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SALERNO E PROVINCIA NEWS Arrestato monsignor Scarano È accusato di corruzione

29 Giugno 2013, 14:15pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Un alto prelato spregiudicato e capace di movimentare ingenti somme di danaro, un broker finanziario con buone entrature in Svizzera ed uno 007 in grado di evitare controlli. Difficile mettere insieme un cocktail migliore per garantire il rientro in Italia 20 milioni di euro, quasi certamente frutto di evasione fiscale, appartenenti alla famiglia degli armatori D’Amico. Ma per monsignor Nunzio Scarano, salernitano ed ex responsabile del servizio di contabilità analitica dell’Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica (Apsa), l’organismo che gestisce i beni della Santa Sede, Giovanni Maria Zito, ex sottufficiale dei Carabinieri già distaccato all’Aisi, e Giovanni Carienzo, operatore finanziario di Pompei operante alle Canarie ed in terra elvetica, qualcosa non ha funzionato.
 
Gli investigatori del nucleo valutario della Guardia di Finanza erano sulle loro tracce, poi le intercettazioni hanno fatto il resto. Ora sono tutti in carcere per concorso in corruzione e, per il solo Scarano, calunnia. Il gip Barbara Callari ha accolto interamente le richieste del procuratore aggiunto Nello Rossi e dei sostituti Stefano Rocco Fava e Stefano Pesci per fatti avvenuti circa un anno fa. Si tratta di un segmento di una delle inchieste più delicate della procura di Roma: quella delle presunte attività di riciclaggio subordinate ad alcune operazioni su conti dello Ior, la banca del Vaticano. Il rientro dei soldi in Italia prevedeva una dispendiosa operazione finalizzata ad eludere i controlli doganali.
 
Dalle indagini è emerso che Carenzio, indagato per truffa e appropriazione indebita alle Canarie, era il fiduciario che custodiva il danaro per conto dei D’Amico. Per far rientrare l’ingente somma, inizialmente individuata in 40 milioni e poi ridotta a 20, Scarano, già coinvolto in un’inchiesta a Salerno, e Carenzio, conosciutisi nell’ambito dell’attività dell’Ordine Costantiniano, decisero di sfruttare le potenzialità di Zito per evitare i controlli. Quest’ultimo, dietro la promessa di un altissimo compenso, noleggiò, in giorni nei quali figurava assente dal servizio per malattia, un aereo privato con pilota, atterrando a Locarno. Qui l’aereo, sostò alcuni giorni in attesa del ritiro del danaro.
 
Il deteriorarsi dei rapporti tra i soggetti coinvolti, in particolare le manovre di ostacolo di Carienzo, fecero naufragare un’operazione di rientro dei capitali che prevedeva il trasporto dei soldi nell’abitazione romana di Scarano con scorta armata. Zito pretese comunque il suo compenso, e da qui il reato di corruzione per tutti e tre i protagonisti della vicenda. Un primo assegno di Scarano di 400 mila euro fu regolarmente incassato, poi un secondo di 200mila euro fu bloccato dal prelato con una falsa denuncia di smarrimento dell’assegno stesso. Quest’ultima circostanza ha fatto scattare l’accusa di calunnia per il monsignore.
 
Allo stesso tempo alcuni esponenti della famiglia salernitana D’Amico sono finiti nel registro degli indagati per evasione fiscale ed accertamenti sulle risorse patrimoniali di Scarano, con rogatorie all’orizzonte, sono state avviate dalla procura. Immediate le reazioni dal Vaticano. Lo Ior, nell’avviare un’indagine interna, ha dichiarato di essere «impegnato nella cooperazione con le autorità competenti», mentre padre Federico Lombardi, portavoce Vaticano, ha detto che la Santa Sede «non ha ancora ricevuto alcuna richiesta sulla questione dalle competenti autorità italiane».

I D'Amico: "Estranei, chiariremo tutto ai giudici". Gli armatori Paolo, Cesare e Maurizio D’Amico si dichiarano estranei alla vicenda che ha portato in carcere monsignor Scarano e pronti a fornire ogni chiarimento all’autorità giudiziaria. I tre armatori lo affermano in un comunicato diffuso questa sera. «In relazione alle notizie apparse sulla stampa in data 28 giugno 2013 - affermano gli armatori D’Amico - relative alla presunta esportazione illecita di valuta ed al successivo tentativo di reimportazione della somma di 20.000.000, attraverso l’interposizione dei sig.ri Nunzio Scarano e Giovanni Carenzio, precisiamo di essere totalmente estranei a tali fatti in ordine ai quali forniremo ogni chiarimento all’autorità giudiziaria». 

Ior: i due conti di Scarano. Lo Ior intanto, dove si è appreso che Scarano ha due conti, di cui uno a titolo personale come dipendente vaticano, fa sapere tramite un portavoce di aver avviato «un’inchiesta interna, in linea con la politica di tolleranza zero promossa dal presidente Ernest Von Freyberg». Sotto esame con ogni probabilità le movimentazioni dei conti di Scarano, visto che le accuse collegate all’arresto ipotizzano i reati di «corruzione, truffa e calunnia», e la «banca vaticana» ha interesse a verificare che i suoi conti non siano stati usati per scopi illeciti. Il Papa, che due giorni fa ha istituito una commissione per studiare la riforma dello Ior, è presumibilmente informato da tempo della sospensione di mons. Scarano dall’Apsa, ed è molto probabile che oggi sia stato informato dell’arresto.

Summit con Papa Francesco. Tra l’altro papa Francesco ha ricevuto in mattinata per una udienza già in tabella, Carl Anderson, della organizzazione statunitense dei Cavalieri di Colombo, che è anche membro del consiglio di sovrintendenza dello Ior, il «board» di laici a cui compete la supervisione sulle attività dell’Istituto per le Opere di Religione. La commissione per lo Ior è stata istituita da papa Bergoglio «seguendo l’invito del nostro predecessore Benedetto XVI - ha scritto il nuovo papa - di consentire ai principi del Vangelo di permeare anche le attività di natura economica e finanziaria». Portare a compimento la trasparenza finanziaria della Santa Sede, importante riforma cominciata da papa Ratzinger, è uno dei lasciti del papa emerito al successore, che l’ha messa con certezza tra le prime questioni del pontificato. 

Procura Roma chiama Procura di Salerno. Come anticipato da "la Città" nei giorni scorsi, dagli accertamenti è emerso che l’alto prelato, il quale prima di prendere i voti è stato un funzionario della Deutsche Bank, è titolare di due conti correnti presso lo Ior. Uno è personale l’altro, denominato "fondo anziani", raccoglie le donazioni. A determinare gli accertamenti patrimoniali su Scarano è anche la ’disinvolturà con la quale movimenterebbe ingenti somme di danaro. In un caso l’alto prelato ha prelevato 560mila euro in contanti e dopo averli portati a Salerno li ha distribuiti tra una quarantina di fiduciari. Dagli stessi fiduciari Scarano si è fatto consegnare assegni di pari importo e li ha riversati in banca sotto forma di donazioni. Un espediente poco chiaro sul quale gli inquirenti vogliono ora fare luce. Ed in questa attività i magistrati sono in contatto anche con i colleghi di Salerno che a loro volta indagano su Scarano.

La Curia di Salerno: "Vicinanza". Dall'Arcidiocesi di Salerno, di cui è arcivescovo monsignor Luigi Moretti, è stata diramata una nota in cui si esprime "piena fiducia nella magistratura riguardo la dolorosa vicenda di Monsignor Nunzio Scarano" a cui "va la vicinanza dell’Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno".

L'indagine della Procura di Salerno. Scarano, tra l’altro, è coinvolto a Salerno in un’altra indagine per riciclaggio: è indagato con altre 56 persone che gli avrebbero consegnato assegni per 560mila euro ricevedone l’equivalente in contanti.

FONTE LA CITTA

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