PUGLIA CALABRIA NEWS BARI Bagni pubblici, ticket a 50 centesimi
INSERITO DA ANGELA CECERE
Troppe spese, un biglietto per usare gli impianti comunali I lavoratori dell’appalto: «A Bari nessuno pagherà» BARI - Anche a Bari si paga per usare i bagni pubblici. Precisamente cinquanta centesimi ogni volta. E prima ancora che gli utenti, a protestare — in Comune — si sono precipitati i sessanta lavoratori della Splendid, la società che si è appena aggiudicata l’appalto: «A Bari nessuno pagherà per l’uso del bagno. E a noi toccherà litigare perché è da quel pagamento che dipendono i nostri stipendi». Il capoluogo, per la verità, arriva buon ultimo, visto che il sistema di accesso a pagamento ai servizi disseminati per le città, sono a pagamento nelle stazioni ferroviarie di Roma e Napoli, nelle metropolitane e in parecchie piazze pubbliche. E le tariffe, altrove, sono decisamente più alte, fino a due euro nella turisticissima Venezia. Ma a Bari, a quanto dicono i dipendenti della Splendid, questa rivoluzione non si può fare. «Bari non è turistica — protestavano i lavoratori fuori dalla porta del sindaco — e qui nessuno vuole pagare. Come affronteremo chi, a brutto muso, ci dirà che non se ne parla?». Certo, ci sarebbe la soluzione dell’automazione dell’ingresso. «Ma così noi perderemmo tutti il posto — replicano i lavoratori —. Vogliamo una parola del sindaco sulla faccenda». Il sindaco, in realtà, è colui che ha dato il via libera alla svolta. Capirne la ragione è semplicissimo: la gestione dei 37 bagni pubblici cittadini costava al Comune fino ad ora un milione e 300 mila euro all’anno; con l’introduzione dell’obolo di cinquanta centesimi, il servizio si ripaga da sé e a carico delle casse pubbliche restano soltanto 500 mila euro per ciascuno dei tre anni di contratto. Non solo. Il servizio, reso a pagamento, dovrebbe essere anche più efficiente. «Con il sistema della tariffa, sarà interesse della ditta tenere pulito e aperto più a lungo — spiega il direttore generale Vito Leccese —, non comprendo le ragioni della protesta dei lavoratori. Del resto l’azienda per cui lavoreranno ha partecipato alla gara e se l’è aggiudicata. Quindi avrà valutato l’opportunità di gestire il servizio». I lavoratori sono quelli che già lavoravano per la Care service di Acquaviva e che saranno riassorbiti dalla Splendid (che in associazione con la società di Acquaviva aveva gestito il servizio fino ad ora). Il contratto con la Care service è scaduto e, per evitare l’interruzione del servizio, il Comune ha stipulato un accordo ponte di venti giorni che consenta di perfezionare il contratto con la ditta vincitrice dell’appalto. Questo periodo consentirà anche alla Splendid di riassumere i lavoratori della Care service. A fine mese il contratto dovrebbe andare a regime e, con esso, il pagamento del contributo per l’uso dei servizi pubblici, già sperimentato, si diceva, in molte città italiane. «A Bari, però, il gran numero di utenti di questo servizio non è composto da turisti, che si vedono soltanto a Bari Vecchia, ma da cittadini e operatori dei mercati — lamentano i lavoratori con maggiore esperienza —. Come si può credere che un utente medio, come un anziano di Palese, per esempio, spenda fino a cinque euro perché le medicine lo costringono a usare i servizi pubblici più volte nella giornata? Come ce la caveremo con chi pretenderà di entrare senza pagare?».
FONTE CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
06 FEBBRAIO 2013
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