALERNO — Se non è un buon momento per la Esa costruzioni non lo è neanche per piazza della Libertà. Al danno del crollo dello scorso anno si è aggiunta anche la beffa del provvedimento giudiziario. Il Tar di Salerno ha infatti respinto l'istanza cautelare presentata dagli amministratori della ditta di Nocera Inferiore contro la risoluzione del contratto disposta dal Comune di Salerno a causa di alcune presunte anomalie relative all'interdittiva antimafia. Il ricorso portava la firma degli avvocati Lorenzo Lentini e Antonio Bifolco che, comunque, non si sono ancora arresi. La questione sarà portata fino al Consiglio di Stato, in attesa poi di ritornare a Salerno per lasciare ai giudici amministrativi di primo grado la decisione nel merito. Per ora, comunque, vale l'ultimo provvedimento e la decisione dei giudici è indirizzata inequivocabilmente a tenere la Esa fuori dall'appalto relativo ai lavori di posa in opera di pavimentazione e di rivestimento della piazza dove il sindaco Vincenzo De Luca ha più volte dichiarato di voler conservare l'urna con le proprie ceneri. È un anno almeno che la ditta di Enrico (consigliere comunale a Nocera Inferiore in area Pd) e Armando Esposito si trova in un vortice giudiziario-amministrativo che sembra non avere fine. Il nome della ditta rimbalza sulle pagine di cronaca quando finisce nelle perquisizioni del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Salerno che indaga sul crac del pastificio Amato. La Esa avrebbe ricevuto oltre mezzo milione per demolire il tetto del vecchio opificio di via Picenza. Gli imprenditori di Nocera finiscono a processo con l'accusa di concorso in bancarotta fraudolenta insieme ad altre 26 persone coinvolte nel crac. Quella del fallimento Amato è solo la prima di una lunga serie di accertamenti trasversali. La finanza torna negli uffici della Esa per acquisire documenti relativi ai rapporti economici e contrattuali con il Comune di Salerno. L'amministrazione De Luca aveva infatti deliberato un aumento di spesa, di circa 7 milioni, a favore della ditta per lavori "imprevisti". Ma nonostante ciò nessuna frizione con Palazzo di Città era emersa: la Esa continuava a lavorare nel cantiere. Lavorava in una piccola parte del cantiere, perché frattanto il settore 2 era crollato e allora la procura aveva aperto una terza indagine che ha portato al "sequestro" della piazza, all'iscrizione di nove persone nel registro degli indagati e a un rimbalzo di responsabilità per il cedimento. È stata necessaria l'interdittiva antimafia della Prefettura e un presunto collegamento tra la ditta e Ciro Barba (assolto dall'accusa di camorra) per rompere definitivamente i rapporti con il Comune. Angela Cappetta
CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
20.07.2013.
/image%2F1394276%2F20210111%2Fob_9cffcd_1.jpg)