PUGLIA CALABRIA NEWS FOGGIA Processo al racket delle estorsioni Manca una notifica, tutto rinviato
INSERITO DA ANGELA CECERE
Estorsioni e minacce ad albergatori di Vieste Prima udienza a Foggia per i quattro imputati FOGGIA — Prima udienza ieri mattina al tribunale di Foggia per le quattro persone coinvolte nel blitz messo a segno il 19 luglio scorso a Vieste e denominato Tre Moschettieri. Imputati Angelo Notarangelo, detto «cintaridd», il fratello Giuseppe, il cugino Luigi e Girolamo Perna. I quattro sono accusati di aver messo a segno una serie di estorsioni e di intimidazioni nei confronti di operatori turistici di Vieste «offrendogli» il loro servizio di «guardiania». Così le vittime erano costrette a versare, secondo quanto emerso dalle indagini, dai 1000 ai 1200 euro mensili. Estorsioni emerse grazie alla collaborazione delle vittime che non hanno esitato a denunciare i loro aguzzini agli inquirenti. Ieri in aula erano presenti anche il presidente dell'associazione nazionale delle fondazioni Antiusura, Tano Grasso, il sindaco di Vieste, Ersilia Nobile, e una rappresentanza di commercianti, alcuni dei quali vittime degli imputati. IL RINVIO - Il Comune di Vieste e Tano Grasso si volevano costituire parte civile nel processo ma non è stato possibile: l'udienza, dopo pochi minuti, è stata rinviata al 18 febbraio per un difetto di notifica. Un'operazione e un processo importante perché come hanno sempre sottolineato gli inquirenti la presenza nel comune di Vieste di imprenditori riuniti in un'associazione antiracket e la pronta risposta della magistratura e delle forze dell'ordine alle incessanti richieste di giustizia da parte delle vittime, apre nuovi orizzonti di legalità per la comunità viestana, ormai stanca di sopportare soprusi, prepotenze e richieste estorsive.
FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
10 GENNAIO 2013
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