PUGLIA CALABRIA NEWS BARI Influenza, caos in ospedale «Portate farmaci da casa»
INSERITO DA ANGELA CECERE
Pienone nelle corsie. Più a rischio i bambini Le ambulanze costrette a lunghi tragitti per un posto letto BARI - Si salvano soltanto gli over 65enni che, più previdenti dei giovani, si sono vaccinati. Per il resto dei baresi, invece, in questi giorni è battaglia contro l’influenza. Il picco del contagio è quasi raggiunto e negli ospedali è caos: in tutta la provincia di Bari non ci sono posti letto liberi e il 118 non sa più dove trasportare gli ammalati. Così, come raccontano i medici del servizio di soccorso, le ambulanze macinano decine di chilometri alla ricerca di una struttura sanitaria dove ricoverare il paziente di turno. «Siamo in piena emergenza», ammette un camice bianco contattato telefonicamente. Negli ospedali baresi non mancano solamente i letti: scarseggiano anche le coperte e le lenzuola e persino i farmaci più banali. Così viene chiesto ai familiari degli ammalati di portarsi da casa antibiotici e termometri. L’influenza sta colpendo soprattutto i più piccoli, con l’ospedale pediatrico che fa segnare già il pienone in corsia e i medici sommersi dalle richieste di assistenza. Secondo i dati forniti da Influnet (la rete nazionale di medici che ne monitorizza l’andamento), il contagio tra i bambini da 0 a 4 anni è di 11,60 ogni mille assistiti; tra gli adolescenti da 5 a 14 anni l’incidenza è di 12,94 per mille, mentre nella popolazione tra i 15 e 64 anni la percentuale degli ammalati si attesta al 10,12 per mille. Solo 1,81 per mille è la percentuale degli influenzati tra coloro che hanno più di 65 anni. Quest’anno i tre virus in circolazione sono il B/Wisconsin, A 2010/2011 A/California/7/2009 (H1N1) dell’influenza suina, già presente lo scorso anno e che non è mutato molto, e il ceppo A/Victoria di sottotipo A (H3N2). Si tratta di virus molto più aggressivi rispetto a quelli isolati la passata stagione invernale e comportano febbre molto elevata, anche sopra i 39 gradi, mal di testa e persino problemi respiratori per i soggetti già a rischio. Ecco perché non bastano le tradizionali cure e spesso è necessario il ricovero nelle strutture sanitarie. Ma i principali ospedali della città (Policlinico, San Paolo e Di Venere) sono in difficoltà, non riuscendo a gestire l’incredibile mole di pazienti. In provincia non va meglio, anzi — per effetto dei tagli dei posti letto e dei servizi — in alcune realtà il sistema ospedaliero è quasi al collasso. E la settimana che sta per iniziare potrebbe peggiorare la situazione, considerato che la curva del contagio tenderà a salire ancora alla pari del numero delle richieste di soccorso. In ogni ospedale il piano per fronteggiare l’emergenza è attivo dallo scorso dicembre, i ricoveri programmati sono stati ridotti e in ogni reparto sono stati riservati alcuni posti letto per i casi più gravi. Anche le sale rianimazioni sono state attrezzate per l’assistenza da fornire a chi ha contratto l’influenza A. Nonostante tutto, gli ospedali sono ormai sovraccarichi e rischiano di andare completamente in tilt nelle prossime ore. Nei pronto soccorso si cerca di limitare i danni impiegando a rotazione le barelle, ma non basta. «Sono terminate anche quelle e non sappiamo più dove reperirne altre», ammette un medico del Policlinico. Nei prossimi giorni è previsto un peggioramento: con le temperature che si sono abbassate repentinamente, il virus influenzale si sta diffondendo maggiormente. Chi in autunno è stato previdente e si è vaccinato dovrebbe non correre rischi, anche se non sempre il farmaco rende completamente immuni. Secondo i dati forniti dall’Asl di Bari sono state circa 200mila le persone che si sono sottoposte alla profilassi, nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di anziani.
FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
11 FEBBRAIO 2013
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