PUGLIA CALABRIA NEWS I giapponesi (e non solo) in Puglia Alenia intensifica per il nuovo Atr
INSERITO DA ANGELA CECERE
Cento milioni per Nec, Alenia, Porsche e Chemtex I nipponici puntano a dispositivi per le rinnovabili BARI - Non solo crisi, chiusure d’azienda e licenziamenti. Sebbene la Puglia in undici mesi abbia già collezionato — tra straordinaria e in deroga — il pagamento di 40,7 milioni di ore di cassa integrazione (in tutto il 2011 le ore liquidate furono 30,2 milioni), esistono realtà produttive disposte a investire. Si tratta di multinazionali altamente innovative che, utilizzando gli incentivi regionali previsti dai contratti di programma, sono pronte a entrare nel sistema produttivo locale. La dotazione finanziaria già disponibile è pari a 100 milioni (200 milioni sono già stati spesi per interventi di un valore complessivo da 750 milioni) che apre le porte ai big dell’innovazione: da Nec ad Alenia Aermacchi; da Porsche a Chemtex. Così, in Puglia sono già sbarcati i tecnici della multinazionale nipponica Nec (con sede a Minato-ku) specializzata in comunicazione, servizi di information technology (It), infrastrutture sociali ed energia. L’intervento «pugliese» è legato proprio a quest’ultimo comparto. Il gruppo giapponese, infatti, vorrebbe realizzare un mega impianto per accumulatori destinati alle energie rinnovabili come eolico e fotovoltaico (immagazzinano la produzione che non è immessa e consumata nelle rete nazionale). I dispositivi possono contare su un mercato ampio visto che la stessa Regione Puglia ha previsto un iter autorizzativo più snello per i parchi che utilizzano gli accumulatori. Nei prossimi giorni i manager dovrebbero presentare la domanda per accedere alle agevolazioni tenendo presente che, per esigenze tecniche, c’è la necessità di poter disporre di rete ferroviaria e porto. In dirittura d’arrivo, e sempre nel settore dell’energia, è il contratto con la Chemtex, multinazionale statutitense che punta sulla «chimica verde». Sarà realizzato un primo progetto pilota, dal valore di 20-25 milioni, per la realizzazione di biocarburanti con il riutilizzo dei residui della trebbiatura e della potatura. Ma in programma c’è un secondo step. Ovvero un investimento da 200-250 milioni per l’ampliamento dell’attività in presenza di una crescita di mercato e feeling con il territorio. Altro versante del futuro è quello dell’aviazione civile. Anche in questo caso si parla di Puglia. In particolare, le attenzioni del mercato mondiale sono rivolte al nuovo modello Atr (velivolo a turboelica per il trasporto regionale) della joint venture paritetica tra l’Alenia Aermacchi e la francese Eads. Il piano è solo sulla carta, ma Alenia ha già avviato le procedure per la progettazione. Il nuovo aereo, i cui stabilizzatori del modelle sono prodotti a Foggia, prevede l’impiego massiccio della fibra di carbonio che proprio nello stabilimento di Capitanata ha un punto d’eccellenza. L’Atr del futuro potrà trasportare fino a 90 passeggeri (attualmente ci sono modelli da 70 e 40 posti). Si tratta di un programma lanciato negli anni Ottanta che ha superato ampiamente le aspettative con 1.300 esemplari ordinati (i piani prevedevano 500 unità). Sul piatto ci sarebbe una fase di ricerca e sviluppo da 20-25 milioni da condurre in sinergia anche con la Campania dove Alenia ha altri stabilimenti produttivi tra cui quello di Pomigliano d’Arco. «Le prime analisi di mercato su un arco temporale pluriennale — ha dichiarato qulache tempo fa Giuseppe Giordo, amministratore delegato di Alenia Armacchi — sono interessanti e nei prossimi venti anni il trasporto regionale dovrebbe crescere mediamente del 6 per cento ogni 12 mesi con un mercato potenziale di circa tremila velivoli a turboelica». Ancorare parte del progetto Atr 90 alla Puglia, dove Alenia è presente con la base operativa di Grottaglie e la fusoliera del Boeing 787 Dreamliner, consentirebbe di rafforzare la linea produttiva esistente e ambire a ottenere spazi più ampi. L’ultimo grosso investimento riguarda il mondo delle auto. Porsche, che lo scorso anno ha acquisito il «Nardò Technical Center» dalla società Prototipo Spa, ha concluso la fase di rodaggio della pista e punta all’espansione. Il vantaggio di poter disporre della struttura per gran parte dell’anno (viste le favorevoli contizioni meteo dell’area) incentiva la multinazionale tedesca a sfuttare la pista anche per altre attività che non siano legate al collaudo e alla progettazione delle automobili. L’impianto, infatti, si estende per un’area di oltre 700 ettari e vanta un circuito di oltre 6 chilometri per le prove di handling e dispone di un anello di 12,5 chilometri per i test di durata ad alta velocità. Sono in atto verifiche su investimenti collaterali da attivare entro la fine dell’anno.
FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
07 GENNAIO 2013
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