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PUGLIA CALABRIA NEWS TARANTO Usb: «Pronti a occupare la fabbrica» Dal governo: produzione Ilva garantita

27 Maggio 2013, 11:57am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/05/27/ilva_uno--180x140.jpg?v=20130527100227

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Il sindacato di base si scaglia contro le altre organizzazioni: non hanno interpellato i lavoratori TARANTO - «Se la produzione è garantita e lo stabilimento non viene toccato dal provvedimento di sequestro, come scritto dal gip, perché si dimette il Cda dell'Ilva?». È la domanda che si pone l'Usb (Unione sindacale di base) di Taranto commentando le ultime vicende dello stabilimento siderurgico e annunciando che «se sarà necessario» l'organizzazione sindacale è pronta ad occupare la fabbrica. «Abbiamo ripetuto sino alla nausea - è spiegato in una nota - che la soluzione migliore era quella dell'esproprio, della nazionalizzazione e non degli ammortizzatori sociali e dei contratti di solidarietà. Invece altri hanno supinamente firmato, assecondato, tradito il loro mandato e i lavoratori, senza nemmeno consultarli». DAL GOVERNO - «Il governo non lascerà soli i lavoratori dell'Ilva». Lo ha assicurato il sottosegretario allo Sviluppo economico, Claudio De Vincenti, precisando che «è interesse nazionale garantire la continuità produttiva» degli stabilimenti Ilva. IL RAGGIRO - L'Usb fa rilevare che la legge 231 è servita ai proprietari del Siderurgico «solo per prendere tempo e trasferire il denaro nelle isole felici. Il governo ha garantito per i Riva e ora si prenda tutte le responsabilità, ma dialoghi con i lavoratori per stabilire regole certe». Se dovesse essere necessario «occupare lo stabilimento - sottolinea il sindacato di base - lo faremo; questa volta però non lo lasciamo più». Oltre alla nazionalizzazione, l'Usb chiede al governo di «affrontare l'emergenza sanitaria tarantina», di «avviare bonifiche e risanamento ambientale», di salvaguardare l'occupazione dei dipendenti diretti e dell'indotto. «E nessuno - conclude la nota - ci dica che non ci sono soldi. Sono disponibili, dopo i sequestri, 9,3 miliardi di euro». TAJANI - «Chiedo che prima di prendere qualsiasi decisione irrevocabile sull'Ilva si attenda il piano della Commissione», che sarà approvato l'11 giugno, per «scongiurare la chiusura degli impianti e la perdita del posto di lavoro per migliaia di persone». È l'appello lanciato dal vicepresidente della Commissione europea, Antonio Tajani, da Ventotene, dove si trova per una manifestazione sull'Anno europeo dei cittadini. «Sarebbe un errore gravissimo deindustrializzare l'Europa e l'Italia» perché «per uscire dalla crisi occorre una reindustrializzazione», ha spiegato Tajani ribadendo di essere d'accordo con il presidente del Consiglio Enrico Letta sulla necessità che il 20% del Pil dell'Ue sia frutto del settore manifatturiero entro il 2020. «Rimango a disposizione del governo italiano per dare un contributo alla soluzione» della vicenda Ilva, ha detto ancora Tajani precisando che il piano per l'acciaio - che non è solo per il l'Ilva - è in corso di elaborazione e rappresenta un «messaggio forte dell'Europa che crede nell'acciaio». Ma il vicepresidente della Commissione europea ci tiene a completare il quadro che ponendo il problema del costo dell'energia, «che in Europa è eccessivo e va quindi ridotto».

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

27.05.2013.

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