PUGLIA CALABRIA NEWS Ilva, ministro Clini a Taranto sit-in operai davanti alla fabbrica
INSERITO DA ANGELA CECERE
"Sono qui per confermare il diritto alla salute e al lavoro" Iniziata la riunione nello stabilimento siderurgico TARANTO - «Sono a Taranto per confermare che la difesa del diritto alla salute e al lavoro è la priorità costituzionale che ha sempre orientato il governo e perciò sono a Taranto per le migliaia di lavoratori pugliesi, liguri, lombardi, del Piemonte del ciclo della siderurgia italiana che non possono essere lasciati in una situazione di incertezza». Lo ha detto il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, a margine della riunione all'Ilva di Taranto alla quale partecipano il sottosegretario alla Sviluppo economico Claudio De Vincenti, il garante per l'attuazione del'Aia Vitaliano Esposito, il commissario per il risanamento ambientale dell'area di Taranto Alfio Pini, e il presidente del siderurgico Bruno Ferrante. «Sono a Taranto per verificare lo stato di attuazione e gli impegni per il risanamento ambientale dello stabilimento e per il recupero della qualità ambientale del territorio, compromesso da oltre 60 anni di attività industriali che per molti decenni sono state sviluppate senza considerare la priorità della protezione dell'ambiente e della salute» ha aggiunto ancora il ministro. LA PROTESTA - Un gruppo di operai dell'Ilva sta tenendo un sit-in davanti alla portineria A dello stabilimento di Taranto in attesa della visita del ministro dell'Ambiente Corrado Clini, del garante dell'Aia e del Commissario per le bonifiche. L'iniziativa, firmata dagli operai Ilva in assemblea è stata organizzata dall'Usb e dai lavoratori del reparto Mof (Movimento ferroviario), dove il 30 ottobre scorso è morto in un incidente sul lavoro l'operaio Claudio Marsella. Già da ieri sera erano stati distribuiti volantini davanti alle portinerie, attraverso i quali i promotori del sit-in invitavano i colleghi a raggiungere la direzione «per far sentire - si legge - la nostra voce in merito agli ultimi avvenimenti che continuano a fornire alla classe operaia nessuna certezza su lavoro, salute, reddito e ambiente». Per il coordinatore dell'Usb di Taranto Francesco Rizzo «i provvedimenti del governo fino a questo momento hanno tutelato solo l'azienda. Il sequestro dei prodotti finiti è solo un alibi per non investire le risorse necessarie».
FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
23 GENNAIO 2013
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