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PUGLIA E CALABRIA NEWS FOGGIA Assistenza gli anziani, interviene anche Mongelli

27 Agosto 2013, 10:42am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Il primo cittadino: pronti a recuperare le risorse Il nuovo bando modifica l'attuale servizio FOGGIA - Vedremo di recuperare nel piano sociale di zona le risorse per non interrompere l’assistenza sociale agli anziani e per continuare a garantire un servizio punto di forza delle nostre politiche sociali». Il sindaco, Gianni Mongelli prende posizione sulla vicenda, sollevata dal Corriere del mezzogiorno, che coinvolge decine di anziani e 33 operatori che dal primo ottobre vedranno scombussolate le proprie vite. Il nuovo bando per l’assistenza domiciliare integrata (ADI) scaduto il 16 agosto e le cui offerte saranno valutate domani dalla commissione, manda a casa l’attuale assistenza sociale domiciliare (SAD). Saranno privilegiati gli interventi socio-sanitari ai malati terminali e agli anziani con gravissime patologie. Le operatrici della CSS che da anni aiutano gli anziani a casa nella vita quotidiana, non potranno essere assorbite dalla società o cooperativa che assumerà il servizio in quanto sono richieste figure professionali con titoli specifici. Ieri il sindaco ha incontrato i consiglieri comunali di maggioranza del Mep, Claudio Sottile e Paolo De Vito che avevano sollevato la questione.«Va benissimo se facciamo partire l’assistenza integrata, ma non tornando indietro e lasciando per strada quei nostri concittadini che in questi anni abbiamo aiutato nella vita quotidiana. Molti anziani sono preoccupati e disorientati, nessuno gli spiega cosa accadrà - afferma Claudio Sottile - il Comune deve dialogare da pari a pari con la Asl e non andare a rimorchio o fare da tappabuchi». Scende in campo anche l’assessore alle Politiche sociali, Pasquale Pellegrino: «Gli anziani coinvolti nell’assistenza sociale domiciliare attualmente sono 191 e non 300, la necessità di integrazione con l’assistenza sanitaria nasce dalla complessità della domanda di salute». Al di là dei numeri (300 era una cifra resa nota un anno e mezzo fa dallo stesso assessorato), l’assessore alle Politiche sociali conferma che l’assistenza cambia pelle. C’è anche un taglio del personale coinvolto: non più 33 ma 14. Meno operatori, meno anziani potranno essere aiutati. Sul fronte occupazionale i sindacati hanno ottenuto una riunione in prefettura il 2 settembre. Si tratta di personale, tutto femminile, assunto dalla Css per questo tipo di assistenza che non troverà una ricollocazione. Mentre su questo fronte l’assessore non commenta, per quel che riguarda gli anziani aggiunge: «Sarà salvaguardata la continuità assistenziale degli utenti già in carico ad servizio SAD sino al completamento o modifica del Piano Assistenziale Individuale». Ma quanti sono gli anziani ai quali sarà garantita l’assistenza? Quanti di quelli già in carico all’assessorato rientreranno? Quanti resteranno senza più alcun aiuto? Questo l’assessore non lo chiarisce. Il bando è chiaro: sono privilegiati i malati terminali e gli anziani con gravissime patologie. «Sono convinto che il nuovo tipo di assistenza deve essere un’evoluzione del servizio che già stiamo garantendo - spiega Mongelli - intendo parlare con l’assessore Pellegrino affinchè nel piano sociale di zona possano essere recuperare quelle risorse per l’Adi ma per mantenere in piedi anche l’altro tipo di assistenza. Sarebbe assurdo non perseguire questa strada»

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

27.08.2013.

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