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SALERNO E PROVINCIA NEWS PRIMO MAGGIO Ma per 327mila salernitani il lavoro resta un miraggio

1 Maggio 2013, 08:30am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

SALERNO. È un Primo maggio dai due volti, quello che si celebra oggi in provincia di Salerno. Se da una parte c’è da registrare la ritrovata unità tra Cgil, Cisl e Uil (lo scorso anno, in clima di forte contrapposizione, ciascuno festeggiò separatamente, ndc), dall’altra c’è l’amarezza perché non sarà la festa “dei lavoratori”, ma sarà un momento di riflessione rivolto a chi un lavoro fatica a trovarlo o, peggio, lo ha perso. Nel 2012, secondo i dati Istat, i disoccupati nella fascia d’età tra i 15 e i 64 anni sono stati 327mila, ovvero il 43 per cento degli inoccupati di tutta la regione. I dati dell’Istituto di statistica nazionale rivelano, ancora una volta, che ad essere penalizzate sono sempre le donne (213mila quelle senza lavoro, pari al 56,8 percento), che sono il doppio rispetto agli uomini, che rappresentano il 30 per cento dei senza lavoro, pari a circa 113mila unità.

Ed è un esercito anche quello rappresentato da coloro che il lavoro lo cercano e, spesso, non lo trovano. Anche qui è la fascia maschile a farla, tristemente, da padrone: 39mila contro le 35mila donne. Giovani e meno giovani che devono barcamenarsi tra un lavoro che, nella maggior parte dei casi, è offerto con contratti atipici. «In Italia – ha spiegato Anselmo Botte, segretario confederale della Cgil – sono ben 48 le forme contrattuali». Una vera e propria giungla.

«Il 6 maggio – hanno annunciato ieri i tre segretari provinciali, nel corso di una conferenza stampa nella sede della Cgil, in via Manzo – ci riuniremo per studiare una piattaforma congiunta di interventi da sottoporre ad imprese ed enti». Si comincerà dalle fasce più deboli, rappresentate da pensionati e giovani. «Per guardare al futuro – ha detto Gerardo Pirone, segretario provinciale della Uil – si deve necessariamente tenere conto del passato». E se il segretario provinciale della Cgil Franco Petraglia si è dimostrato scettico verso il nuovo Governo, dal numero uno della Uil è arrivato un commento positivo al discorso programmatico pronunciato dal premier Letta alla Camera. «Dalla politica – ha detto – sembra arrivare un messaggio di speranza. Ci auguriamo che non sia solo un’enunciazione ma che si arrivi presto ai fatti».

Tra le prime proposte concrete, c’è da registrare quella avanzata dal segretario provinciale della Cisl, MatteoBuono, che chiede la riduzione della tassazione «per favorire le piccole e medie imprese e anche una diminuzione del costo del lavoro». «La festa del Primo maggio – ha evidenziato – è ormai dedicata a chi un lavoro non ce l’ha. Per questo da tutti noi arriverà un richiamo forte alle istituzioni affinché si assumano le proprie responsabilità rispetto ad una crisi che continua a colpire solo chi è più debole».

FONTE di Mattia A. Carpinelli LA CITTA

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