PUGLIA CALABRIA NEWS BARI Om, gli operai bloccano i camion
INSERITO DA ANGELA CECERE
«Ennesimo tentativo di portare via i carrelli» Da mesi i lavoratori presidiano l'ingresso dell'azienda BARI - Sono una cinquantina gli operai davanti ai cancelli della Om carrelli elevatori di Bari-Modugno, «intenti a bloccare l'ennesimo tentativo dei camion che vogliono portare via dall'azienda, chiusa ormai da due anni, i 250 carrelli già pronti». Lo denunciano gli stessi lavoratori che da mesi presidiano l'ingresso dell'azienda tedesca di proprietà della Kion, poiché vogliono impedire che siano portati via i carrelli elevatori prima di sapere quale sarà il loro futuro. «Questo ennesimo tentativo di entrare - spiegano - arriva a due giorni dall'incontro a Roma, che si è concluso con un nulla di fatto». «Anzi - precisa una delegazione degli oltre 223 ex dipendenti - la Kion ha ricattato i lavoratori minacciandoli di non anticipare loro la cassa integrazione, se non avessero abbandonato il presidio, ma la Kion può stare tranquilla: non cederemo per la fame». I sindacati, spiega il collettivo «Rivolta il debito» che è davanti ai cancelli con i lavoratori, «hanno infatti assicurato che si impegneranno ad accelerare l'iter affinché sia direttamente l'Inps ad anticipare la cassa integrazione». Inoltre, «per non cedere ai ricatti della Kion», i lavoratori lanciano «una campagna di sottoscrizione attraverso una cassa di mutuo soccorso per raccogliere fondi, durante festival, concerti e eventi culturali, per far fronte alle spese del presidio». Per questo motivo, spiegano, «lanciamo anche un appello a tutti gli artisti a venire davanti ai cancelli a sostenere le ragioni della nostra protesta e per unirsi al nostro presidio». Ieri, al termine di un'assemblea, i lavoratori hanno «preparato un documento ufficiale, che nei prossimi giorni sarà protocollato a Regione Puglia e Comune di Modugno, in cui si chiede proprio a questi due enti di farsi cedere la proprietà dello stabilimento, con impianti e macchinari» che ora sono al suo interno, e il cui valore ammonterebbe ad alcuni milioni di euro. L'obiettivo è quello di «riprendere, eventualmente, l'attività lavorativa e aziendale con gli operai che sono pronti a costituirsi in cooperativa, di concerto con le istituzioni».
CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
01.08.2013.
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