PUGLIA CALABRIA NEWS BARI Ai domiciliari, ma è senza casa: sconta la pena su una panchina
INSERITO DA ANGELA CECERE
I giudici: non può lasciare la stazione di Gioia del Colle Un uomo di 44 anni è stato condannato a due mesi BARI - È considerato un «soggetto pericoloso per la sicurezza e per la pubblica moralità», per questo sottoposto alle prescrizioni della sorveglianza speciale e dovrebbe scontare pure due mesi agli arresti domiciliari per ricettazione. Eppure, vive in un luogo dove il contatto con l’esterno non è certo impossibile: non avendo una casa, il 44enne Vito Giannico passe le sue giornate sulla panchina della stazione ferroviaria di Gioia del Colle, dalla quale non può allontanarsi almeno nelle ore notturne e dove si fa trovare nel caso i carabinieri abbiano bisogno di controllare il rispetto degli obblighi imposti dai giudici. Persino il Tribunale di sorveglianza è in difficoltà e in imbarazzo, perché ha la necessità di applicare la legge e garantire che Giannico sconti la sua pena in un’abitazione, impedendo che possa avvicinarsi ad altri pregiudicati o, semplicemente, incontrare altre persone. Ma, al momento, non sembra esserci via d’uscita. I giudici hanno aggiornato l’udienza al prossimo novembre, nel frattempo hanno inviato una lettera ai servizi sociali di Gioia del Colle e all’Uepe (ufficio per l’esecuzione penale esterna) chiedendo che provvedano al più presto a trovare un alloggio al 44enne. La vicenda dai contorni kafkiani va avanti oramai da diversi mesi: da una parte c’è l’avvocato di Giannico, il legale Filippo Castellaneta, che si batte affinché almeno la sorveglianza speciale venga annullata in modo da permettere al suo assistito di spostarsi da Gioia del Colle (e da quella panchina in stazione) e magari trovare fortuna e una sistemazione altrove; dall’altra ci sono i giudici che considerano l’uomo pericoloso per la sicurezza: nel "curriculum" criminale di Giannico c’è un po’ di tutto, dalla violenza privata alle lesioni, ingiurie, minacce, ricettazione e reati contro il patrimonio. Per questo motivo, i magistrati ritengono di doverlo tenere sotto controllo imponendogli gli obblighi riservati ai sorvegliati speciali. Ma devono fare i conti con la situazione di indigenza di Giannico: il 44enne può fare affidamento solamente su un sussidio di 112 euro che riceve dal Comune ogni 40 giorni. Non solo: è fidanzato con una ragazza che, da poco, ha ricevuto lo sfratto ed è rimasta anche lei senza un tetto. Vincenzo Damiani
CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
28.09.2013.
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