PRIMO PIANO ROMA MORTA MARIANGELA MELATO, AVEVA 71 ANNI. "SE NE È ANDATA SERENAMENTE
INSERITO DA ANGELA CECERE
ROMA - «Gli attori che mi piacciono sono prima di tutto persone particolari. Non credo che si nasca attori, ma persone più sensibili sì, più attente al mondo che ci circonda», diceva Mariangela Melato sintetizzando quel che pensava del suo mestiere e inevitabilmente di sè stessa. Forse sottostimava l'aspetto carismatico del suo lavoro, ma certo non voleva sminuire quel che tanti anni di palcoscenico e di lavoro sul set le avevano insegnato. Mariangela Melato - morta questa mattina, a 71 anni, dopo una lunga malattia - si sentiva soprattutto artista, sia quando era la protagonista delle regie più sofisticate di Luca Ronconi, sia quando si piegava alle caratterizzazioni comiche di film di Lina Wertmuller, sia nelle rare partecipazioni televisive, fra le quali spicca l'interpretazione due anni fa di «Filumena Marturano» di Eduardo De Filippo. In tutte queste occasioni, in cinquanta anni di carriera ha mostrato bravura, impegno e ironia verso se stessa e i suoi successi. È stata una diva soprattutto in teatro, ma anche in cinema e in tv . Ma non ha mai avuto tentazioni divistiche. Il pubblico l'ha amata anche per la leggerezza e per l'autoironia: due qualità che le hanno giovato in tutti i passaggi della sua ricca carriera cominciata quasi per caso: figlia di un ferroviere, impiegata come vetrinista alla Rinascente, si ritrovò a sostituire all'ultimo momento un'attrice in una compagnia amatoriale. Bastò quello a segnare la sua strada, nella Compagnia di Fantasio Piccoli, uno dei registi importanti nei primi anni Sessanta. GRANDI PALCOSCENICI Poi vennero impegni con i grandi di allora: accanto a Dario Fo ('Settimo ruba un pò menò, 'La colpa è sempre del diavolò) e diretta da Luchino Visconti ('La monaca di Monzà, 'L'inserzione'). Ma dopo queste prove di qualità mancava ancora un battesimo sotto la direzione di Giorgio Strehler, che puntò su di lei per uno spettacolo-bandiera del Piccolo di Milano, 'El Nost Milan'. Dopo un periodo tutto-cinema - era allora il 1979 - Mariangela era già una prima attrice riconosciuta; la sua figura sottile e forte, la sua voce fonda, la sua bellezza anomala («Bella? No, strana, piuttosto», diceva agli intervistatori) ne facevano già una grande attrice. Tanto più che il cinema italiano l'aveva scoperta per quel suo fascino sghembo e per la sua versatilità: era l'operaia de «La classe operaia va in Paradiso» e la ricca milanese antipatica che naufraga con Giancarlo Giannini in 'Travolti da un insolito destinò; e ancora la vitalissima protagonista di una commedia all'italiana declinante, come 'La poliziottà e 'La Presidentessà. Nell'insieme una carriera cinematografica ragguardevole, ma che sarebbe stata nulla, senza la passione ricambiata con il teatro dei grandi autori, con le parti che sole costituiscono l'esame di laurea di una grande attrice. Si va dall'accoppiata vincente con Giorgio Gaber ('Il caso di Alessandro e Marà), dalla Ersilia Drei di 'Vestire gli ignudì di Pirandello ' alla 'Medeà di Euripide, entrambe con la regia di Giancarlo Sepe; fino ad una mirabile 'Fedrà di Racine con la regia di Marco Sciaccaluga. Quest'ultimo spettacolo fa parte della lunga stagione, dagli anni Novanta in poi, durante i quali la Melato collaborò con il Teatro Stabile di Genova. Dieci-dodici anni durante i quali la Melato ha anche rinnovato l'incontro capitale della sua carriera con Luca Ronconi: una serie di spettacoli che hanno fatto la storia del teatro italiano: da 'Orlando furiosò (1968) a 'L'affare Makropulos' a molti altri. Grazie alla sua presenza d'attrice dai cento volti, anche scelte non sempre esemplari, anche qualche concessione a testi non capolavori, sono stati applauditi dal pubblico e apprezzati dalla critica. Ma sempre la Melato ha rilanciato le sue scelte stilistiche, senza negarsi a duelli artistici per esempio con Elisabetta Pozzi, la maggior attrice della generazione a lei più vicina, con la quale ha recitato 'Il lutto si addice ad Elettrà. Tutto questo senza rinunciare a capolavori comici come 'La dame de chez Maxim' di Feydeau e ad un musical in solitario, come 'Sola me ne vò, dove ha recitato, ballato e cantato, giocando con la sua vita, i suoi racconti i suoi sentimenti. Sentimenti che l'hanno guidata anche nell'ultima importante avventura artistica, quando - due anni fa - ha interpretato 'Filumena Marturanò di Eduardo, nell'edizione televisiva di Massimo Ranieri. A chi l'ha conosciuta, Mariangela ha sempre donato allegria, intelligenza e umorismo. Doti che hanno illuminato la sua vita e la sua carriera e che ne hanno fatto una persona indimenticabile in palcoscenico e altrove. IL CORDOGLIO DEI VIP SU TWITTER «Oggi abbiamo perso un'amica, una grande attrice»: è il regista Ferzan Ozpetek uno dei primi personaggi del mondo dello spettacolo a esprimere cordoglio su Twitter per la morte di Mariangela Melato, avvenuta questa mattina a Roma dopo una lunga malattia. Tra i tanti vip che hanno voluto salutare l'attrice anche Fabio Fazio, per il quale con la sua scomparsa «siamo tutti più soli», mentre Roberto Saviano scrive: «Addio a Mariangela Melato. Bellissima anima». A ricordarla anche molti cantanti, come Giorgia: «Grazie per quello che hai fatto, per come lo hai fatto e quello che hai lasciato. Per essere stata Artista e Donna eccezionale, con eleganza, intelligenza e talento puro». Anche Fiorella Mannoia la ringrazia definendola «una Donna. Un esempio di dignità e talento. Grazie». E se i Negramaro sottolineano che «un'altra stella del nostro cinema migliore è tornata in cielo», Daniele Silvestri scrive «la morte di Mariangela Melato mi riempie di dispiacere». E ancora: Lorella Cuccarini: «Sei stata un esempio straordinario. Una preghiera silenziosa», mentre Fabio Volo confessa: «è un vero dispiacere... come fosse di famiglia». Infine, GianMarco Tognazzi: «Ciao Grandissima Mariangela!! Sono senza parole!! Quanto ti ho amato e quanto ti amo ancora... che dolore, Ciao Maestra !!! tvb Gimbo». Affranta Rosita Celentano: «La Melato è salita in cielo,resta il vuoto assordante di un'attrice strepitosa e di una donna unica e speciale. Mariangela, mi mancherai!»
FONTE LEGGO.IT
11 GENNAIO 2013
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