SALERNO E PROVINCIA NEWS In cella per due omicidi, scrive al Mattino «Sciopero della fame: voglio studiare»
INSERITO DA DANIELA RITA CAIRA Salerno. Finora ha trascorso metà della sua vita in carcere. E dietro le sbarre dovrà restare fino al 2026 grazie ai giudici della Corte d’Assise dell’Appello di Salerno che hanno ridimensionato la pena di primo grado, l’ergastolo. Francesco Annunziata, meglio noto negli ambienti criminali di Pagani come «Nellino megalomen», ha solo 37 anni. Fu fermato nel 2001 perché accusato di aver fatto parte del commando impiegato negli omicidi De Prisco e Padovano. Dietro le sbarre di una cella dell’istituto penitenziario di Catanzaro, Francesco «megalomen» ha avuto l’illuminazione e ha deciso di cambiare radicalmente la sua vita. Ha deciso di studiare e, dopo essere diventato geometra, si è iscritto all’Università Magna Graecia di Catanzaro, facoltà di Ingegneria informatica e biomedica. Da giorni è in sciopero della fame per rivendicare il diritto all’istruzione. Lo fa con una lettera inviata alla redazione de Il Mattino. «Dato che non è possibile seguire le lezioni universitarie - scrive Francesco Annunziata - avevo chiesto di essere autorizzato a frequentare le lezioni della scuola per geometri in qualità di uditore, figura prevista negli anni passati. La motivazione è l’attinenza delle materie universitarie con quelle del geometra. Non è difficile comprendere che il confronto e l’aiuto di un professore può fare la differenza quando non si ha la possibilità materiale di seguire le lezioni. La mia richiesta è stata respinta asserendo che la figura dell’uditore è prevista solo per la scuola dell’obbligo». Annunziata però scrive ancora: «In questo modo si contravviene a tutte le direttive del Dap (Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, ndr) che invita al reinserimento del recluso attraverso lo studio. Devo ammettere che, benché la decisione ufficialmente provenga dalla direzione, ho la netta sensazione che dipende più dall’ignoranza di qualche figura dirigenziale. È proprio per questo che ho iniziato lo sciopero della fame, per protestare, per far venire alla luce una situazione a dir poco vergognosa. Un detenuto costretto a fare lo sciopero della fame perché vuole andare a scuola».
DI PETRONELLA CARILLO IL MATTINO.IT
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