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PUGLIA CALABRIA NEWS BARI Stop al piano di rientro, la Puglia respira Sbloccati 100 milioni, 1.600 assunzioni

23 Luglio 2013, 11:30am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Protesta degli operatori sanitari

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

L’intesa a Roma: termina una fase dolorosa con la quale la Regione ha corretto il bilancio sanitario di 450 milioni BARI - Oggi al ministero dell’Economia si scriverà la parola fine sul Piano di rientro dal deficit sanitario. I dirigenti ministeriali e quelli della Regione sanciranno, in un verbale di intesa, la scadenza dell’accordo triennale 2010-2012, firmato dal governo e dalla Puglia alla fine del novembre 2010 (dunque con quasi un anno di ritardo rispetto alle previsioni e conseguente concentrazione delle attività in un biennio). Con la firma di oggi si porranno le basi per l’avvio di un «Programma operativo per la riqualificazione del servizio sanitario regionale». Terminerà così una fase dolorosa e faticosa, con la quale la Regione ha impresso una possente correzione al bilancio sanitario di quasi mezzo miliardo di euro: 450 milioni era infatti il deficit stimato per il 2012. Dopo la cura da cavallo, l’anno si è invece chiuso con zero deficit e un utile di tre milioni (evento che non si ricordava da tempo). Oggi arriveranno due buone notizie. La prima è lo «scongelamento» di un centinaio di milioni dei 250 ancora nelle mani del governo. Si tratta di quelle quote di Fondo sanitario che vengono trattenute a Roma in caso di violazione del Patto di stabilità da parte della Regione interessata. La Puglia è incorsa ripetutamente nell’infrazione (2006, 2008 e 2009) e questo rappresenta il motivo per il quale è stata costretta alla correzione dei conti sanitari e al Piano di rientro. Altri 370 milioni «congelati» sono già stati trasferiti in Puglia dopo i traguardi intermedi raggiunti negli anni scorsi. La seconda buona notizia è che — con la fine del Piano di rientro e l’avvio del Programma operativo — termina la stagione del blocco al turn-over. Il che significherà l’apertura dei bandi di concorso per reclutare nuovo personale. Di quante persone parliamo? «Non meno di 1.600 — dice il direttore d’area Vincenzo Pomo che oggi guiderà la delegazione pugliese a Roma — e in particolare di almeno 500 medici e oltre un migliaio tra tecnici, infermieri, farmacisti, eccetera. Il Piano operativo di riqualificazione, del resto, non può fondarsi solo sul contenimento dei costi, ma deve consentire il sostegno a nuove iniziative». In particolare, il Piano operativo terrà conto dovrà essere rivolto ai risultati «non economici» che non siano stati raggiunti. Un rapido elenco: assistenza psichiatrica di 12 ore, assistenza domiciliare integrata, promozione dell’attività territoriale, aumenti dei parti vaginali e diminuzione di quelli cesarei, aumento dei day hospital e riduzione dei ricoveri, promozione dello «screening», riduzione delle liste d’attesa. Sia chiaro: i tecnici del ministero dell’Economia sarebbero dell’avviso di tenere la Puglia (e le altre Regioni nella medesima situazione) ancora in Piano di rientro, allo scopo di poter meglio controllarne i conti. Ma la cura imposta alla sanità negli anni scorsi è stata severa, ed ora occorre respirare. I numeri sono impressi nella mente di tutti: 22 ospedali chiusi (in cui tuttavia era concentrato solo il 2% dei ricoveri), 2.400 posti letto soppressi (2.000 pubblici, 250 privati, 150 ecclesiastici), abbattimento della spesa farmaceutica (da 940 milioni l’anno ai 690 del 2012). Dei 61 ospedali del 2010, ne restano 39. Lo scopo è di ridurne ancora il numero, almeno di un’altra decina e ciò per corrispondere agli standard di efficienza imposti a livello nazionale. Ma per far questo, tuttavia, occorrerà dotarsi di nuovi e più moderni ospedali in cui accorpare i reparti e renderli più efficienti. Il piano di edilizia è avviato, ma occorrerano anni per vedere i primi fabbricati. Francesco Strippoli

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

23.07.2013.

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