PRIMO PIANO CASERTA, COLPITO CON UN LIBRO DALLA MAESTRA: È GIALLO
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La denuncia dei genitori ai carabinieri dopo la corsa in ospedale. Il piccolo frequenta la scuola elementare. Colpito in faccia con un libro tra i banchi di scuola. Non una baruffa tra coetanei ma un gesto, e sul punto si dovrà chiarire se vi sia stata o meno volontarietà, da parte della maestra. È successo qualcosa: «Mi hanno chiamato dalla scuola: mio figlio era rimasto ferito. L'ho portato di corsa in ospedale. Ma, poi, ho voluto vederci chiaro». È il racconto di un padre che, dopo i primi attimi di preoccupazione, non ha esitato a recarsi nuovamente nell'istituto elementare di Caserta dove è avvenuto il fatto. «Mi hanno sempre detto che mio figlio è particolarmente vivace. Ne sono consapevole ma, mi chiedo, non sarebbe bastato sospenderlo o prendere qualunque altro provvedimento disciplinare? Mi interrogo, allora, sui metodi, su quanto avviene all'interno delle classi ma, soprattutto, sono preoccupato: chi ha l'onere di vigilare sulla sicurezza degli alunni? Il Provveditorato, i dirigenti? Probabilmente la mia determinazione rischia di essere scambiata per un ostentato rancore personale. Non è così: mio figlio continuerà ad andare in quell'istituto, nella stessa classe. Ma non voglio più che simili episodi si ripetano, a tutela non solo di mio figlio ma di tutti i bambini. Per questo chiedo la massima attenzione e vigilanza sui metodi: affidiamo i figli alle scuole e pretendiamo professionalità e preparazione sotto l'aspetto disciplinare ma anche sotto quello gestionale. L'autonomia delle direzioni didattiche ha di fatto dato ampio spazio decisionale ai dirigenti scolastici: possono programmare attività e progetti affidandoli a nuove figure di consulenti-insegnanti. Il tutto, a mio parere, deve avvenire nella massima trasparenza e correttezza amministrativa». La vicenda riguarda un bambino di nove anni, frequentante una scuola elementare, che sarebbe rimasto ferito in classe qualche giorno fa. Avvisati i genitori, il piccolo verrà poi refertato in ospedale e dichiarerà di essere stato colpito con un libro da un'insegnante. I genitori decideranno di recarsi dai carabinieri e raccontare l'accaduto. «Perché - conclude il genitore - se si manda a scuola il proprio figlio, si deve essere certi che lo si sta portando in un luogo più sicuro possibile».
DI ROBERTA MUZIO IL MATTINO.IT
/image%2F1394276%2F20210111%2Fob_9cffcd_1.jpg)