PUGLIA CALABRIA NEWS LECCE Paziente contro i medici Caos e paura a Psichiatria
INSERITO DA ANGELA CECERE
Bloccato con un coltello dopo la collutazione Tarricone: «Rischiata la vita come è successo a Bari» LECCE — Ci poteva scappare il morto mercoledì scorso nel reparto di Psichiatria dell’ospedale «Santa Caterina Novella» di Galatina, dove, intorno alle due del pomeriggio, un paziente di circa 30 anni giunto da Putignano in regime Trattamento sanitario obbligatorio, ha estratto dalla tasca un coltello a serramanico brandendolo minacciosamente davanti ai presenti. Una scena che ha fatto raggelare il sangue nelle vene di medici e infermieri consapevoli che dinanzi ai loro occhi si stava materializzando un’insidia assai simile a quella costata la vita alla psichiatra Paola Labriola, uccisa da un suo paziente il 4 settembre scorso nel Centro di salute mentale del rione Libertà, a Bari. Il coraggio non è mancato agli operatori sanitari galatinesi che, in sette, hanno cercato di immobilizzare l’uomo riuscendoci al termine di una prolungata colluttazione, durante la quale l’energumeno ha riportato una ferita da taglio a un piede. Secondo la relazione stilata dal direttore del reparto, Lucio Tarricone, il paziente, accompagnato da due vigili urbani del Comune di Noci e da un’infermiera del Centro di salute mentale di Putignano, si sarebbe ferito nel tentativo di sfuggire alla presa degli operatori. Ma ciò che è accaduto l’altro ieri poteva avere un epilogo ben più drammatico, a sentire il primario. «La disgrazie l’abbiamo sfiorata: qualcuno poteva lasciarci la pelle», scandisce con tono cupo il dottor Tarricone. «Il pensiero è andato alla collega Paola Labriola - confida il medico - perché anche noi, qui a Galatina, siamo esposti al rischio della vita. Il paziente non era stato trattato farmacologicamente dai colleghi baresi e stranamente aveva in tasca il coltello, anche se a noi hanno detto che i carabinieri lo avrebbero perquisito. Il personale è stato coraggioso e a tutti va fatto un plauso: se non è successo niente è merito degli infermieri». Una relazione dettagliata sull’accaduto è stata inoltrata ai massimi dirigenti dell’Asl leccese «perché, se dovesse accadere in futuro qualche tragedia, nessuno possa dire di non sapere», si sfoga Tarricone. E aggiunge: «Noi siamo sotto organico e privi di tutele. Si sappia come stanno le cose: come si fa a controllare 15 pazienti, quanti il reparto ne può contenere, con due soli infermieri per turno? Su 24 operatori dell’area infermieristica, dieci godono dei benefici della legge 104. Ciò vuol dire che si possono assentare, com’è loro diritto, ma significa anche che si va in sofferenza. Spesso siamo in difficoltà quando arrivano pazienti in eccitamento maniacale o con altri disturbi psichiatrici». Il direttore medico dell’ospedale di Galatina, Giuseppe De Maria, in attesa della relazione sul fatto, getta acqua sul fuoco: «Abbiamo problemi ben più seri. Reazioni pericolose dei pazienti avvengono di rado, e comunque l’ospedale è presidiato dalla vigilanza armata». Valdo Mellone, direttore generale dell’Asl, ha incontrato i sanitari di Galatina. «Fatti così gravi riaccendono l’attenzione sul problema della sicurezza degli operatori e mettono in luce come si possa alcune volte contribuire a prevenire e meglio gestire situazioni di scompenso psicotico grave». Antonio Della Rocca
CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
27.09.2013
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