SALERNO E PROVINCIA NEWS SALERNO De Luca anti-lucciole: multe agli utilizzatori finali»
INSERITO DA ANGELA CECERE
Il pugno duro con i clienti delle squillo per combattere il fenomeno. Nel 2008 lo scontro del primo cittadino con una prostituta che gli strappò gli occhiali SALERNO — Il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca torna all'attacco della prostituzione: cinque anni dopo l'ordinanza con cui stabiliva «misure atte a contrastare il fenomeno del meretricio su strada pubblica» e un paio d'occhiali rotti in un faccia a faccia con una donnina tuttaltro che allegra e dalla mano pesante, De Luca rincara la dose e sposta la sua attenzione «sanzionatoria» sugli utilizzatori finali. Oltre duemila verbali di violazione amministrativa dal 2008 ad oggi non sono riusciti a scoraggiare «tale incresciosa usanza». Anzi negli ultimi mesi si è registrata una recrudescenza di quello che lo stesso De Luca definisce «un messaggio pubblico diseducativo perchè offre un'immagine alterata delle relazioni personali e di annullamento della dignità e libertà dell'essere umano». Ne fa fede il report quotidiano dei vigili urbani che ogni giorno, anzi ogni notte, sanzionano con 500 euro di multa dalle tre alle dieci prostitute con relativi clienti perlopiù nell'area adiacente allo stadio Arechi. LA NUOVA ORDINANZA - La nuova ordinanza aggiorna e adegua la precedente «all'insorgenza di fenomeni criminosi, al fine di proseguire con nuovi e più efficaci strumenti il lavoro di salvaguardia della sicurezza urbana, l'igiene e l'incolumità pubblica nonchè il decoro urbano». Al punto 1 il sindaco ordina: «é vietato in tutto il territorio comunale negoziare, concordare prestazioni sessuali a pagamento ovvero comunque esercitare l'attività del meretricio». Meno male che il riferimento alla prostituzione su strada è contenuto nell'oggetto dell'ordinanza altrimenti si potrebbe immaginare un giro di vite anche su case e luoghi chiusi. Ma andiamo avanti, al punto 2 si stabilisce che è vietato «intrattenersi con soggetti che esercitano l'attività di meretricio su strada o che per l'atteggiamento, per l'abbigliamento ovvero per le modalità comportamentali manifestano comunque l'intenzione di esercitare l'attività consistente in prestazioni sessuali». Qui si apre un problema degno di giurisprudenza: come si fa a stabilire le «modalità comportamentali» che distinguono un'addetta alla manutenzione maschile da una qualsiasi signora di buona famiglia? E poi il nodo abbigliamento sul quale è inciampato di recente anche il regolamento di polizia urbana del comune di Capaccio/Paestum quando all'art.8 scrive: «In tutto il territorio comunale è vietato assumere atteggiamenti, modalità, tipo di vestiario o comportamenti che manifestino inequivocabilmente l'intenzione di adescare o esercitare l'attività di meretricio». I COMPORTAMENTI - Ma chi stabilisce l'inequivocabilità dei comportamenti? Una specifica commissione? Un garante? Al punto 3 dell'ordinanza deluchiana brutte notizie per le bande di teen-ager che cercano di soddisfare i primi impulsi sessuali facendo il cosiddetto puttan-tour: «se l'interessato è a bordo di un veicolo la violazione si concretizza anche con la semplice fermata al fine di contattare il soggetto dedito alla prostituzione. Consentire la salita sul proprio veicolo di uno o più soggetti come sopra identificati costituisce palese violazione della presente ordinanza». Dopo aver definito l'importo della sanzione amministrativa pecuniaria in 500 euro («con facoltà per il trasgressore di estinguere l'illecito mediante il pagamento di detta somma») l'ordinanza si produce in un altro imbarazzante passaggio al punto 6: «resta salva la possibilità per gli organi accertatori di procedere al sequestro cautelare delle cose che servirono o furono destinate a commettere la violazione o che ne sono il prodotto». Il pensiero corre subito all'automobile. Ma anche il profilattico...
CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
21.05.2013.
/image%2F1394276%2F20210111%2Fob_9cffcd_1.jpg)