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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA PUGLIA Condannata la «maestra cattiva» A Barletta picchiava i bimbi

15 Dicembre 2013, 10:39am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

1375277 1385110908392402 1545291797 nESEGUITO DA KATIA ANDREOLETTI Un anno e mezzo con pena sospesa
Patteggiamento della pena per la 43enne TRANI - La maestra «cattiva» di Barletta, accusata di aver picchiato nove bimbi di 3-4 anni della sua scuola, ha patteggiato la pena (sospesa) a un anno e sei mesi. La sentenza è stata emessa ieri dal gup del tribunale di Trani, Luca Buonvino, dopo l’accordo raggiunto tra il pm Michele Ruggiero e la difesa dell’insegnante 43enne, rappresentata dall’avvocato Salvatore Superbo. Ad incastrare Mariangela Tupputi, finita ai domiciliari il 28 maggio scorso su ordinanza del gip Rossella Volpe, erano stati i filmati delle telecamere piazzate all’interno dell’asilo di via Enrico De Nicola in seguito alla denuncia della mamma di uno dei piccoli alunni. «Voglio andare a scuola solo quando c’è la maestra buona…. Non voglio andare se c’è la maestra Mariangela perché è cattiva e mi ha dato le botte. La maestra Mariangela dà le botte anche agli altri bambini» è quanto raccontava alla psicologa il bimbo di tre anni e mezzo picchiato. Dopo quella denuncia era emerso che l’insegnante era solita maltrattare anche altri bambini. I casi accertati attraverso i filmati sono risultati nove. Tutti e nove i nomi dei bimbi compaiono nel capo di accusa per maltrattamenti aggravati contestato alla maestra, che ha alla fine ha subìto la condanna a un anno e mezzo. Pena definitiva, salvo possibilità di impugnazione.

Secondo quanto accertato dai carabinieri di Barletta, la maestra Mariangela non si limitava semplicemente a qualche scappellotto. In molti casi «picchiava bambini e bambine con colpi sul petto, alla testa e sulla nuca, talora con le mani e talaltra con corpi contundenti scagliati contro i piccoli (libri, pacchi di salviettine, matite o pastelli a colore, giocattoli, posate di plastica e altro)», così come emergeva dall’ordinanza di custodia cautelare. In altri casi, li afferrava «dalle orecchie o per i capelli e talvolta li colpiva alle spalle» o «faceva cadere per terra i bambini sfilandogli la seggiola da sotto il sedere». Oppure «pestava i piedi ai piccoli che gattonavano, bloccandone da tergo i movimenti e provocando loro dolore». Il pm parlò di «una personalità inquietante, una figura di insegnante che nessuno vorrebbe per i propri figli». La donna durante l’interrogatorio di garanzia ammise le sue responsabilità, ma giustificò il suo comportamento rappresentando quella che era la situazione della classe, di cui aveva cominciato ad occuparsi ad anno scolastico già iniziato. Dopo gli arresti la maestra non è più tornata a lavorare, anche perché non era un insegnante di ruolo. Ma all’esame della procura ci sono altri i casi oltre ai nove già contestati, relativi sia ad alunni della scuola Einaudi che di altre in cui la maestra ha lavorato negli anni precedenti. L’avvocato Francesco Filograsso, per conto di altri genitori, ha chiesto al pm di valutare il ruolo della dirigenza scolastica. L’ipotesi di reato, se accertato, sarebbe di omesso controllo.

 

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