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RAVELLO SCALA NEWS RAVELLO FESTIVAL , CONTE :QUATTRO MILIONI DI EURO PER CONCERTI GIÀ A PAGAMENTO IN UN PAESE RICCO NON HA SENSO

1 Agosto 2013, 09:44am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Carmelo Conte

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Carmelo Conte ex Ministro delle aree urbane , potente politico di Salerno Eboli, ora presidente della Fondazione Alario ad Ascea nel Cilento, attacca con un editoriale su La Città, la politica della Regione Campania di finanziamenti per la cultura napolicentrica e a due paesi Giffoni , visto come esempio positivo, e Ravello in Costiera amalfitana, visto come esempio negativo..

Il qualcosismo, è la cultura della miseria

 Le polemiche sulla delibera con la quale la Giunta Regionale ha distribuito 60milioni, di cui 51 a Napoli, per promuovere la cultura campana non possono essere archiviate come un temporale di mezza estate, solo perché, a seguito della protesta di alcuni consiglieri regionali, è stato aggiunto alla lista dei beneficiari (un milione) anche il teatro Verdi di Salerno. Anzi, il codicillo integrativo conferma quanto il provvedimento non rifletta una visione organica né convincimenti ideologici, ma rivendicazioni e pressioni particolari. Ormai, anche per la cultura, come per la sanità e la spedalità, la formazione e la ricerca, il turismo e l'agricoltura, alla deprecata discrezionalità politica, che aveva limiti ma anche capacità di bilanciamento quantitativo e qualitativo, è subentrata quella a sfondo consociativo. Un groviglio d'interessi patrocinati da esponenti dei partiti maggiori che ora, come ai tempi del compromesso storico, replicano in sede locale, pur vigendo alleanze alternative, con forme di collaborazione improprie: larghe intese in salsa partenopea che, riducendo il dibattito politico a mere trattative, danneggiano, in particolare, il Pd in quanto partito di opposizione. Un paradigma comportamentale che questa volta si è manifestato, senza la pur minima motivazione, in tutta la sua negatività formale e sostanziale. Infatti, spente le luci del pretenzioso annunzio, fatto lunedì scorso, di volere supportare le forze creative del mondo campano, il piano d'interventi si è scoperto per quello che è: una spartizione di fondi in palese contrasto anche con la motivazione data dalla Commissione Europea che nel concedere il finanziamento aveva sottolineato l'esigenza di utilizzarlo per indurre i sistemi produttivi locali a dialogare e competere sul piano internazionale per attrarre capitali, investimenti e consumi turistici. La Giunta regionale, insensibile a tale richiamo, ha, di fatto, riservato a se stessa la gestione di gran parte dei fondi (quelli ricadenti in area napoletana), come dimostrano i sedici milioni assegnati al "Forum delle Culture 2013"e i tredici destinati alla "Fondazione Campania dei Festival", presieduta dall'assessore all'istruzione Miraglia. Con buona pace per la cultura, intesa come ricerca, diffusione di valori ambientali e di saperi , che presuppone il coinvolgimento del protagonismo sociale e il perseguimento di obiettivi finalizzati allo sviluppo intellettuale e materiale. Invero, gli interventi proposti, a parte quelli riferiti ai teatri che, peraltro, dovrebbero avere anche canali di finanziamento diversi, sostengono iniziative disorganiche che non promuovono la "memoria", né la ricerca del futuro per sperimentare nuove forme espressive. Non sono, cioè, funzionali a un progetto come lo è, ad esempio, il Festival di Giffoni, una delle scelte condivisibili della delibera in questione, laddove i protagonisti della manifestazione sono giovani giurati, provenienti da ogni parte del mondo, che visionano e discutono i film con registi, autori, interpreti e personaggi della cultura: rete creativa che dà e riceve visibilità a livello nazionale e internazionale. Un riferimento positivo rispetto al quale rimbalza, in senso contrario, con il rischio di un declassamento, la prestigiosa "Fondazione Ravello", che opera in un luogo incantevole e meta di turisti che pagano mille euro al giorno per la loro permanenza. Il che dovrebbe far riflettere su che senso abbia spendere quattro milioni per assicurare a tanto facoltosi signori spettacoli di valore, a biglietto calmierato (40 euro) e non destinarli, invece, alla stessa Ravello per più congrue finalità. Anche per evitare di promuovere una sorte di "cultura della ricchezza" a fronte di una"cultura della miseria", quella affidata alle cure dell' E. P. T. che è chiamato a ripartire il modesto contributo annuo (200mila euro) che riceve dalla Regione tra Pro loco, associazioni e comuni. In conclusione, il dualismo che mette in antitesi Napoli con il resto della regione non è imputabile a Napoli che, per ragioni diverse, ne soffre al pari delle altre province. La responsabilità maggiore è della classe dirigente che, non potendo esercitare il suo ruolo in alto, cerca di farsi valere sul pezzo locale, rilanciando la mai doma politica del qualcosismo.

POSITANONEWS

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