PRIMO PIANO ROMA BOTTE ALL'ASILO, LE MAESTRE: "VOLEVAMO DENUNCIARE, LA DIRETTRICE CI MINACCIAVA"
INSERITO DA ANGELA CECERE
IL MOBBING L’ipotesi a cui sta lavorando il pm romano Eugenio Albamonte, sembra essere confermata dal giro di audizioni avviato ieri mattina dal commissariato di zona, diretto da Adriano Lauro. Insegnanti e collaboratori scolastici raccontano tutti la stessa versione dei fatti: vedevano che qualcosa nella sezione F non andava. Si accorgevano che la collega Mattei strattonava con violenza i piccoli, li apostrofava con insulti e li costringeva a picchiarsi l’uno con l’altro per punizione. Ma quando si rivolgevano alla dirigente, si trovavano di fronte un muro di silenzio e omertà, davanti al quale la maggior parte di loro ha preferito arrendersi. «Non abbiamo denunciato i fatti perché chi segnalava queste cose con insistenza veniva emarginato o insultato e qualcuno aveva anche paura di perdere il lavoro», hanno raccontato. Un vero e proprio «mobbing», secondo quanto ricostruito dagli investigatori, contro chiunque raccontasse di aver assistito alle violenze. Nel corso degli ultimi anni, un’insegnante avrebbe chiesto di essere trasferita in un altra sezione, pur di non dover più lavorare con la collega Mattei, mentre ad una bidella che segnalava gli episodi di violenza la preside avrebbe risposto: «Vai a pulire i c..., queste cose non ti riguardano».
LA RECITA Nell’ordinanza di custodia cautelare, si raccontano diversi episodi di violenza da parte dell’insegnante: «Dai gesti con cui minaccia di picchiarli o di tirargli il collo, agli strattonamenti, alle spinte e scuotimenti, agli schiaffi al volto e alla bocca, alle prese con forza per il braccio, alle poderose tirate di capelli». Tra i video registrati dalla telecamera nascosta, ce n’è uno in cui la maestra se la prende con un bambino che, a 3 anni, non ricorda la data della recita: «La maestra allora si avvicina al suo tavolo e gli dice: ”F. J.! Il 30 maggio dillo un po’! Ripeti immediatamente ciò che ho detto! 30 maggio ripetilo prima di tre! Se tu non lo ripeti vengo là e ti attacco al lampadario! Non sto a ridere! Ehi, uno due quando si fa?” F. risponde ”30 maggio” la maestra lo incalza ”dillo più forte” ed il bambino ripete ”30 maggio” e la maestra ”più forte” il bambino ripete ancora ”30 maggio” e la maestra dice ”adesso ti arriva un ceffone”».
GLI INTERROGATORI Sia la maestra Franca Mattei, sia la dirigente Maria Rosaria Citti, entrambe ai domiciliari con l’accusa di maltrattamenti verso minori, saranno ascoltate durante l’interrogatorio di garanzia lunedì mattina, negli uffici del tribunale, dal gip Elvira Tamburello alla presenza del pm, Albamonte. Fino alla conclusione delle indagini, però, la procura non intende diffondere ai genitori dei piccoli le immagini della telecamera nascosta che ha registrato i maltrattamenti subiti: l’obiettivo è evitare che le testimonianze loro o di altri possano essere condizionate.
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