PUGLIA CALABRIA NEWS BARI «Federalberghi ci attacca, e noi salviamo il turismo»
INSERITO DA ANGELA CECERE
Tabasso: proponiamo un prodotto nuovo. Il presidente di Ospitalità diffusa: «Non tutti sono abusivi» BARI - «I bed and breakfast hanno salvato il turismo pugliese. Attirando un flusso di persone che avrebbe optato per altre mete». Dino Tabasso, presidente dell’associazione «Ospitalità diffusa di Puglia», che raccoglie i bed and breakfast del territorio, respinge le accuse di Federalberghi che sulle pagine del Corriere del Mezzogiorno ha lanciato l’allarme sulla crisi del settore turistico. Puntando il dito sull’aumento di bed and breakfast nel capoluogo pugliese e invitando la polizia municipale a effettuare controlli. «Negli ultimi anni - spiega Tabasso - stavamo perdendo fette di turisti, maggiormente orientati verso altri mercati, penso alla Croazia, alla Spagna, alla Grecia. Noi abbiamo proposto un prodotto nuovo che sta raccogliendo consensi: in Puglia in dieci anni e senza incentivi pubblici abbiamo offerto 20mila posti letto in 2500 strutture, senza aggiungere un pezzo di cemento. Perché abbiamo riqualificato palazzi esistenti». Tabasso chiede un quadro normativo più chiaro. «I controlli sulla regolarità dei bed and breakfast sono utili - prosegue Tabasso - ma nel momento in cui il quadro normativo è certo. Adesso invece si opera nell’incertezza e questo non ci offre le opportune garanzie. Comunque se ci sono evasori, è bene che vengano individuati, ma non bisogna criminalizzare l’intera categoria». L’associazione chiede quindi alla Regione di velocizzare i tempi di approvazione del disegno di legge, che prevede l’istituzione di bed and breakfast professionali, accanto a quelli familiari. «La Federalberghi sta avviando una campagna contro di noi proprio per bloccare questo progetto di legge - aggiunge Tabasso - ma noi non ci scoraggiamo. Il 7 febbraio è in programma un’assemblea generale in viale Einaudi e nei prossimi giorni consegneremo le chiavi delle nostre attività all’assessora Silvia Godelli. Con l’impegno di riprendercele solo quando sarà approvata la legge. Basta con queste attese che stanno penalizzando l’intero settore».Attualmente il progetto di legge è all’esame della quarta commissione regionale e per l’approvazione definitiva era stata fissata la data del 14 gennaio. Ma tutto è stato rinviato a data da destinarsi. Il timore degli imprenditori è che tutto venga bloccato a causa delle elezioni. «La verità - prosegue Tabasso - è che si vuole continuare a vivere senza un mercato che si apre, capace di creare un sistema utile per il turismo, di offrire costi più contenuti e di introdurre servizi maggiormente graditi. Eppure basterebbe solo un po' di collaborazione, perché gli alberghi non sono nostri concorrenti. Il turismo opera per flussi e abbiamo interesse tutti a cooperare. Se non ci fossimo stati noi, la perdita per gli alberghi sarebbe stata maggiore. In ciascuna città - conclude - bisogna offrire prodotti diversi, per chi appunto vuole l’albergo o preferisce strutture come le nostre. Lanciamo ora il nostro grido di allarme: dalla Regione vogliamo delle risposte altrimenti chiudiamo anche noi». Ora i proprietari dei b&b si sono quindi dati appuntamento al 7 febbraio proprio per discutere di quanto sta accadendo e per programmare le future azioni di mobilitazione. Le accuse di Federalberghi hanno infatti mandato su tutte le furie i piccoli imprenditori, che hanno investito negli ultimi anni migliaia di euro per offrire nuove strutture per il territorio. «Adesso è il momento di reagire», spiegano i proprietari dei b&b.
FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
05 FEBBRAIO 2013
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